Russo, festa con altri ex campioni
nella sede della polizia penitenziaria

Martedì 5 Ottobre 2021
Russo, festa con altri ex campioni nella sede della polizia penitenziaria

Con un record di più di trecento incontri disputati, di cui 214 per ko, Clemente Russo si è congedato dal ring a fine luglio, proprio quando stavano per iniziare i Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Per il due volte campione del mondo (Chicago 2007 e Almaty 2013), vicecampione olimpico (Pechino 2008 e Londra 2012) e primo pugile italiano ad aver partecipato a quattro Olimpiadi, però, non si parla di fine ma di un nuovo inizio.

Ad annunciarlo è stato proprio lui, portabandiera di Pechino 2008, in occasione dell’evento celebrativo della sua straordinaria carriera promosso e organizzato dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in collaborazione con la Federboxe, presso la Sala G. Minervini di Largo Luigi Daga.

Una dedica speciale voluta fortemente dal Capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il presidente Bernardo Petralìa, che, insieme ad un ricco parterre, ha ricordato le doti di un grande campione che ha segnato la storia del pugilato italiano e mondiale, atleta simbolo della Polizia Penitenziaria: «Ho sempre avuto la convinzione – ha dichiarato Petralia - che i pugili siano gli attori di una prova disumana per l’umanità, e il ring una livella, come quella descritta da Totò, dove l’etnia, l’altezza, l’allungo vengono meno, in un attimo, appena i pugili iniziano a combattere. Ringrazio Clemente Russo perché con la sua carriera, i suoi risultati ed il suo stile strategico e intelligente, ha portato moltissime ragazze e ragazzi a convincersi che il pugilato è una straordinaria opportunità di mettersi in discussione, di prendersi sul serio con il sorriso sincero di chi sa che quello sforzo è già icona di vittoria sociale».

Parole intrise di passione per la nobile arte, stima ed affetto nei confronti del pugile di Marcianise, condivise dal vice capo del Dipartimento Roberto Tartaglia e dal presidente Fpi Flavio D’Ambrosi. 

 

Russo ha fatto parte per dieci anni del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, per poi passare, dal 2012, a quello delle Fiamme Azzurre, ispirando intere generazioni di pugili, a cominciare dai più giovani. «Sono sicuro – il commento del presidente D’Ambrosi - che Clemente continuerà ad ottenere successi anche all’angolo e che, con il suo talento e la sua esperienza, contribuirà in modo determinante a formare quel vivaio giovanile che ad oggi resta uno dei primi obiettivi della Fpi. Lui è stato e continuerà ad essere un grande esempio di uomo e atleta».

Questo l’insegnamento del suo primo Maestro Domenico Brillantino e non solo: «Ringrazio il prezioso team di formatori – è intervenuto commosso Clemente - da Patrizio Oliva e Francesco Damiani fino a Giuseppe Foglia, che, insieme a tutto lo staff Fpi, a cominciare dal presidente, mi hanno dato la possibilità di crescere dentro e fuori dal ring e di farlo in sintonia con quella che è la mia seconda famiglia, il gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre. Ho la fortuna di poter contare su persone speciali come il presidente Petralia, il responsabile delle Fiamme Azzurre Mariano Salvatore ed il responsabile della sezione pugilato Augusto Onori. Continuerò a militare nella boxe ma stavolta da tecnico alla ricerca del talento».

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