Benevento, l'orgoglio di Inzaghi:
«Sono fiero di questa squadra»

Domenica 27 Settembre 2020 di Antonio Spagnoli
Luca Caldirola è raggiante dopo la doppietta realizzata, alla prima presenza in Serie A che ha permesso alla «strega» di ottenere i primi tre punti al ritorno nella massima serie. «Devo dire che è stato un inizio perfetto, vittoria alla prima di campionato, ho realizzato per la prima volta una doppietta al mio debutto». Il difensore dei campani era abbastanza fiducioso sulle capacità della sua squadra: «Quest'oggi abbiamo fatto tutto noi, nel bene e nel male. I primi due gol li abbiamo subiti per due nostri errori, ma non ho mai avuto la sensazione che non potessimo riprendere la partita poiché abbiamo avuto tante occasioni da gol e alla fine l'abbiamo ribaltata portando a casa i tre punti». Sulle aspettative per le giornate che verranno, l'ex Werder Brema si esprime con ambizione: «Mi aspetto un Benevento come quello di oggi, che disputa con grinta tutte le partite, poi se l'avversario è più forte possiamo uscire con una sconfitta. Dubito che questo Benevento non dia filo da torcere a tutte le squadre della Serie A». Con un filo di voce, quasi emozionato, il capitano di quest'oggi dedica questa doppietta alla propria famiglia e alla propria fidanzata.

Filippo Inzaghi, intanto, è fiero dell'inizio di campionato dei suoi calciatori. «Credo molto in questa squadra, mi è piaciuto l'atteggiamento dei miei ragazzi nonostante l'iniziale svantaggio sia derivato da nostri errori. Abbiamo raggiunto il 70% di possesso palla in casa di una squadra come la Sampdoria, da neopromossa. Volevo che andassimo a giocarcela così, a pressare i blucerchiati nella propria area di rigore. Sarei stato contento anche se avessimo perso perché io sto lavorando su questo tipo di atteggiamento. È chiaro che con questa mentalità possiamo ribaltare questo tipo di situazioni». Il tecnico piacentino, però, resta con i piedi per terra: «Ricevere i complimenti da un allenatore come Ranieri è sempre sinonimo di soddisfazione, ma dobbiamo essere bravi a non illuderci, il percorso è ancora lungo. Non siamo più in Serie B, appena sbagliamo un disimpegno ci fanno gol». L'ex tecnico del Bologna sottolinea anche come si ricordi solamente dei momenti negativi: «Sono molto fatalista, se non avessi fallito a Bologna magari non avrei ottenuto i record della passata stagione. È meno facile ricordare Venezia oppure l'anno scorso, dove ho ottenuto grandi risultati. Penso di essere me stesso, di continuare a crescere anche fra venti anni. Per me allenare in Lega Pro, Serie B o in Serie A è uguale. Sono contento per i miei ragazzi, è chiaro che giocare in stadi come questo di oggi è motivo di orgoglio per i ragazzi, che lo calcano per la prima volta. A me il calcio ha già dato tanto. Io e la dirigenza siamo orgogliosi di questi calciatori, che vengono a giocarsi la partita con intraprendenza. Cerco di insegnargli tutto quello che il calcio mi ha dato. Le fortune degli allenatori la fanno i giocatori - afferma - altrimenti un allenatore che conquista la Champions League la vincerebbe ogni anno e non verrebbe mai esonerato. Non voglio vendere il fatto di giocare nella metà campo avversaria, altrimenti prenderei quattro gol e mi prenderei solamente gli elogi. Devo fare il meglio con i giocatori che ho, cercando di mettere in campo la squadra che fa rendere i singoli al meglio. So dove mi trovo e non mi illudo di chiedere i calciatori più forti». Sulla partita della settimana prossima, contro il Bologna, l'ex bomber rossonero si esprime con riconoscenza: «Di Bologna posso parlare solamente bene, sono i primi a farmi i complimenti dopo ogni vittoria. Sarà una partita come le altre, in cui cercheremo di ottenere punti per il raggiungimento del nostro obiettivo».  Ultimo aggiornamento: 15:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA