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MATTEO SALVINI

Linton Johnson, da campione Nba a star dei social: «Io legato a Caserta, spiego il legame con Salvini»

Mercoledì 17 Agosto 2022 di Ferdinando Gagliotti
Linton Johnson, da campione Nba a star dei social: «Io legato a Caserta, spiego il legame con Salvini»

Se c’è una cosa che il basket è capace di lasciarti, come un marchio indelebile sul cuore, è l’amore per se stesso. “The love for the game”, direbbero oltreoceano. Linton Johnson, ad esempio, ha compiuto 42 anni lo scorso 13 giugno, ma di lasciar andare la palla a spicchi non ci pensa nemmeno. Il cestita italo-americano originario di Chicago, durante la sua ricca carriera, ha vestito le casacche di molteplici franchigie Nba. Nel 2005, con i San Antonio Spurs di Parker, Ginobili e Duncan, ha coronato il sogno di ogni cestita - o meglio, di ogni amante del basket: vincere un titolo nella lega statunitense.

Dal 2010, l’Italia è la sua casa cestistica: Linton ha infatti girato lo Stivale da Avellino a Scafati, passando per Sassari, Varese, Pistoia e Caserta, che nel tempo è diventata a tutti gli effetti il suo posto nel mondo. «Devo iniziare a raccontare partendo da qualcosa di speciale - rivela al Mattino -, cioè da mia moglie. Ho iniziato a giocare in Italia con la Scandone Avellino, dopo sette anni di Nba, e ho conosciuto lei in aeroporto a Napoli qualche mese dopo il mio arrivo. Io avevo un volo per Bologna, per una partita di campionato, lei direzione Amsterdam. Entrambi i voli erano in ritardo. Un bellissimo scherzo del destino. Dopo ogni allenamento andavo da lei a Caserta. In Irpinia ho passato tre ottimi anni, ma il mio sangue è bianconero», confessa il cestista, in riferimento ai colori della Juvecaserta. Oggi, a 42 primavere compiute, Johnson corre ancora sui parquet per amore del gioco: milita tra le fila della Step Back Caiazzo, formazione di serie C italiana.

Trovare un ex campione Nba che sia così legato all’Italia, profondamente radicato in una cultura così lontana dalla propria di origine, sarebbe già un evento raro. Ma il nativo di Chicago oggi è qualcosa in più di un ex campione Nba: è una star dei social. Da qualche anno infatti posta quotidianamente contenuti sui social - ha 146 mila follower su Instagram e 340 mila su Tik Tok - che utilizza per raccontare le proprie esperienze, “segreti” dal mondo della pallacanestro americana. Soprattutto, Johnson regala consigli a chiunque abbia voglia di apprendere da un atleta navigato come lui. Indicazioni di gioco, esercizi per migliorare determinati fondamentali del gioco, anche comportamenti da assumere per migliorare la propria “mentality”.

«Dopo ogni passo nella mia vita ho trovato ostacoli. Non sono riuscito a prendere una borsa di studio nelle università più prestigiose e al draft nessuna squadra mi ha scelto. Ma ho sempre voluto puntare in alto: la mia mentalità mi ha aiutato, perchè se pensi in grande puoi fare le cose in grande. Ho cominciato a fare questi video per i miei profili social quando un ragazzo giovanissimo, circa sette anni fa, ha cominciato a filmarmi mentre mi allenamo. Così ho pensato che avrei potuto trasmettere i miei principi a tanti altri ragazzi. Da quando sono qui ho notato che il basket viene insegnato nel modo sbagliato. In Italia c’è questa abitudine di voler creare campioni sin da subito. Un esempio classico: i bambini più alti vengono sempre schierati da pivot. Così, crescendo, non riesce a imparare a giocare da guardia o ala. Qui i giovani sono molto indientro rispetto ai pari età americani, sia mentalmente che fisicamente. Con i miei video mi piacerebbe aiutarli a migliorare: svegliarsi prima degli altri, allenarsi duramente mentre gli altri non lo fanno. Fare sacrifici per creare vantaggi sugli altri. In molti mi scrivono per confessarmi il proprio stress, le proprie paure: sembra che i ragazzi in Italia non abbiano qualcuno in grado di aiutarli».

Ma non è solo per i giovani che lo seguono sui social che Linton Johnson ha scelto di esporsi. Il cestita, un anno fa, è stato candidato nella lista della Lega – Salvini Premier per le elezioni comunali di ottobre. La sua scelta di entrare in politica ha riguardato, anche questa volta, Caserta: «Un giorno ho capito che la città di Caserta, dal punto di vista del basket, non stava andando nella direzione giusta. Così ho deciso di immergermi in questa sfida per rilanciare lo sport. Riguardo Salvini, penso che la politica sia una cosa complessa, ma più che io con lui, è lui che è venuto con me. Io sono americano e credo che, prima di aprire le porte a tutti, devi controllare chi entra nel tuo paese, per renderlo migliore. La mia prima esperienza in politica è stata con un gruppo di Forza Italia, ma in questo mondo sono un “rookie” e devo ancora capire tante cose. Ma l’importante per me è sempre stato il mio unico obiettivo: rilanciare lo sport a Caserta. Ci sono cose su cui vado d’accordo con Salvini, ma non conosco bene la sua storia. Sapevo però di poter fare qualcosa di utile indipendentemente dalle azioni di un altro uomo».

Linton ha scelto fermamente di metterci la faccia per migliorare la cultura sportiva della città che lo ha accolto come un figlio - e marito - e ancora oggi tiene gli occhi fissi sull’obiettivo, come ha imparato da un atleta fuori dal comune che ha scritto la storia dello sport nella sua città natale. Il cambiamento, per lui, deve partire dalle basi: «Dato che non posso entrare in una scuola per cambiare l’attività fisica, cerco di entrare nella testa dei ragazzi. Fare ogni cosa che può portare miglioramenti, anche banalità come lo stretching prima di andare a dormire o prima di andare a scuola. Miglioramenti non solo nello sport, ma anche nella vita. Provare, sbagliare e riprovare. “If you fall, give up”. Noto che le mamme italiane sono fin troppo protettive: dico che il mondo è davvero pericoloso, ma i ragazzi vanno preparati a questi pericoli. Infine, ai piani alti dello sport in Italia chiedo: coinvolgiamo le leghe minori. Negli Stati Uniti capita spesso, qui non l’ho mai visto fare. Sarebbe un bel passo in avanti».

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