Lo sport cresce in città:
nasce «Napoli Europea»

Lunedì 23 Novembre 2020 di Diego Scarpitti
Lo sport cresce in città: nasce «Napoli Europea»

C’è bisogno di benessere che non impatti sul Sistema sanitario nazionale. E in un momento pandemico come questo urge pensare e riprogrammare la ripartenza, come chiedono le tante famiglie all’ombra del Vesuvio. Da qui l’idea di consolidare lo sport in città con il contributo di «Napoli Europea». Idee e azione. E’ nata una nuova associazione sportiva dilettantistica (asd) e di promozione sociale (aps), affiliata all'Acsi. Obiettivo ben preciso e ambizioso: «affrontare con mentalità nuova i problemi dello sport a Napoli». Un battesimo con la video-conferenza odierna, per presentare un progetto-quadro volto ad un organico sviluppo dell'attività sportiva nell'ambito del complesso tessuto urbanistico della città metropolitana.

Ad illustrare contenuti e modalità operativa Eduardo Improta, presidente di «Napoli Europea» e consigliere nazionale dell'Acsi. «Lo sviluppo sportivo non deve essere considerato qualcosa di aggiuntivo, un surplus non essenziale ma competitivo: lo sport è piuttosto parte integrante di un unico organico tutto rivolto al miglioramento sociale della città». Da qui soluzioni concrete. «Risulta, quindi, necessario guardare con imprescindibile necessità alla realizzazione di un serio progetto di promozione sportiva, un progetto-sport, la cui graduale attuazione dovrà necessariamente coabitare con le possibilità economiche e strutturali a disposizione degli Enti amministrativi».

Si invoca il gioco di squadra. «In tale lavoro dovranno collaborare enti sportivi ed autorità per la piena riuscita del programma senza riserve alcune». E intessere valide sinergie. «Essendo lo sport un fenomeno sociale, proprio alle basi della società bisogna individuare il primo punto: bisogna, cioè, agire sulla fascia scolastica. Il contributo apportato dalla scuola, peraltro, non si manifesta solo nella creazione di una forma mentis nel bambino, ma si rivela notevole anche dal punto di vista dell'impiantistica sportiva».

Formazione culturale non disgiunta dalla pratica sportiva. «Sport e scuola, purtroppo, fino ad oggi si sono appena incontrati, hanno bisogno di approfondire la loro conoscenza, che è avvenuta solo in parte. Occorrerà che le belle parole ascoltate nelle varie assise sportive - commenta Improta - non restino fenomeni isolati ma si concretizzino per il bene e lo sviluppo dello sport».

Si prova a dare continuità anche alla riuscitissima esperienza delle Universiadi 2019.  «Il discorso sportivo, che dovrebbe prendere il suo avvio nella scuola, dovrebbe essere proiettato, poi, nel campo della medicina, creando con quest'ultima una collaborazione continua per far comprendere come la pratica sportiva instradi verso un armonico sviluppo sia fisico che psicologico, arrivando, a volte, ad agire come e meglio di una terapia», conclude Improta.

«Napoli Europea» un percorso di ampio respiro.

 

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