Universiadi, un anno fa
la fiaccola a Caserta

Venerdì 26 Giugno 2020 di Diego Scarpitti
Reggia di Caserta
Bellezza fonte di ispirazione. Ne rimase incantato nel viaggio in Italia Johann Wolfgang von Goethe. Set cinematografico di Guerre Stellari, Mission Impossible III, Angeli e Demoni, ma non solo. Patrimonio Unesco, impensabile il contrario. Opera di impareggiabile stupore, voluta da Carlo di Borbone e realizzata dal genio dell’architetto napoletano Luigi Vanvitelli. Definita la «Versailles d’Italia», strategica la scelta della Reggia di Caserta per il passaggio della torcia delle Universiadi. Accadeva un anno fa: 26 giugno 2019. Nona tappa, la terza in Campania, dopo Avellino e Benevento. Imponenza e meraviglia a stupire il mondo. Impatto scenico incredibile e colpo d’occhio suggestivo, tanto da ammaliare atleti e presenti.

«Da tedofora è stata un'esperienza nuova: ricordo piacevole», ammette Sara Kowalczyk, cognome da principessa polacca e figlia d’arte. Quel momento resterà impresso a vita nella mente della spadista under 20 della Giannone Caserta. «Diverse emozioni hanno caratterizzato quest’evento», racconta la campionessa in pedana, vincitrice della Coppa del Mondo nel 2019, oltre a diversi gradini del podio saliti nelle varie prove a squadre. «Ricordo sicuramente la sensazione sperimentata, quando mi è stata comunicata la notizia inaspettata di essere stata scelta come tedofora».

Per la leader italiana under 23 un mix di emozioni. «Un’improvvisa responsabilità mi ha colta alla sprovvista, ma mi ha riempita di orgoglio. È stato un grande onore per un evento di tale importanza, perché si è svolto nella nostra regione, ed inoltre è sempre stato un mio sogno parteciparvi, in quanto schermitrice», rivendica soddisfatta Sara. «Hanno condiviso questo momento atleti di rilievo come Angelo Musone e Martina Pengue», sottolinea Kowalczyk, terza anche agli Europei under 17 due anni fa.
 
Memories. «Ho percorso il tratto antistante la Reggia di Caserta: è stato quello sicuramente il momento più emozionante con la fiaccola». E poi la staffetta. «Tanta gioia provata insieme agli spettatori, tra i quali c’erano i miei compagni di sala, lo staff della mia palestra e i miei cari, tra cui mia madre e maestra». Ovvero Ewa Borowa, un oro ai mondiali master, un argento e quattro bronzi iridati, due titoli europei in bacheca.

Il primo ad innescare quel magico pomeriggio l’ex pallanuotista greco Adam Sotiriadis, scelto dalla Fisu come coordinatore generale dei Giochi, per coadiuvare la struttura commissariale diretta da Gianluca Basile. A seguire il giocatore di pallacanestro Biagio Sergio, Riccardo Zimmermann, campione del mondo di taekwondo paralimpico, Clemente Santonastaso, responsabile tecnico settore giovanile US Casertana Calcio, alla presenza del sindaco Carlo Marino e del rettore Giuseppe Paolisso dell'Università Luigi Vanvitelli. Ultima tedofora l'assessore regionale al lavoro Sonia Palmeri. Destinazione il monumento ai Caduti.

«Quando mi hanno chiamato, chiedendomi di portare la torcia a Caserta, dove sono nato, ho subito accettato», dichiara Elio Verde, judoka delle Fiamme Oro Roma. «Sorreggere la torcia delle Universiadi è stato particolarmente emozionate, perché partecipai nel 2012 alle Olimpiadi di Londra, classificandomi quinto», rammenta il campione della materassina, già quattro volte campione italiano assoluto e una volta juniores. «In quel momento ho rivissuto un bel po’ il passato a cinque cerchi nel villaggio olimpico londinese», argomenta Verde, due volte bronzo europeo a Vienna 2010 e Istanbul 2011.  
 
«Fu emozionante notare quanti spettatori si riversarono in strada ed incrociare i loro sguardi mi riempì di felicità: ricordo perfettamente quel preciso istante. Davvero bellissimo, da rivivere». Soprattutto nel decennale della triplice consacrazione: bronzo mondiale a Rotterdam, oro in Coppa del Mondo a Varsavia, oro ai Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2009.

Finale magnifico e cinematografico anche per il tiro con l'arco. Bersaglio centrato alla Reggia di Caserta.
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