Universiadi, un anno fa
la fiaccola a Benevento

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Diego Scarpitti
Pasquino e Boscarelli
L’ottava tappa, la seconda in Campania. Dopo Avellino, la fiaccola delle Universiadi arrivava, esattamente un anno fa, a Benevento: 24 giugno 2019. Tanti i tedofori sanniti che si avvicendarono lungo il percorso: la pallavolista Marianna Iadarola, l’ex pugile ed arbitro internazionale Domenico Meccariello, il rugbista Alessandro Valente, il campione italiano di salto in lungo Marco Tremigliozzi, il calciatore Alessandro Bruno e non solo.
 
Staffetta. «Con immenso piacere sono stato tedoforo. Ho ricevuto il sacro fuoco davanti l'obelisco egizio del Tempio di Iside e ho percorso il tratto fino alla Rocca dei Rettori», ricorda con entusiasmo Giovanni D’Onofrio, ala delle Zebre Rugby, valido rappresentante del mondo ovale.
 
Memories. «Lo scorso anno ero in piena corsa per Tokyo. Fine 2019 e inizio 2020 sono stati determinanti. Di buon auspicio la fiaccola: bellissima location, emozioni condivise. Benevento la mia città d’origine. Molto bella la sensazione vissuta. Ho chiuso il gruppo degli atleti. Si trattò di un momento di coesione, emozionante e sentito, avvertendo di essere circondata da chi mi vuole bene». Esperienza significativa per la talentuosa schermitrice paralimpica Rossana Pasquino, tesserata per il Club Schermistico Partenopeo, che si allena con Carmine Carpenito per la spada, mentre si allena a Benevento per la sciabola con il napoletano Dino Meglio, oro alle Olimpiadi di Los Angeles (1984), argento a Mosca (1980), bronzo a Seoul (1988), nonché oro alle Universiadi di Bucarest (1981), argento a Edmonton (1983), doppio bronzo a Zagabria (1987) nell’individuale e a squadre.
 
Suggestiva l’immagine con l’imponente Arco di Traiano alle sue spalle. Stesso anno di nascita della Pasquino (1982), medesimo maestro, identica struttura (Accademia Olimpica Beneventana) per Francesca Boscarelli, campionessa europea di spada e atleta tesserata per il Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito. Indimenticabile esperienza da tedofora nella sua città natale. «Fiaccola incredibile e Universiadi 2019 manifestazione forte e pulita. Aver portato la torcia è stato emozionante per un triplice motivo. Simbolo e fulcro, che racchiude l’insieme delle gare. Una bella rappresentazione cittadina e un messaggio importante. Tutto valorizzato ancor di più insieme alla mia carissima amica Rossana, che in pochi anni è riuscita a salire sulle vette più alte, giocandosi quello che purtroppo è stato rimandato, le Paralimpiadi», sottolinea il caporal maggiore scelto Boscarelli. «E’ stato emozionante, amicizia unita al valore sportivo».

Unica nel suo genere la kermesse voluta e finanziata dalla Regione Campania. «Universiadi vissute come momento bellissimo. In modalità gioiosa quello che poi sono appuntamenti più importanti e carichi di responsabilità come le Olimpiadi», prosegue Boscarelli. «L’Universiade è una festa che incarna realmente lo spirito dello sport. Talvolta il gioco viene appesantito e inteso come uno sforzo, caricato dalle aspettative. La scherma, invece, è espressione pura di un gioco divertente: quando si vince, si è felici come bambini».

E proprio nel 2019 per la Boscarelli ricorreva il decennale del bronzo vinto ai Giochi universitari di Belgrado (2009), insieme a Marzia Muroni, Giulia Rizzi, Mara Navarria. «Accesso in finale sfumato per poco. Non potevamo andare via senza medaglia e la mettemmo al collo, lottando fino alla fine. Emerse la voglia di vincere, in un’atmosfera goliardica, musicale, colorata e serena al villaggio. Volti scherzosi e medaglia giusto coronamento», conclude Francesca.

Due giorni dopo la fiaccola sarebbe giunta a Caserta.
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