Italia-All Blacks 9-47
ma gli azzurri non sfigurano

Grande prova della difesa italianaa. Il capitano: "Orgoglioso della squadra"

Sabato 6 Novembre 2021 di Paolo Ricci Bitti
Rugby All Blacks diretta live, l'Italia di Michele Lamaro contro il mito della Nuova Zelanda oggi all'Olimpico

Poteva andare peggio? Sì, molto, anche perché alla fine ha pure cominciato a piovere sull’Olimpico per la prima volta desolatamente mezzo vuoto. Contro i semidei All Blacks, l’Italia ha insomma straperso 9-47 (6-21 alla fine del primo tempo) come è sempre avvenuto 16 partite su 16, ma questa volta senza “sbragare”, senza subire 70 o 100 punti, senza mai chinare il capo, senza mai arrendersi, proprio come aveva chiesto il nuovo capitano Michele Lamaro, romano come anche i compagni Danilo Fischetti, Pietro Ceccarelli e Renato Giammarioli.

Ma come, dopo la roboante Haka da brividi, la Nuova Zelanda ha segnato 7 mete con gli azzurri che hanno risposto solo con tre calci piazzati di Garbisi e il giudizio volge al positivo? È un numero a certificarlo, non un’opinione, ovvero 38, ovvero i punti di scarto incassati dall’Italia che sono esattamente gli stessi di quelli rifilati sabato scorso dagli All Blacks al Galles a Cardiff(16-54). E i gallesi sono i neozelandesi d’Europa: nel ranking mondiale sono noni, mentre l’Italia arranca al 14° posto nella graduatoria guidata - guarda un po’ - dai “Tutti neri”.


«Una difesa aggressiva era il nostro primo obbiettivo - ha detto il neo ct Kieran Crowley (già All Black) - e sono soddisfatto: non dimenticate che l’Italia non giocava da marzo e abbiamo avuto solo due settimane per mettere a punto i meccanismi in un gruppo con tante novità, mentre la Nuova Zelanda è in campo a tempo pieno da luglio (12 match, una sola sconfitta, ndr). Altre questioni come le touche e la trasmissione del pallone sono invece molto da rivedere in vista dell’Argentina sabato prossimo a Treviso: i Pumas, in altre parole, sono ancora superiori a noi».

Già, la difesa, le fondamenta di ogni squadra di rugby. Ieri gli azzurri hanno placcato come demoni e con buona efficacia: solo 6 errori su 114 rispetto ai 2 su 52 dei neozelandesi che hanno avuto il 57% del possesso di palla. «L’emozione per l’Haka nello stadio di “casa mia” è stata forte - dice Michele Lamaro, 23 anni - ma è passata subito perché c’era da tirare giù i neozelandesi che attaccavano a tutta velocità. Non sto a giudicare se il punteggio sia più o meno pesante del previsto, mi interessa invece constatare che abbiamo reso difficile la vita ai migliori del mondo. Mi è piaciuto il piglio dei ragazzi, sono orgoglioso di loro: li ho sentiti molto carichi e così nel primo tempo ho deciso di non monetizzare tre calci di punizione per far capire agli All Blacks che non li temevamo. Poi non abbiamo segnato mete, ma questo è il carattere che credo ci farà crescere».

Memorabili i primi 28 minuti, con i maestri che si incaponivano senza riuscire ad aprire brecce nella trincea azzurra. Zero a zero con gli All Blacks per tutto quel tempo è da record. Peccato che questa tenacia in difesa sia venuta meno, dopo quasi esaltante mezz'ora, da una situazione a favore degli azzurri che avevano a disposizione una mischia ai loro 5 metri per uscire dall'angolo. Invece la prima linea Fischetti, Lucchesi e Ceccarelli, appena entrato per dare il tempo di medicare Riccioni, ha perso per la prima volta l'abbrivio permettendo al fulmineo Christie di rapinare la prima meta degli All Blacks. I neozelandesi sono poi riusciti a marcarne altre due, di mete, prima del the sfruttando penaltouche con Coles, poi eletto Mvp, ma effettivamente quel 6-21 suonava a meraviglia per l’Italia, sostenuta per di più con continua passione dai pochi fedeli: ufficialmente 28.956, la metà di quelli accorsi nel 2018 sempre per gli All Blacks. Pochi tifosi ma buoni, un nocciolo duro di competenti perché esclamazioni e applausi sono stati sempre a proposito. Sì, a ogni modo quei vuoti sugli spalti fanno molto più male del ko atteso, perché certo la stagione del Covid mette mille ostacoli, ma altri sport ne stanno già soffrendo molto meno.


Anche nella ripresa gli azzurri hanno continuato a difendere centimetro su centimetro, accorciando anche il divario con il terzo penalty di Garbisi (9-21) che ha mostrato i benefici effetti della sua militanza a Montpellier. Bene anche il collega in mediana, Varney, 42 anni in due. Bello poi rivedere Minozzi a fianco del fulmineo Ioane. Poi gli All Blacks, dai e ridai, hanno marcato altre 4 mete come da copione. Ma all’ultimo gong gli azzurri erano ancora in piedi.

 

 

 

 

 

Italia v Nuova Zelanda 9-47 (6-21)

Marcatori: PT   27’ m. Christie, t. Mo’unga (0-7); 30’ m. Coles, t. Mo’unga (0-14); 37’ cp Garbisi (3-14); 39’ m. Coles, t. Mo’unga (3-21); 40’ cp Garbisi (6-21). ST 57' cp Garbisi (9-21); 62’ m. Reece, t. Mo’unga (9-28); 69’ m. Aumua, t. Mo’unga (9-35); 70’ m. Sotutu, t. Mo’unga (9-42); 76’ m Aunua, nt (9-47)

Italia: Matteo Minozzi; Federico Mori, Juan Ignacio Brex, Marco Zanon, Montanna Ioane; Paolo Garbisi (20’ st Canna), Stephen Varney (12’ st Braley); Renato Giammarioli (5’ st Steyn), Michele Lamaro, Sebastian Negri; David Sisi (20’ st Ruzza), Marco Fuser (5’ st Cannone), Marco Riccioni (26’ - 32’ pt Ceccarelli; 60’ Ceccarelli); Gianmarco Lucchesi (12 st Bigi), Danilo Fischetti (5’ st Nemer)

Head Coach: Kieran Crowley

 

Nuova Zelanda: Damian McKenzie; Sevu Reece (23’ st Barrett), Braydon Ennor (8’ st Havili), Quinn Tupaea, George Bridge; Richie Mo’unga, Brad Weber (9’ pt Christie); Hoskins Sotutu, Same Cane (C), Luke Jacobson (8’ st Frizell); Josh Lord (20’ st Whitelock), Tupou Vaa’i; Tyrel Lomax (8’ st Tuungafasi), Dane Coles (8’ st Aumua), George Bower (8’ st de Groot)

Head Coach: Ian Foster

Arbitro: Dickson (RFU)

Calciatori: Mo’unga 6/7; Garbisi 3/3
Note: Giornata grigia, terreno di gioco in ottime condizioni, spettatori 28956. Esordio in Nazionale per Ivan Nemer, Azzurro n. 710
Player of the Match: Dan Coles (NZ)

 

L'attesa

Basta guardare negli occhi castani il nuovo capitano Michele Lamaro, 23 anni, romano, per trovare la limpida risposta all’impervia domanda: perché l’Italia dal 1979 insiste nell’affrontare gli All Blacks sapendo che la tariffa sarà inevitabilmente pesantissima?

Oggi, dalle 14 all’Olimpico (diretta live Sky Arena e Tv8 dalle 13.30), potrebbero essere, a fare un po’ di conti, anche 70 punti di scarto: gli azzurri non giocano da marzo, non vincono una partita dal 2019 (a Roma dal 2013!), e hanno un nuovo ct, Kieran Crowley (già All Black) che ha avuto due settimane per cementare il gruppo, mentre la Nuova Zelanda, prima nazione Covid free e prima nazionale del ranking, è rodatissima perché da luglio ha giocato 12 test-match perdendone solo uno, di 2 punti, contro il Sud Africa campione mondiale.

Sabato scorso a Cardiff si è sbarazzata con un 16-54 del Galles, 9ª squadra al mondo, quando l’Italia è 14ª. Nei nostri 15 scontri diretti con i “tutti neri” solo e soltanto ko, con rarissimi i lampi di azzurro: dal preistorico 12-16 di Rovigo nel 1979 al 21-31 ai Mondiali inglesi proprio 30 anni fa («Un vittoria per gli All Blacks, un trionfo per l’Italia» disse il condottiero kiwi "Buck" Shelford), al 6-20 nel 2009 a San Siro stipato da 88mila fedeli. Per il resto solo legnate: 70-6, 101-3, miserie così, perché i semidei All Blacks non fanno mai sconti agli umani. 


«Ecco, vi siete già risposti da soli - dice Lamaro, 7 caps dall’anno scorso - nel rugby non esiste qualcosa di più entusiasmante e di più bello, perché di vera bellezza bisogna parlare, della Nuova Zelanda. E allora noi, che siamo innamorati di questo gioco, che cosa potremmo chiedere di più rispetto a una sfida come quella di oggi? Che cosa c’è di più trascinante che fissarli senza paura mentre fanno l’Haka, la danza di guerra? Chi meglio di loro può insegnarci che cosa significhi indossare la maglia per rendere onore al proprio paese, per rispettare chi l’ha portata dal 1800 ad oggi e per tramandarla a chi verrà in futuro? E poi volete mettere per un romano come me debuttare da capitano all’Olimpico, a due passi da casa, di nuovo con il pubblico? Godiamoci e godetevi la partita».

E il previsto tracollo nel punteggio? «Se giocheremo fino all’ultimo respiro, pallone su pallone, centimetro dopo centimetro di terreno, non avremo nulla da rimproverarci. Ce l’ha detto anche il presidente che ci ha ricordato di quando guidò l’Italia contro i Blacks ai primi Mondiali nel 1987 in Nuova Zelanda (70-6, ndr)». Si tratta di Marzio Innocenti, nuovo leader della Fir: è stato lui a scegliere il ct Crowley, campione del mondo proprio nel 1987, che ha invitato gli azzurri a usare “Nuova Zelanda” e non “All Blacks”. Il Mito, evidentemente impressiona più del nome terreno, anche se va notata l’inedita freschezza del gruppo timonato da Lamaro che parla già di “famiglia”: con lui tanti giovani che con le under azzurre sono stati capaci di imprese solo sognate dai seniores.

Come sempre i neozelandesi, macchina da guerra e anche da soldi per il “marchio” che impersonano e per gli incassi degli stadi che riempiono (purtroppo non oggi l’Olimpico dove si faticherà ad arrivare a 20mila spettatori), hanno detto di rispettare gli azzurri, ma intanto, dopo aver visitato Roma in lungo e in largo a piedi e in torpedone, hanno sostituito tutto il XV di Cardiff. La solita iattura: le “riserve” giocano sempre come diavoli nella speranza di diventare titolari e guadagnarsi uno spicchio della gloria immortale degli All Blacks. 


Paolo Ricci Bitti

Italia-All Blacks: le formazioni

 


 

Gli assi azzurri di Tokyo oggi in tribuna all'Olimpico

Tredici medagliati delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e quattro delle Paralimpiadi giapponesi saranno in tribuna oggi pomeriggio per ispirare e far sentire il sostegno di Italia Team per i colleghi dell'Italia del rugby. Tra loro alcuni appassionati di lungo corso come il pesista Nino Pizzolato, che con gli Azzurri della palla ovale ha a lungo condiviso i ritiri al Centro di Preparazione Olimpica «Giulio Onesti» di Roma, ma anche dei debuttanti assoluti sugli spalti dell'Olimpico come Eseosa Desalu, una delle quattro frecce tricolori della 4x100 medaglia d'oro a Tokyo e il plurimedagliato Stefano Raimondi, vincitore di un oro, quattro argenti e due bronzi paralimpici. Le medaglie di Tokyo 2020 presenti sabato a Italia v Nuova Zelanda: Giochi Olimpici - Eseosa Desalu - oro 4x100m (atletica), Luca Curatoli - argento sciabola femminile a squadre (scherma), Manuel Frigo - argento 4x100 maschile stile libero (nuoto), Manfredi Rizza - argento K1 200m (canoa), Alberta Santuccio - bronzo spada femminile a squadre (scherma), Martina Batini - bronzo fioretto femminile a squadre (scherma), Nino Pizzolato - bronzo 81kg (sollevamento pesi), Matteo Castaldo - bronzo quattro senza (Canottaggio), Maria Centracchio - bronzo -63kg (Judo), Odette Juffrida - bronzo 52kg (Judo), Viviana Bottaro - bronzo kata (Karate), Lucilla Boari - bronzo (tiro con l'arco), Manfredi Rizza - argento K1 200m (canoa). Giochi Paralimpici - Stefano Raimondi - 1 oro, 4 argenti, 2 bronzi SB9/S10/SM10 (nuoto), Alessia Scortechini - oro 4x100 stile libero 34 punti (nuoto), Monica Contraffatto - bronzo 100m T63 (Atletica), Riccardo Menciotti - bronzo 100m 4x100m mista (nuoto).

Per ricordare gli azzurri che hanno passato la palla

Un momento per ricordare i compagni scomparsi nel corso dell’ultima stagione, gli Azzurri che hanno passato la palla nell’ultima stagione e per i quali, complice la pandemia, non è stato possibile tributare un saluto collettivo, o dedicare un brindisi alla memoria. Questa mattina alle 11.30, prima del calcio d’inizio d’Italia v All Blacks, il Presidente federale Marzio Innocenti (Azzurro n. 370) guiderà una rappresentativa di internazionali italiani di ogni epoca in un ricordo dei giocatori scomparsi tra il febbraio 2020 e l’ottobre 2021 dopo aver rappresentato l’Italia sulla scena dei test-match nel corso delle rispettive carriere. Simbolicamente, il momento di ricordo avrà luogo nella Walk of Fame del Parco del Foro Italico, di fronte allo Stadio Olimpico, sulla mattonella che celebra Marco Bollesan, Azzurro n.193, storico capitano, Commissario Tecnico e Manager dell’Italia, unico rugbista italiano ad essere stato inserito nel “cammino della fama” del CONI che celebra i più grandi atleti dello sport azzurro. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 7 Novembre, 18:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA