La Scandone Avellino prova
a rigenerarsi: «Pensiamo a salvarci»

Venerdì 28 Febbraio 2020 di Massimo Roca
La Scandone non si ferma. Il Coronavirus è l'ultimo dei problemi. De Gennaro ha altri guai a cui pensare, volendo usare un eufemismo.
La sosta forzata per il rinvio delle gare della prossima giornata di campionato mette in condizioni il coach irpino di lavorare meglio sulla chimica di squadra. Non serve amuchina, ma amalgama tra vecchi e nuovi. «Martedì abbiamo discusso con i ragazzi», commenta il direttore generale Gennaro Canonico. «Tutti sono consci della situazione. C'è voglia di cambiare registro». Sulla presunta crisi di rigetto del gruppo storico rispetto ai nuovi arrivati, Canonico precisa: «È evidente che i minutaggi andranno ridistribuiti. È un fatto aritmetico. C'è stata qualche incomprensione iniziale che è stata superata. I nuovi hanno bisogno di integrarsi. Un passo indietro rispetto al rendimento che ci aveva contraddistinto nelle precedenti gare prima del loro arrivo, e che ci aveva fatto sfiorare la vittoria contro Palestrina, è un punto da cui ripartire, ma verso l'alto. Non possiamo permetterci il passo del gambero».
La salvezza sul campo resta l'obiettivo degli affittuari della Scandone mentre non arrivano notizie dalla casa madre circa il piano di ristrutturazione del debito e si concreto il timore che i tempi possono finire per compromettere la pianificazione della prossima stagione qualunque categoria riguardi. Troppe le incognite al momento. L'unica certezza è il pagamento del lodo promosso dall'agente Luigi Continolo circa alcune commissioni non versate. C'è la sensazione che sia l'ultimo sacrificio dell'attuale dirigenza, l'ultima supplenza rispetto alla casa madre. «L'obiettivo è mantenere la categoria. Poi si ragionerà su come andare avanti. E sarà una domanda da rivolgere alla proprietà», conclude seraficamente il direttore generale.
Intanto comincia ad esserci fermento intorno al basket avellinese. L'incertezza sul futuro della Scandone 1949 sta producendo lentamente i suoi anticorpi. In assenza di una presa di posizione forte di una tifoseria che ha scelto di sostenere ad oltranza la Scandone, c'è chi invece prova a percorrere strade alternative per non depauperare un quarto di secolo di successi e di coinvolgimento di un'intera città. C'è chi ci prova sul campo come il Basket Club Irpinia che sogna una clamorosa promozione in B e chi invece pianifica una ripartenza dalla serie A2. L'ex direttore sportivo Menotti Sanfilippo potrebbe essere l'elemento catalizzatore intorno al quale far confluire un gruppo di imprenditori, tra cui Emilio De Vizia, per ricollocare il basket nel gradino minimo che gli compete. Avellino ha bussato alle porte della Poderosa Montegranaro. I marchigiani vorrebbero chiudere i battenti a fine stagione. C'è prima da conquistare la salvezza sul campo, ma le trattative sono già avviate. Qualcuno si sta già ricollocando come il gm Alessandro Bolognesi che potrebbe approdare a Napoli al fianco di Pino Sacripanti. La cifra richiesta per il titolo di A2 è di 200 mila euro. Da Avellino ne hanno offerti 80 mila.
Il divario dovrà assottigliarsi per concludere l'affare che per meno di 150 mila è difficile che si farà. Una cifra peraltro non elevata e che congloberebbe le eventuali esposizioni debitorie dei marchigiani. Anche Chieti sembra interessata a rilevare il titolo. I cambi di sede potrebbero riguardare altre due piazze di serie A2: Imola ed Eurobasket Roma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA