Agonia Scandone, al capezzale
arriva il notaio D'Amore

Venerdì 20 Settembre 2019 di Massimo Roca
La Scandone è all'ultima spiaggia. Ma se il meteo sembra tenere e consente ancora qualche puntatina balneare, il campionato di basket è alle porte. Domenica 29 settembre Avellino è attesa a Scauri per il suo mesto ritorno in serie B dopo 22 anni. A nove giorni da tutto ciò il foglio è completamente bianco. Manca tutto. Dai giocatori, compresi quelli delle giovanili, all'allenatore, ai palloni per gli allenamenti. Al Palasport c'è poi stata la razzia delle apparecchiature elettromedicali e degli attrezzi trasportati impunemente allo stadio Partenio.
 
In questo scenario da olocausto nucleare qualcosa si sta muovendo. Dopo il coupe de theatre dell'iscrizione in extremis e quello successivo con il pagamento della fidejussione, è ancora il sindaco Festa, con pervicacia, a stimolare la concretizzazione dell'idea lanciata da De Cesare proprio ai nostri taccuini: separare la società Scandone con la relativa mole debitoria dalla gestione sportiva per la stagione ventura. Per farlo ha coinvolto negli ultimi giorni uno dei membri storici delle vecchie compagini societarie: il notaio Pellegrino D'Amore. Con il sorriso di chi si aspettava la telefonata commenta: «Ci stiamo provando. In che modo? Intanto toccando le corde della passione di qualche imprenditore che ha avuto tanto da questa città. Questo è il momento della riconoscenza». Nomi non se ne fanno, ma è facile immaginare operatori economici vicini al sindaco e non solo: «Vicini, lontani, chiunque abbia a cuore le sorti di questa città. Investire nel basket non è lo stesso che nel calcio. Non ci sono ritorni economici e talvolta nemmeno d'immagine». L'agibilità tecnica c'è: «È possibile costituire un'associazione che si occupi solo della gestione sportiva. Il tentativo è quello di creare una struttura con 5-6 operatori economici in grado di garantire complessivamente un apporto economico di medio livello per la categoria, sebbene ci si sarebbero anche le potenzialità per uno step successivo. Ora è importante riavviare la macchina del basket e pensare ad un campionato di transizione con l'obiettivo della salvezza. L'idea è quello di costruire un gruppo imprenditoriale che possa tracciare una strada per il futuro sul modello di altre realtà cestistiche come la Varese delle ultime stagioni o Pesaro. E' un'idea che è sempre naufragata alle nostre latitudine dove albergano una mania di protagonismo ed un egocentrismo esagerati. Allo stesso tempo ci sono persone che hanno umanità, sensibilità, che svolgono un'attività imprenditoriale che ha risvolti etici importanti. Sono tanti i nomi che potrebbero essere chiamati in causa. A partire da chi ha già scritto pagine importanti, come la famiglia De Vizia o il gruppo De Matteis: Chiunque di loro potrebbe compiere un passo avanti in questo momento. Basterebbero pochi di loro per far partire qualcosa di nuovo. Si tratta di capire se c'è la sensibilità nel salvaguardare qualcosa che è permeato fortemente nel vissuto quotidiano. Facile essere pallonari, più complicato essere a sostegno di una realtà come la Scandone. Lo è sempre stato storicamente, forse lo è ancora di più in questo momento, ma noi ci crediamo. I dubbi permangono. Al di là dei tempi ristrettissimi sebbene D'Amore conferma: ci potremmo incontrare in questi giorni. Potrebbe essere l'ennesima soluzione palliativa. Il legame con la casa proprietà Sidigas resterebbe così come la mole debitoria. Chi vuole augurarsi il bene del basket forse dovrebbe ingoiare la fine di questa lenta agonia per poter ricominciare. Ed a scrivere la parole fine potrebbe essere lo stesso Consiglio federale della Fip che si riunirà domani a Bari. Il deserto in casa Scandone e i lodi da onorare, non solo quello dell'agente Bergamaschi, consentirebbero al Consiglio di estromettere i biancoverdi dal campionato in virtù dell'art. 6 comma 6 del Regolamento esecutivo gare che così recita: «Per i Campionati nazionali e regionali senior maschili e femminili, a chiusura delle iscrizioni, ma prima dell'inizio del Campionato, l'Organo federale competente qualora accerti d'ufficio che la Società avente diritto, regolarmente iscritta, non abbia i requisiti richiesti per potervi partecipare, provvederà a chiedere al Giudice Sportivo la sua esclusione dal Campionato stesso». © RIPRODUZIONE RISERVATA