Il mondo ovale piange la morte
di Ambron, due scudetti vinti

Giovedì 31 Marzo 2022 di Diego Scarpitti
Vittorio Ambron

Dal sorriso disarmante. Un fuoriclasse come persona e come giocatore. E poi fratello di Amedeo, straordinario protagonista con la calottina della Rari Nantes Napoli e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma 1960. Il mondo del rugby e dello sport è in lutto per la dipartita di Vittorio Ambron. Compagno di squadra di Raffaele D’Orazio ed Erasmo (Mimmo) Augeri, vinse i due scudetti con la Partenope (1964-1965 e 1965-1966), sfiorando addirittura il terzo. Espulso nella penultima partita di campionato per un fallo di reazione, fu costretto a saltare l’ultima di campionato al Tardini contro la capolista Parma (1963-1964). Vittorio si rifece, battendo la Roma al Collana. Fu uno storico trionfo davanti a 12 mila spettatori al Vomero e titolo di campione d’Italia poi bissato, sempre all’ultima giornata ma in trasferta, allo stadio Flaminio.

La storia dei fratelli Amedeo e Vittorio Ambron è magicamente raccontata nelle pagine meravigliosamente scritte  da Franco EspositoNel nome del Padre, del Figlio e dello Sport»), splendida carrellata delle belle famiglie sportive italiane.  

Il mondo ovale, napoletano e italiano, piange la scomparsa di un grande e si stringe al dolore della famiglia, degli amici e dei suoi compagni, nel ricordo de «l'atleta divino, eccelso e superiore a tutti i trequarti d'Europa, Vittorio Ambron di Bagnoli», come l'ha definito il professor Luigi Nespoli in una sua recente poesia.

Storica figura del rugby partenopeo e nazionale, azzurro numero 191 con 24 caps, cresciuto nel quartiere di Bagnoli e artefice dei due tricolori all’ombra del Vesuvio, Vittorio Ambron ha passato la palla all'età di 81 anni.

La Federazione italiana rugby ha appreso con profonda tristezza la notizia della sua scomparsa. Ala, classe 1940, Vittorio aveva esordito con l'Italrugby il 27 maggio del 1962 nella vittoria a Berlino contro la Germania (13-11). Aveva disputato l'ultimo test match in maglia azzurra il 21 maggio del 1972 ad Ivrea contro la Spagna. Nel 1965 aveva ricevuto la medaglia di bronzo dal Coni. La Fir ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi nel fine settimana.

Alla famiglia Ambron le condoglianze formulate da Marzio Innocenti, presidente Fir, dal Consiglio federale, dall’Amatori Napoli e da Giuseppe Calicchio, presidente Fir Campania.

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