Universiadi, un anno fa
la fiaccola a Napoli

Giovedì 2 Luglio 2020 di Diego Scarpitti
Mauro Sarmiento
In principio Brasilia, poi Napoli. La rinuncia inaspettata della città carioca dirottò l’assegnazione della 30esima edizione delle Universiadi estive all’ombra del Vesuvio. Disco verde della Fisu e partì l’incredibile (rin)corsa. Allo scetticismo iniziale, al ritardo accumulato, alle fibrillazioni istituzionali seguì una risposta concreta, una reazione tenace, uno schiaffo morale senza precedenti, impeccabile prova corale riconosciuta agli occhi del mondo. E la fiaccola giunse a destinazione. Da Torino, dove tutto si è originato nel 1959 ed è ripartito nel 50esimo anniversario, percorrendo un itinerario di 11 tappe. Approdo nella Grande Bellezza: 2 luglio 2019, esattamente un anno fa.
  
 

«Go for the Glory». Partenza da Palazzo San Giacomo, in piazza Municipio. Gonfalone giallorosso, mascotte Partenope e sindaco Luigi de Magistris pronto ad impugnare la fiaccola, e a percorrere il primo tratto con il suo staff: Gerarda Vaccaro, dirigente servizio gestione grandi impianti sportivi, l’ex capo di gabinetto Attilio Auricchio, Alessandra Clemente, assessore alle politiche giovanili.

Galleria Umberto I. Scatta la staffetta. «Non posso che ricordare quel momento con grande emozione, un'emozione legata all'orgoglio, come donna delle istituzioni, judoka e vicecampionessa universitaria, dirigente del Cus Napoli e soprattutto come cittadina, di presenziare in quella che è stata una delle kermesse sportive e culturali più importanti a livello mondiale», racconta Paola Del Giudice. «Tedofora selezionata nella mia città una delle emozioni più forti della mia vita: avere l'onore di portare la torcia con il suo fuoco olimpico vuol dire ricordare la forte valenza dello sport, simbolo di coesione, pace e fratellanza», sottolinea la giurista, membro del comitato organizzatore, selezionata tra i laureati eccellenti delle università napoletane.
 

Cartolina. Il colonnato, la cupola, la basilica di San Francesco di Paola. Atmosfera magica. «Un grande onore essere stata tedofora nella mia città. L'immagine della torcia sullo sfondo di piazza del Plebiscito, che ha fatto il giro del mondo, è l'emozione più grande che conservo di quella straordinaria esperienza umana e professionale», afferma Marianna Ferri, responsabile ufficio stampa Universiade. Segue nella cronologia lo scambio del sacro fuoco con il gigante Mauro Sarmiento, argento a Pechino 2008 (la prima storica medaglia vinta dall'Italia nel taekwondo ai Giochi olimpici), bronzo a Londra 2012. Staccò il pass l’anno prima a Baku (altra città candidatasi ad ospitare le Universiadi, che poi rinunciò) proprio nella giornata del 2 luglio 2011. Simpatiche casualità storiche.  «Tedoforo nel cuore di Napoli è stata un’emozione indescrivibile. Ringrazio la Fita per l’opportunità che mi ha dato e l’organizzazione delle Universiadi 2019, per avermi fatto vivere un sogno», argomenta il campione del mondo militare, a distanza di 10 anni dal trionfo in Quebec. «Amo le mie origini, amo Napoli e sono fiero di rappresentare il taekwondo nel mondo e la mia città in special modo».
 
Due angeli in cremisi durante tutto il percorso: Martina Grimaldi e Vincenzo Picardi. Un accompagnamento dolce, sempre un passo indietro ma costantemente vigili, a vegliare sul buon andamento. «Orgogliosa di aver scortato la fiaccola delle Universiadi di Napoli, dove c’è la sede del gruppo sportivo delle Fiamme Oro. Passaggio emozionante tra campioni della città e della regione», precisa la nuotatrice di fondo, Hall of Fame e con un palmares lungo e nutrito: 15 titoli italiani in bacheca, bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012 (10km), due volte campionessa mondiale (Roberval 2010 - 10km e Barcellona 2013 - 25km), quattro volte sul tetto d’Europa (Eilat 2011, Piombino 2012 - 10km, Berlino 2014 e Hoorn 2016 sulla distanza di 25 km). «E poi le premiazioni nell’ultimo giorno delle gare del nuoto in una rinnovata e gremita Scandone. Esperienza inedita in un contesto internazionale. Giorni belli e fantastici a Napoli, supportando l’organizzazione e le delegazioni estere anche con il lavoro dietro le quinte», aggiunge la vincitrice della Capri-Napoli, seconda nella classifica generale della World Cup 2013 e terza nella griglia del Grand Prix 2013, tralasciando gli argenti e bronzi iridati e continentali.

«Ogni metro un brivido lungo la schiena. Emozione indimenticabile, non capita tutti i giorni di scortare la fiaccola. Ricordo ancora quando me lo propose il direttore tecnico delle Fiamme Oro, Luca Piscopo: incredulità e gioia. Un bel sogno coronato tra gli apprezzamenti dei colleghi della Polizia di Stato», rammenta il pugile classe 1983. «Ho rivissuto i momenti e le sensazioni delle Olimpiadi di Pechino, un ritorno al tempo della vittoria del bronzo a cinque cerchi», prosegue l’atleta delle Fiamme Oro. «Universiadi 2019 un evento importante, una bella vetrina. E poi ho ritrovato il mio concittadino Sarmiento (entrambi sono nati a Casoria), insieme nella spedizione azzurra in Cina», rileva Picardi. «Universiadi una kermesse che sarà ricordata negli anni. Spero ci saranno in futuro altre manifestazioni del genere con lo sport di alto livello protagonista a Napoli e in Campania». Per Picardi è stato «suggestivo incontrare la schiera degli olimpionici: Sandro Cuomo, Franco Porzio, il timoniere Giuseppe (“Peppiniello”) Di Capua». Ai quali si è aggiunta l’apneista dei record, signora degli abissi e sirena azzurra Mariafelicia Carraturo, così come il coach e player della palla a spicchi Roberto Faticato.  

«Esperienza bellissima, accoglienza calorosa, unica delusione nell’edizione napoletana l’assenza del canottaggio tra le discipline coinvolte», pone l’accento Giuseppe Abbagnale, presidente Fic, bicampione olimpico (Los Angeles’84 e Seoul’88) e 7 volte campione mondiale, portabandiera dell’Italia a Barcellona’92.
 
Set cinematografico unico. «Addò vient’ s’abbraccia ò mare. E pure l’aria sap e salato». Lungomare e Castel dell’Ovo: immersione nell’opulenza estatica. «È passato un anno, sembra sia volato. A volte ancora non mi sembra vero il miracolo che abbiamo compiuto. Eravamo arrivati all’ultimo giorno, la tensione era altissima ma c’era un appuntamento storico, che precedeva la serata inaugurale del San Paolo (rimesso a nuovo), ovvero l’arrivo della torcia a Napoli», rievoca Flavio De Martino. «Ho avuto il privilegio, in qualità di dirigente dell’area tecnica dell’Aru, di essere tedoforo nella mia città. Ricordo con vivo piacere il mio passaggio con la fiaccola nel tratto del lungomare, altezza grandi alberghi».

Giornata assolata ad impreziosire il tutto. «C’era un entusiasmo che si percepiva in tutta la città e per noi del comitato organizzatore era il compimento di una cavalcata incredibile». Adottata una strategia ottimale e missione compiuta. «In particolare per me e la mia squadra essere riusciti a riqualificare 70 impianti sportivi in Campania resterà per sempre un sogno realizzato», rivendica fiero De Martino. «Oggi, esattamente un anno dopo, le emozioni e le sensazioni di quella giornata (e chiaramente dei 12 giorni successivi) sono ancora intense e meravigliose», chiarisce il commissario straordinario dell’Aru da gennaio 2020, succeduto a Gianluca Basile, per la delicata fase di liquidazione, rendicontazione e certificazione dell’imponente sforzo economico dispiegato dalla Regione Campania (278 milioni di euro). «Ebbene ancora oggi, ad un anno dall’evento, gli addetti ai lavori (Federazioni sportive, Ussi, media) esaltano ancora il «modello Universiade», inteso come archetipo organizzativo di riferimento, con l’intento soprattutto di preservare il grande patrimonio infrastrutturale, di cui oggi l’intera regione può vantare», conclude De Martino.
 
Tutti convengono. Saranno ricordate come le Universiadi della Grande Bellezza.
  Ultimo aggiornamento: 21:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA