Fucile si racconta dopo l'addio:
«I miei 12 anni alla Fip Campania»

Sabato 12 Settembre 2020 di Stefano Prestisimone
È stato giovane protagonista di quella Fides Partenope che vinse la Coppa delle Coppe nel 1970, realizzatore tra i più importanti della storia della nostra pallacanestro. Un simbolo che dopo la carriera da giocatore, ha fatto esperienze da allenatore, da dirigente. Fino all’approdo alla presidenza Fip Campania che ha guidato per 12 anni prima di cedere lo scettro il 5 settembre per aver esaurito i mandati a disposizione. L’ex scugnizzo di Barra, Manfredo Fucile (a destra nella foto con il presidente federbasket Gianni Petrucci), è stato presidente longevo e apprezzato e mentre si prepara ad un nuovo probabile ruolo nella Federbasket italiana, sta gestendo il passaggio di consegne al suo successore, Antonio Caliendo, l’ex vicepresidente che rappresenta la continuità con il suo lavoro. «È arrivato il momento del commiato, avevo già metabolizzato la mia uscita in favore della nuova squadra che guiderà il comitato – spiega Fucile -, sono onorato di aver rappresentato la Campania e credo che la crescita e i risultati siano sotto gli occhi di tutti.  Siamo diventati la quarta regione d’Italia, scalando una posizione rispetto al mio insediamento. Abbiamo un campionato di C Gold con 14 squadre, una C Silver con 18, una serie D con 20, una B femminile nazionale con 10 squadre, oltre a tutto il basket giovanile».

Manfredo è un fiume in piena. «Questo comitato farà bene e dirigerà alla grande l’attività – prosegue -. E’ stata una grande avventura per me, tra momenti belli e momenti difficili, ho imparato tanto a 70 anni, e sono felice di averlo fatto perché davvero gli esami non finiscono mai. Ovvio che non si può avere sempre il consenso unanime, fa parte del gioco, ma io ho operato sempre per il bene del basket. Sono stato il presidente di tutti. Credo proprio che qualcosa di ciò che ho fatto resterà, come questo sogno che si è concretizzato, ovvero il Palavesuvio di Ponticelli nuova sede della Federbasket regionale. Non c’è in Italia una sede di federazione che mette assieme palestre, uffici, sale conferenze. Le società ora hanno una casa importante e molto molto rappresentativa. Io nasco alla palestra della Partenope, ai Cavalli di Bronzo e quella è stata per generazioni di giocatori una vera casa. E lì c’era anche la sede Fip. Questa diventerà la nuova casa allo stesso modo. Ho realizzato questo progetto, lavorandoci in prima persona, dalla mattina alla sera, e per me è un grande motivo di orgoglio. Il campo principale, il palasport grande, servirà per gli eventi. Qui sarà possibile portare grandi avvenimenti di basket giovanile».

E poi si sono le recenti Universiadi napoletane da main manager competition, da manager principale del settore pallacanestro e il ritorno dell’Italia del basket al Palabarbuto Napoli in un match di qualificazioni europee contro la Russia, voluto dal Napoli Basket di Grassi e appoggiato da Fucile. «Il mio futuro? – conclude Manfredo -, so che il presidente nazionale Petrucci, che ringrazio e ringrazierò sempre per la fiducia e l’appoggio che mi ha dato, ha intenzione di volersi avvalere delle esperienze dei presidenti uscenti.  Io sono a disposizione e da “petrucciano” di ferro spero di potergli ancora dare un mano».  Ultimo aggiornamento: 11:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA