Italia-Nuova Zelanda cancellata
per il tifone Hagibis, Parisse furioso

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Paolo Ricci Bitti
Rugby, Italia-Nuova Zelanda cancellata per tifone Hagibis, l'ira di Parisse, la sconfitta dello sport

dal nostro inviato
TOYOTA «Inaccettabile, ci hanno mancato di rispetto, se la Nuova Zelanda avesse avuto bisogno di questo match si sarebbe trovata una soluzione diversa». L'ira del capitano Sergio Parisse è pari all'enormità accaduta per la prima volta in nove edizioni della Coppa del mondo di rugby: con il tifone Hagibis, in arrivo sulla costa orientale del Giappone, sono state cancellate Italia-Nuova Zelanda e Inghilterra-Francia, sabato a Toyota e Yokohama, in forse Scozia-Giappone il giorno dopo a Tokyo.

Tifone Hagibis in arrivo in Giappone: venti fino a 200 kmh, treni e voli cancellati, mondiali di rugby stravolti, Formula Uno a rischio

Cancellate, e tanti saluti anche ai fedeli giunti in pellegrinaggio da ogni dove per il primo mondiale in un paese asiatico che sì rimborserà i biglietti ma che ora, secondo il Times, «dimostra di non aver meritato l'assegnazione del Torneo». E Midi Olimpique rincara: "Coppa del mondo fiasco"
 

Due le questione legate a questa inedita situazione. La frequenza dei tifoni (Taifu, vento che spazza) nella tarda estate giapponese è nota da qualche millennio ed è incredibile che World Rugby e il comitato organizzatore non avessero pronte soluzioni di riserva per consentire lo svolgimento delle partite. Almeno un'alternativa era d'obbligo. E infatti altre partite verranno regolarmente disputate in regioni del Giappone lontane da quelle a rischio tifone.

Rugby, Italia-Nuova Zelanda cancellata per il tifone Hagibis in Giappone, Parisse furioso. Perché è una sconfitta di tutto lo sport

L'altra questione, ancora più importante, è il precedente che si crea: "the show must go on" e peggio per chi, come l'Italia, aveva diritto di misurarsi con i campioni del mondo, con il mito degli All Blacks, il massimo per ogni appassionato di rugby. Pure la Francia, e certo con più possibilità degli azzurri, aveva il diritto di tentare di battere l'Inghilterra per guadagnare una posizione migliore nella poule in vista dei quarti di finale. Per non dire della Scozia, che tornerà a casa se domenica non potrà giocare con il Giappone, in questo caso assai aiutato - detto senza alcuna malizia - dall'eventuale cancellazione del match. Parisse non è stato diplomatico, ma la citazione degli All Blacks è ampiamente giustificabile e carica di logica. In nessun mondiale di alcun sport di squadra era mai accaduto qualcosa di così assoluto come la cancellazione dei match: certo, la sicurezza non è negoziabile, ci mancherebbe, ma i diritti di tutti i partecipanti vanno sempre tutelati se si vuole allargare davvero le gerarchie da secoli sclerotizzate: se il Giappone fallisse la qualificazione, ai quarti arriveranno di nuovo le solite otto sorelle, cinque dell'emisfero nord e tre del sud. Intanto la coppa del mondo che dovrebbe essere la vetrina dell'intero movimento vale, ha perso di credibilità e la stampa britannica strumentalizzerà pure questa debacle oragnizzativa per esasperare gli All Blacks, ma le critiche sono fondate.  

DEBACLE
A rischio anche il Gp di Formula Uno, domenica a Suzuka. Sì, ricordate bene, a Tokyo fra meno di un anno ci saranno le Olimpiadi: al premier Abe Shinzo da ieri fischiano le orecchie dopo questa debacle organizzativa mai registrata in precedenza anche in altri sport se si escludono i mondiali di sci a - guarda un po' - Morioka, 1993 , Giappone. La mannaia è caduta sugli azzurri a mezzogiorno, le 5 in Italia, che si stavano allenando a torso nudo in una giornata di sole della tarda estate: con un filo di voce il ct O'Shea ha detto che il Mondiale dell'Italia era finito. Un veterano pronto a tutto come Leonardo Ghiraldini, 34 anni, 104 caps, un omone della mischia, si è messo a piangere: da sei mesi si allena a ritmi durissimi per tornare in forma dopo un terrificante infortunio al ginocchio destro durante il Sei Nazioni. Per i medici serviva un anno di terapie: lui ha dimezzato i tempi e il ct O'Shea, di fronte a tale determinazione, l'avrebbe fatto tornare in campo domani contro gli All Blacks.

Macché, un sogno - strameritato - accartocciato e gettato nel cestino da World Rugby (la Fifa ovale) e dal comitato organizzatore giapponese. Secondo le previsioni meteo più accurate, il tifone Hagibis, quinta categoria, domani flagellerà la costa sul Pacifico con venti fra i 150 e i 200 kmh: già ieri i tabelloni dello stazioni ferroviarie avvisavano di possibili tagli nelle corse. E sono ancora fresche le ferite (due vittime, alluvioni e black out) del tifone Faxai di inizio settembre.

In questi casi Alan Gilpil, direttore dei Mondiali, può cancellare i match stabilendo un pareggio (2 punti ciascuno) e certo la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto , «ma è ridicolo che non esista un piano B quando le minacce dei tifoni sono costanti in questa stagione - tuona ancora Parisse - noi eravamo pronti a giocare ovunque, anche in un campetto, oppure a porte chiuse: il pronostico era tutto contro di noi, ma non ci dovevano privare del diritto e dell'onore di lottare a testa alta contro i più forti del mondo per lasciare una buona impressione dell'Italia. Comunque sono ancora più determinato a giocare nel prossimo Sei Nazioni (ci sarà pure il ct irlandese, ndr)».
Inghilterra-Francia serviva a stabilire la gerarchia della poule mentre se salterà Scozia-Giappone gli highlander torneranno a casa a vantaggio proprio dei padroni di casa mai approdati ai quarti. Un mondiale, in altre parole, falsato.

Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 14:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA