Brividi al Los Angeles per Bryant, LeBron: «Non ti dimenticheremo»

Sabato 1 Febbraio 2020
Notte da brividi allo Staples Center di Los Angeles per la celebrazione dei Lakers alla memoria di Kobe Bryant e le altre vittime dell'incidente in elicottero. La squadra del campione, scomparso domenica, per la prima volta è tornata in campo con il tutto esaurito in un oceano di maglie con l'8 e il 24, i numeri di maglia di Kobe. Metà dell'arena riempita con le maglie numero 8, l'altra parte con quelle numero 24: colori diverse, ere diverse, ma lo stesso inarrivabile talento sul parquet sempre con i gialloviola. A bordocampo libere le due sedie su cui Kobe e Gianna si erano seduti l'ultima volta allo Staples Center (lo scorso 29 dicembre): due maglie per ricordare padre e figlia e un mazzo di rose rosse per rendere omaggio a una delle più grandi leggende della storia dei Lakers e alla piccola Gigi. Il discorso di LeBron James, unico a parlare, ha commosso tutti, spettatori e compagni, come anche il video con le parole dello stesso Kobe, accompagnato dallo straziante suono di un violoncello, che ha narrato il video tributo a quello che sarà per sempre il loro simbolo. Ma il discorso a braccio di LeBron ha toccato tutti: «Con i miei compagni di squadra voglio continuare la sua eredità perché Kobe avrebbe voluto così», ha detto LeBron. «Prima di cominciare con il discorso che ho preparato, voglio ricordare tutte le vite che sono andate perdute domenica mattina: Alyssa Altobelli. John Altobelli. Keri Altobelli. Payton Chester. Sarah Chester. Christina Mauser. Ara Zobayan. Gianna Bryant e Kobe Bryant. Mi ero preparato qualcosa di scritto ma tradirei la fiducia di tutta la Lakers Nation se leggessi qualcosa di preparato perciò vi parlerò dal cuore. La prima cosa a cui penso è il senso di famiglia. Guardandomi intorno vedo che tutti siamo in lutto, stiamo soffrendo, abbiamo il cuore a pezzi, ma in momenti del genere l'unica cosa da fare è appoggiarsi alla spalla di uno di famiglia».

LOGO PER KOBE
Sulla maglia che i Lakers hanno indossato nella partita contro Portland, c'era il logo che riporta le iniziali KB in onore del Black Mamba. Inoltre nello spogliatoio gialloviola, è stato riservato un posto speciale alla maglia numero 28: l'unione tra il numero 8 - vestito da Kobe ai Lakers - e il numero 2, quello con cui la piccola Gianna stava iniziando a calcare i parquet di pallacanestro. Il quintetto dei Lakers invece è stato annunciato per una volta come cinque «Kobe Bryant», a testimonianza di come la partita e tutta la serata fossero dedicate a lui. «Tutti quelli che sono qui fanno parte di una vera famiglia, e so che Kobe, Gianna, Vanessa e tutta la famiglia Bryant vuole ringraziarvi dal profondo del cuore, come Kobe ha detto nel suo ultimo discorso qui in questa arena. So che prima o poi ci sarà una commemorazione per lui, ma guardo a questa serata come a una celebrazione dei 20 anni di Kobe, del sangue, del sudore, delle lacrime, del corpo allo strenuo, e delle innumerevoli volte in cui si è rialzato, delle infinite ore di lavoro, della determinazione a diventare il più grande giocatore possibile», ha aggiunto LeBron. «Stanotte celebriamo il ragazzo che è arrivato qui a 18 anni e che si è ritirato a 38, e che è diventato il miglior padre che abbiamo visto negli ultimi tre anni. Kobe è un fratello per me. Il fatto che io sia qui ora vuol dire tantissimo per me: insieme ai miei compagni vogliamo portare avanti la sua eredità non solo per questa stagione, ma fino a quando potremo continuare a giocare a basket perché è quello che amiamo ed è quello che Kobe avrebbe voluto. Perciò, nelle parole di Kobe Bryant: Mamba out. Ma nelle nostre parole: noi non lo dimenticheremo mai. Vivrai per sempre fratello. Vi amo tutti», ha concluso LeBron.

FOLLA IN LACRIME
I 24.2 secondi di silenzio, i cori MVP e «Kobe, Kobe» che per tutta la partita hanno accompagnato le azioni di gioco, ha reso la celebrazione tanto coinvolgente quanto commovente. La folla impressionante raccolta fuori dallo Staples Center anche senza poter seguire sui maxischermi la partita, tutto per Kobe. Alla fine la partita è stata vinta dai Portland Trail Blazers 127-119, trascinati dai 48 punti di Damien Lillard, ma per una volta del risultato è importato poco a tutti. Come ha sottolineato il coach dei Lakers Frank Vogel, oggi è stato terapeutico ritrovarsi tutti insieme e ripartire proprio dal basket. Il rifugio di Kobe Bryant che vivrà sempre nel cuore della Lakers Nation e di tutte le persone che lo hanno amato. 
Ultimo aggiornamento: 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA