Imbarcata Scandone: resiste solo
tre minuti, travolta a Salerno

Giovedì 30 Gennaio 2020 di Franco Marra
L'imbarcata del mercoledì sera. Il calendario prevede un turno infrasettimanale valido per la quarta giornata di ritorno, con la Scandone Avelino impegnata in trasferta contro la Virtus Arechi Salerno. Per la prima volta in stagione non ci sono i tifosi al seguito, perché la trasferta è stata vietata dalla questura, per timori di ordine pubblico per una partita che non ha precedenti nella storia recente del basket, e non esistono quindi rivalità. Ma la decisione è frutto anche della limitata capienza dell'impianto di Pellezzano, poco più di una piccola palestra, decisamente inadeguata.
E, forse, è stato anche meglio così, perché la Scandone non ha ripetuto la buona prova di sabato scorso contro Palestrina, ed ha ceduto nettamente, perdendo per 92 a 59, contro i più forti avversari. Un match che in pratica non è mai iniziato. Ancora una volta ha pesato la maggiore esperienza degli avversari, ma anche la scarsa applicazione difensiva e la scarsa vena dei lunghi, decisamente sovrastati dai pari ruolo avversari (48 a 30 i rimbalzi con ben 16 in attacco per Salerno). Coach De Gennaro lamenta la stanchezza dei suoi senior, oltre alla prolungata assenza di De Leo, che oggi dovrebbe aggregarsi ai compagni, ed inizia il match con Cherubini, Marzaioli, Ondo Mengue, Iovinella e Locci. Benedetto, che ha uomini più freschi perché Salerno domenica ha giocato meno di 20', risponde con Czumbel, Tortù, Ciribeni, Visnjic e Diomede. Anche Avellino e Salerno rendono omaggio a Kobe Bryant e lasciano trascorrere i 24 secondi della prima rispettiva azione prima di iniziare a battagliare in campo. In effetti si tratta di una battaglia lampo, durata solo 3', combattuta in pratica solo da Marzaioli, in vena di riscatto dopo il brutto finale contro Palestrina. Il capitano inizia così con due triple in fila per il 2 a 6 del 3'. Ma i suoi compagni non lo aiutano, non sono reattivi, e consentono agli avversari di essere padroni del campo. Basti pensare ai recuperi consentiti a «nonno» Visnjic, 41 anni, ma capace di recuperare 5 rimbalzi dopo 10' e soffiare un pallone dalle mani di un distratto Locci. Ed è così che Salerno, squadra esperta e costruita per vincere il campionato, ben presto ribalta il risultato, prima con due triple degli esterni, e poi con i canestri dei suoi lunghi, che confezionano il parziale di 13 a 0 per il 15 a 6 del 5'. La Scandone non riesce a reagire, fa poco in attacco e la difesa è praticamente inesistente. La ciliegina sulla torta la mettono gli arbitri che fischiano un dubbio antisportivo a Bianco, che costa quattro punti ed il 27 a 12 del 10'. Non va meglio all'inizio della seconda frazione, con i padroni di casa che continuano a martellare la retina avellinese raggiungendo e superando i 20 punti di vantaggio (33-12 al 12'). A metà del quarto c'è una timida reazione degli avellinesi, che recuperano qualche punto (38-21 al 15'), per poi subire un altro parziale nel finale per il 47 a 23 del 20'. La Scandone torna in campo con un piglio leggermente diverso, e rosicchia qualche punto agli avversari (55-37 al 24'), ma poi subisce l'ennesimo parziale di 12 a 0 che mette la definitiva pietra sul risultato (67-37 al 27'), con il terzo periodo che si chiude sul 73 a 43. La tripla di Cantone vale addirittura il + 33 (78-45 al 32'), con la Scandone che tenta l'ultima timida reazione (78-54 al 35'), prima di finire nuovamente sotto nel punteggio con tre triple in fila dei padroni di casa.
De Gennaro a questo punto pensa alla gara di domenica prossima contro il Ruvo di Puglia, e nel finale di quarto periodo richiama in panchina i senior, lasciando in campo i più giovani. Finisce con il successo dei padroni di casa per 92 a 59, che consolidano la seconda posizione in classifica.
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