Maddaloni e Attanasio Ambasciatori
dello Sport per le periferie povere d’Italia

Domenica 23 Gennaio 2022 di Diego Scarpitti
Gianni Maddaloni e Gianluca Attanasio

Investimento ufficiale. Una nomina che sa di promozione sul campo. Un titolo guadagnato per il noto impegno sociale profuso non da oggi, ma reiterato costantemente nel tempo. Gianni Maddaloni è stato designato da Giovanni Malagò «Ambasciatore dello Sport per le periferie povere d’Italia».

A motivare tale provvedimento «l’opera di contrasto alle varie forme di devianza giovanile, che, attraverso lo sport, il maestro di judo è riuscito a promuovere e a realizzare in questi anni in un quartiere difficile come quello di Scampia», queste le motivazioni addotte dal presidente del Coni.

 

Orgoglio napoletano. «Attraverso l’insegnamento dell’attività sportiva e dei suoi valori, Maddaloni è stato in grado di aggregare tanti giovani, i quali, seguendo il suo esempio e le sue motivazioni positive che ha saputo suscitare in loro, sono stati recuperati al rispetto delle regole e della convivenza civile con gli altri».

Esempio. «Il suo lavoro meritorio, da vero ambasciatore dello sport e del Coni, dovrebbe essere portato nelle scuole, soprattutto in quelle che operano nelle periferie spesso disagiate, onde poter diffondere il patrimonio dei valori dello sport, combattere la piaga del disagio sociale e offrire a tanti ragazzi e ragazze una prospettiva nuova e la realizzazione della propria identità», afferma Malagò.

«Analoghe considerazioni valgono anche per il campione paralimpico Gianluca Attanasio, altro grande Ambasciatore dello sport», conclude il presidente del Coni.

Encomio. «La nomina come Ambasciatore nazionale del Coni per le periferie povere d'Italia è un attestato di stima, perchè vivo profondamente la realtà della periferia, la respiro, la sento dentro di me, è parte del mio vissuto, è la mia gente, alla quale ho dato e sto dando tutto», ammette il padre del campione olimpico Pino, oro a Sydney 2000. «Questo incarico rappresenta una prosecuzione del mio impegno, investito della missione di salvare, spronare e cambiare la vita di tanti giovani, farli diventare degli esempi positivi per gli altri coetanei, innescando un meccanismo virtuoso, che può davvero cambiare in meglio il volto di molte zone d'Italia, generando ottimismo e moltiplicando entusiasmo nel territorio».

Traccia la rotta Maddaloni, propugnatore della legalità mediante le regole dello sport. «Bisogna porsi da modello per i giovani e non solo, sostenendoli ogni giorno, dimostrando loro che l'impegno premia nel raggiungimento degli obiettivi». Percorso Maddaloni collaudato e vincente. «Ecco lo sport è uno strumento efficace, un vettore potente, che può certamente migliorare il mondo».

Soddisfatto Gianluca Attanasio. «Ho sempre considerato lo sport un mezzo di riscatto sociale e autodeterminazione, occasione solidale per lottare in favore di quanti sono in difficoltà. Ho avuto la fortuna di incrociare la mia strada con quella della famiglia Maddaloni: ho appreso il significato vero della solidarietà e conosciuto il valore autentico dell'amicizia e del rispetto», racconta.

«Pur essendo un nuotatore, mi rifugiavo spesso nella palestra di Scampia, dove ho compreso la realtà unica della Star Judo Club, e proprio lì ho trovato la forza di continuare la mia attività sportiva, dalle gare in piscina alle competizioni open water, alla Capri-Napoli e ancora la serie A di pallanuto paralimpica, che mi ha dato l'occasione di rimettermi in gioco», argomenta Attanasio. «La storia continua in vista della grande sfida della Capri-Napoli 2023».

Futuro. «La nomina quale Ambasciatore nazionale del Coni per le periferie povere d'Italia da parte del presidente Giovanni Malagò mi ha certamente inorgoglito e mi ha dato nuova linfa per essere ancora più vicino a chi soffre, accanto a quelli che vengono considerati «ultimi», ma che per me rappresentano una grande ricchezza sociale e un grandissimo vivaio di campioni: possono cambiare il loro destino attraverso lo sport, abbandonando la strada dell'illegalità», asserisce convinto Attanasio.

«Ho visto tanti ragazzi diventare campioni, girare il mondo e realizzare tutti i loro sogni, proprio quelli che loro stessi ritenevano irrealizzabili. Io ho scelto di essere uno di loro, profondamente convinto che lo Sport, unito alla Cultura, può fare grande Napoli e la nostra Nazione. Mi considero un ragazzo fortunato, che crede fermamente nel rispetto, nella solidarietà e nell’impegno per gli altri», conclude Attanasio. Le periferie sono in ottime mani.

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