Augusta Masters, Matsuyama è in testa: Molinari 21° in rimonta

Domenica 11 Aprile 2021 di Stefano Cazzetta
Augusta Masters, Matsuyama è in testa: Molinari 21° in rimonta

Quando, nel terzo giro del Masters, la sirena ha annunciato l’interruzione del gioco per un temporale in arrivo, Hideki Matsuyama aveva effettuato un brutto colpo dal tee della 11. La palla era finita nel bosco a destra e, a quel punto, i progetti di aggancio e rincorsa al leader Justin Rose, in vantaggio di 2 colpi, sembravano terribilmente compromessi. Invece, la pausa inattesa, che spesso risulta dannosa, in questo caso ha portato consiglio e misura. Il giocatore giapponese si è riparato in macchina, ha smanettato con il cellulare e 77 minuti si è ripresentato in campo con le batterie completamente ricaricate.

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Davanti a sé aveva un corridoio libero: lo ha sfruttato a pieno per mettere la palla in asta, segnare birdie e cominciare la grande marcia di avvicinamento al primo posto. Birdie anche al temibile par 3 della 12, eagle alla 15 e ancora birdie alla 16 e alla 17. Totale di giornata -7 e primato a -11. Justin Rose staccato di quattro lunghezze, fermo al -7 conquistato nel primo giro e dal quale non si è più staccato. Insieme con l’inglese, altri tre giocatori: Xander Schauffele, l’australiano Marc Leishman e il sorprendente debuttante Will Zalatoris, 24 anni, diventato professionista solo 3 anni fa, ma che ha già fatto capire che bisognerà fare i conti con lui negli anni a venire. E forse anche in quello in corso.

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Matsuyama he debuttato al Masters nel 2011, come vincitore dell’Asian Pacific Amateur. Questa è la sua decima apparizione ad Augusta, Nel frattempo ha messo insieme ben 5 titoli sul Pga Tour, ma la vittoria gli manca dal 2017. Gioca in America da anni, ma fatica ancora con l’inglese, ragion per cui si fa sempre accompagnare dal fidato interprete. Difficile immaginare che cosa accadrebbe in Giappone, Paese in cui il golf è diffusissimo, se dovesse arrivare una sua vittoria. Rappresenterebbe una storica prima volta e formerebbe un’accoppiata straordinaria con il successo, sabato scorso, di Subasa Kajitani, 17 anni, che ha trionfato nella seconda edizione dell’Augusta National Women’s Amateur. In genere Matsuyama è seguito da frotte di giornalisti del suo Paese, ma questa volta, a causa del Covid, l’assedio è minore. E questo a lui sta molto bene: «Posso stare più tranquillo e concentrarmi al meglio. Non so che cosa potrebbe accadere In Giappone se dovessi vincere. Io penso solo a giocar bene l’ultimo giro».

E fa bene, perché l’Augusta National non perdona errori e non ti mette al sicuro neppure quando hai tanti colpi di vantaggio. Per informazioni rivolgersi a Greg Norman, che, nel 1996, si presentò all’ultimo giro con ben 6 colpi di vantaggio e chiuse 5 colpi dietro Nick Faldo; oppure a Rory McIlroy che, nel 2011, di lunghezze di vantaggio ne aveva 4, ma alla 10 sparò la palla nel giardino di una villa e chiuse la buca con un pesante triplo bogey, completando poi il disastro con il bogey alla 11 e un doppio alla 12. Risultato: un bell’80 finale e Giacca Verde al sudafricano Charl Schwartzel.

 

Oggi Matsuyama scenderà in campo, per l’ultima partenza, alle 20:40, ancora in coppia con Schauffele. Il compagno ideale per lui, visto che tra una buca e l’altra potrà ancora parlare la sua lingua essendo l’americano di madre giapponese.

Leishman e Rose partiranno alle 20:30, Zalatoris e il canadese Corey Conners (-6 in classifica e autore di una buca in uno alla 4) alle 20:20. Un po’ in ritardo Jordan Spieth, incappato in una giornata senza acuti (solo par nel terzo giro e -5 in classifica) che alle 20:10 salirà sul tee della 1 con Brian Harman (-4), firmatario di un brutto 74 nel terzo giro. Per noi italiani il Masters comincerà alle 18:50 quando Francesco Molinari prenderà dalla sacca il driver e tenterà di perfezionare la scalata. Ieri si è reso protagonista di un giro quasi perfetto: 69 colpi, 3 sotto par, dopo il 74 e il 73 dei primi due giri.

Superato il taglio con l’ultimo risultato utile, ora si ritrova al 21 posto, a conferma dei buoni segnali lanciati a inizio stagione. Il gioco è stato regolare, pochi errori dal tee e putter solido. Ha pagato ancora con un bogey la 10 (3 su 3), ma ha sfruttato alla grande i par 5, segnando 3 birdie e uno splendido eagle alla 8, con flop shot imbucato da fuori green.

Insieme con lui, Phil Mickelson (anche lui 69 ieri e in par per il torneo) a regalarci un ulteriore brivido, perché la mente riandrà alla Ryder Cup del 2018, quando il mancino vincitore di 5 major e tre volte Giacca Verde, nel match singolo della domenica, dovette alzare – anche lui – bandiera bianca contro uno scatenato Molinari che metteva a segno il quinto punto su 5, record per un europeo.

Finì con 4 colpi di vantaggio a 2 buche dal termine. Un trionfo. Oggi si giocherà per il Masters, certo, ma quella sfida tornerà nella mente dei due protagonisti e in qualche modo riaccenderà il duello. A tutto vantaggio dello spettacolo.

Ultimo aggiornamento: 15:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA