Mascolo, da Castellammare
alla nazionale: «Grazie a Napoli»

Venerdì 19 Novembre 2021 di Gennaro Arpaia
Mascolo, da Castellammare alla nazionale: «Grazie a Napoli»

Volti nuovi e mani calde, quelle che Meo Sacchetti si augura di poter accogliere la prossima settimana in vista delle due partite di fine novembre che l'Italia del basket disputerà contro Russia e Olanda con vista Mondiale. Prima un groppone allargato di 24 elementi, poi i 16 che vestiranno l’azzurro, in entrambe le liste c’è il nome di Bruno Mascolo: «È stata un’emozione forte, non lo nego. Mi sono passati avanti tanti anni di partite, allenamenti e rinunce sui campi di mezza Italia». Una lunga carriera, strano per chi ha appena 25 anni. Eppure le vite cestistiche di Mascolo sono state tante: da Castellammare a Torino, passando per Agrigento, Latina, Siena, poi Napoli prima di Tortona. «Quella stagione giocata a Napoli è stata decisiva: venivo da un paio di stagioni non al massimo, ho ritrovato lì la fiducia giusta. Poi giocare a casa è sempre il massimo».

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Lo ha fatto anche da avversario: «Napoli merita la Serie A ad alti livelli, sono sempre contento quando so che hanno vinto. Poi torno a concentrarmi su Derthona» ha raccontato ai microfoni del Mattino. Tortona è casa sua da un po’, il Piemonte sembra portargli bene. «È vero, ci sono affezionato perché ormai qui è una seconda casa per me. Vista dall’esterno può sembrare atipico per un napoletano, eppure se non avessi lasciato casa a 15 anni non sarei arrivato dove sono». Per esempio, in nazionale: «L’ho saputo mentre ero in campo per l’allenamento. Per trenta secondi mi sono allontanato da tutto e lasciato andare, poi ho preso il telefono e chiamato mio padre e mia madre. Sentivo fosse la cosa più giusta». La famiglia al centro, quella che l’ha visto crescere e poi spiccare il volo giovanissimo, fino a diventare il primo napoletano dell'Italbasket a 37 anni dall'ultima volta: «Ho già indossato la maglia delle nazionali giovanili, faceva sempre notizia un ragazzo di Castellammare con la maglia dell’Italia. Ma mi godo questo momento: dopo tutti gli ostacoli, le porte in faccia e i momenti difficili si è chiuso un ciclo».

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Ma se ne apre subito un altro: «Sono concentrato su Varese (che Derthona affronterà domani) ma non nego che la mia testa è anche al raduno di lunedì. Non vedo l’ora. Ho sognato la nazionale maggiore per anni, viverla è un’emozione tutta nuova. Mi porto dentro un senso forte di appartenenza: oltre la nazionale non c’è nulla». Due anni fa l’ultima avventura con la nazionale giovanile alle Universiadi: «Fu un’esperienza fantastica, ancor di più perché a Napoli. La serata d’esordio allo Stadio con 50mila persone resta un bellissimo ricordo» continua Mascolo. Che all’Università deve pensarci sul serio: «Sono iscritto a Odontoiatria, sto per concludere il terzo anno. Ovviamente sono un po’ in ritardo con gli esami tra partite, allenamenti, viaggi…ma resta una cosa importante e provo sempre a ritagliarmi del tempo per studiare».

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