La Scandone Avellino perde
anche a porte chiuse contro Nardò

Domenica 8 Marzo 2020 di Franco Marra
La Scandone continua a perdere. Dopo lo stop della scorsa settimana, il campionato di serie B di pallacanestro riprende la sua marcia, seppure in modalità «porte chiuse». Il dover rinunciare al sostegno dei propri sostenitori non è certamente una buona notizia per la Scandone, che si deve accontentare di un paio di striscioni esposti prima della partita dai propri supporter, uno che auspica la sconfitta del virus, ed un altro che è un invito alla lotta per Francy, una tifosa che combatte contro la malattia. Nonostante una gara discreta, la striscia negativa della Scandone si allunga ancora, arrivando a quota sette sconfitte di fila. Questa volta è la Frata Nardò ad espugnare il PalaDelMauro, imponendosi per 67 a 73 al termine di un match che è vissuto di strappi da una parte e dall'altra, con gli irpini che hanno lottato contro avversari di alta classifica, sprecando tutto alla fine, con i soliti errori che si ripetono puntualmente. La gestione degli ultimi 3', dopo aver recuperato tutto lo svantaggio accumulato nel terzo periodo, condanna gli irpini alla sconfitta. Si gioca in un clima surreale, già vissuto due anni fa in gara-2 dei quarti dei play-off contro Trento, ma quella volta si trattava di una punizione disciplinare. Giocando nel silenzio, bisogna superare la difficoltà nel tenere alta la concentrazione, e bisogna togliersi dalla mente l'ambiente da amichevole, perché invece la posta in palio è troppo importante, soprattutto per la Scandone. De Gennaro non può utilizzare Ondo Mengue, ed inizia il match con Marchetti, Marzaioli, Rajacic, Stanzani e Locci, mentre coach Quarta risponde con Visentin, Burini, Coviello, Peroni e Azzaro. Dopo i primi 2' giocati a ritmi altissimi e senza canestri da ambo le parti, la Scandone si appoggia su Locci, autore dei primi sette punti della squadra costretta però ad inseguire gli avversari, che al 6' sono avanti sul 7 a 13. Poi arrivano la tripla di Marzaioli ed il gioco da tre punti di Rajacic per il pareggio a quota 13 che costringe coach Quarta al time-out. La strigliata produce i risultati sperati, perché i pugliesi, negli ultimi 2' di gioco riescono a portarsi sul 15 a 20, punteggio con il quale si va al primo intervallo. Il break degli ospiti prosegue ad inizio di seconda frazione, con Nardò che si porta addirittura al + 9 (15-24 al 13'), grazie anche alla mancanza di lucidità in attacco degli avellinesi, che però subito dopo iniziano a macinare gioco, cercando con continuità i lunghi e non accontentandosi più del tiro da fuori. Ed è così che viene confezionato il parziale di 10 a 0, con otto punti di Stanzani e due di Locci, che vale il sorpasso sul 25 a 24 del 16'. Dopo il canestro di Sirakov, Nardò non trova punti per quasi 4', subendo un altro break di 10 a 0 da parte della Scandone che sale al massimo vantaggio sul 35 a 26 del 18', vantaggio che sarebbe potuto essere più consistente senza qualche banale errore. Errori che nel finale di secondo periodo costano alla Scandone un parziale negativo di cinque punti, con la tripla sulla sirena di Burini che manda le squadre al riposo lungo sul 35 a 31. Il terzo periodo è una sorta di incubo per la Scandone, che subisce ben 28 punti, segnandone solo 13. Ed è così che il saldo al 30' è di undici punti da recuperare (48-59), ma in precedenza si è stati anche al - 14 (43-57 al 28'). Nei primi 5' dell'ultimo quarto la Scandone concede solo due punti agli avversari, riuscendo così a recuperare al 58 a 61 al 35', per poi arrivare al 64 a 65 del 36' dopo il gioco da tre punti di Rajacic. Poi il solito black-out degli ultimi minuti di gioco, con errori banali, palle perse e tiri sbagliati, che condannano la Scandone all'ennesima sconfitta.  Ultimo aggiornamento: 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA