La felicità del napoletano Paolo Gisonni,
Stella d'Oro al Merito Sportivo

Martedì 27 Aprile 2021 di Diego Scarpitti
Paolo Gisonni

«Caro Paolo, sono felice di comunicarti che il Coni ti ha conferito la Stella d’Oro al Merito Sportivo, quale personalità del nostro mondo, riconoscendo l’importanza e lo spessore sociale del tuo mirabile impegno al servizio della collettività in questo difficile momento, caratterizzato dalla diffusione della pandemia da virus Covid-19». Chi scrive è il presidente Giovanni Malagò, destinatario il rugbista napoletano Gisonni.

 

Il numero uno dello sport italiano ha deciso di conferire la prestigiosa onorificenza al tallonatore classe 2000, che si è particolarmente distinto, insieme ai suoi compagni dell’Amatori Napoli, nelle consegne a domicilio (spesa, farmaci, mascherine) agli anziani durante il lockdown del 2020 per le vie della città. Un porta a porta solidale, per moltiplicare la speranza e attuare la vicinanza.

«L’organizzazione sportiva desidera esprimerti il più sincero ringraziamento con questa onorificenza che è il tributo per l’impegno e la dedizione con cui onori la missione fuori dal campo, testimoniando la tua statura umana che è fonte di orgoglio per il nostro movimento», prosegue Malagò nella missiva. «A nome personale, e del Comitato olimpico nazionale italiano, ti rinnovo i complimenti, perché sai onorare questo delicato compito con la stessa, impagabile passione che ti contraddistingue a livello sportivo, e in attesa della cerimonia di consegna ti rivolgo, unitamente alla gratitudine, i miei più affettuosi saluti».

Doppiamente emozionato e contento Gisonni, per aver ricevuto una comunicazione inattesa dal contenuto decisamente impensabile. «Ho avvisato subito mio fratello Pasquale e i miei genitori, mamma Ines e papà Pietro, che sono rimasti colpiti e soddisfatti. Successivamente ho avvertito la grande famiglia dell’Amatori Napoli, specificando che il merito non è solo mio ma anche di tutti quelli che hanno reso possibile ciò e di quanti hanno partecipato», ammette sincero il classe 2000.  

«Il rugby trasmette valori sani (sostegno, rispetto delle regole, amicizia, lealtà), che si applicano e si praticano concretamente nella vita. Ricevere questa onorificenza così prestigiosa è davvero un grande onore», spiega il giocatore che indossa la maglia numero 2. «Esattamente un anno fa ho aderito all’iniziativa voluta dalla Comunità di Sant’Egidio. Ogni giorno ho svolto le più disparate mansioni, per rendermi il più utile possibile. Aiutare le persone che in piena pandemia erano e sono ancora oggi in difficoltà, è stata un’esperienza che mi ha arricchito molto, che consiglio a tutti», racconta lo studente di medicina, iscritto all’UniCamillus a Roma.

Volontariato e gioco di squadra. «Quando ho aderito al progetto per il mio territorio, ho pensato subito ai più bisognosi della mia città. Per noi del rugby il sostegno del più debole e il mettersi a disposizione della comunità sono valori fondamentali, che i giocatori più anziani insegnano fin dal primo giorno che metti piede sul rettangolo verde. E’ questo lo spirito della palla ovale. Solidarietà e amicizia come pilastri fondamentali, che vengono tramandati di generazione in generazione», osserva Gisonni. «Ringrazio la società verdeblu per l’opportunità che mi è stata data, il Coni e il presidente Giovanni Malagò per questo significativo riconoscimento ed infine questo sport che forse ci rende persone migliori. Lunga vita al rugby». Una meta oltre gli ostacoli del Covid-19.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA