Ondo Mengue: «Convinto di poter
salvare la Scandone Avellino»

Venerdì 6 Marzo 2020 di Massimo Roca
Domani sera si ritornerà sul parquet in un'atmosfera irreale. In una stagione assurda, il recupero che si disputerà a porte chiuse (PalaDelMauro, ore 20.30) contro la Frata Nardò, causa disposizioni anti-Coronavirus, quasi non fa notizia.
Gianluca De Gennaro ha sfruttato la settimana di sosta forzata per operare un mini ritiro precampionato che ci si augura possa aver contribuito ad inserire al meglio gli ultimi arrivati. Sotto questo profilo un ruolo importante di collante lo svolge quotidianamente Bruno Ondo Mengue, Il cestista aveva saltato la sfida contro Sant'Antimo perché impegnato con la nazionale della Guinea Equatoriale nella qualificazione a Fiba Africa. Competizione che, però, ha finito per non giocare.
Bruno, il suo è stato un viaggio a vuoto
«Purtroppo sì. Sono contento perché restiamo in corsa grazie ad una vittoria su tre ed in attesa delle gare del girone di ritorno di questa seconda fase, però, purtroppo, siamo stati sabotati. Cinque di noi non hanno giocato perché la Fiba ha ritenuto i documenti in regola. Non si è capito il motivo visto che comunque ci hanno fatto giocare durante la prima fase. Perciò siamo arrivati lì, io e altri quattro giocatori molto importanti per la nostra nazionale, e non abbiamo potuto giocare».
La sconfitta contro Sant'Antimo ha lasciato il segno, poi questa sosta. Che giorni state vivendo?
«Contro Sant'Antimo abbiamo giocato veramente una pessima partita, ma fortunatamente siamo anche riusciti un po' a staccare con questa sosta, che ci ha dato l'opportunità di lavorare sugli errori, oltre che di mettere un po' di benzina nelle gambe. Vedremo cosa succederà domani sera».
Marchetti, Stanzani e Dilas, come si stanno inserendo? Che tipo di aiuto sta cercando di dare?
«Si stanno inserendo molto bene. Sono tre giocatori importanti per questa categoria. Ci possono aiutare sotto il profilo dell'agonismo. È quello che più ci è mancato nelle tante partite che abbiamo perso. Ovviamente potranno contribuire anche a migliorare la pericolosità offensiva».
La squadra aveva raggiunto degli equilibri nonostante i propri limiti. Ora si tratta di trovarne altri, ma che portino un salto di qualità. Sarà superata questa crisi di rigetto che avete patito nelle prime due uscite?
«Non credo che ci sia stata una crisi di rigetto. Posso parlare della prima gara dopo il loro arrivo, perché nella seconda non c'ero. A Corato c'era stata una piccola reazione. Credo che qualcosa di buono si stia iniziando a vedere. Dovremo essere tutti sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda. L'obiettivo è vincere e salvarci, dobbiamo focalizzarci tutti su questo. Non c'è da pensare ai numeri, ai minutaggi, alle lagne».
In questo nuovo scenario quale sarà il suo ruolo in campo?
«Ho sempre giocato da 2-3. Quest'anno mi sono riscoperto anche nel ruolo di 4. Con l'arrivo di altri due lunghi sarò un giocatore un po' più perimetrale, ma se ci sarà bisogno del mio aiuto anche da 4 non ci sarà problema».
È sempre convinto della possibilità di raggiungere la salvezza?
«Ne sono ancora convinto, così come ne è convinta tutta la squadra. Adesso abbiamo delle partite decisive, in cui dobbiamo lasciare il segno. Vedremo cosa succederà».
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