Benevento-Palermo, Cannavaro: «Sarà una finale, vogliamo vincere»

I tre punti allo stadio Vigorito mancano dal 28 agosto

Fabio Cannavaro
Fabio Cannavaro
di Oreste Tretola
Sabato 3 Dicembre 2022, 15:49
5 Minuti di Lettura

L’imperativo è tornare a vincere in casa. I tre punti al Vigorito mancano al Benevento addirittura dal 28 agosto. «Il Palermo è una squadra che gioca ed è allenata da un allenatore di esperienza. Hanno anche loro problemi con i risultati, ho visto una squadra viva – le parole di Fabio Cannavaro nella conferenza prima della sfida ai rosanero - Non a caso non hanno cambiato allenatore perché sanno che stanno facendo un buon lavoro. Hanno delle idee importanti, dobbiamo essere bravi a evidenziare i loro limiti. Ci sono tre gare in sette giorni con calciatori che devono recuperare la forma, devo essere bravo a gestire tutti i calciatori. L'infrasettimanale permette di dare fiato a qualcuno. Per noi domani è una partita importante perché giochiamo in casa, vogliamo continuare a fare cose importanti. Il Palermo è in difficoltà come lo siamo noi. E’ uno scontro diretto, per noi è una finale e una finale non si gioca ma si vince».

Sul fronte recuperi continuano ad arrivare buone notizie. Domani dovrebbe essere convocato anche Tello, Simy ha migliorato la condizione fisica, Veseli e Ciano sono sempre più vicini al rientro: «Sulla carta cominciamo ad avere dei numeri buoni. Tello ha recuperato ma va gestito, Schiattarella non è uscito nelle migliori condizioni e si è allenato solo oggi con la squadra. Ciano sta recuperando, Simy è rientrato e sta meglio. Le cose stanno andando bene, non so le tempistiche perché dipendono dai dottori. Siamo fiduciosi. Ritorniamo al discorso della gestione, dobbiamo inserirli gradualmente. L'emergenza non è finita, soprattutto quando si cambia allenatore c'è il pericolo di una ricaduta. Stiamo mettendo le basi e i ragazzi hanno dato grande disponibilità, solo con il lavoro si può uscire da questa situazione. Dobbiamo cercare di arrivare alla sosta con tutti i calciatori a disposizione perché quello è l'obiettivo». 

Cannavaro si è soffermato anche sul momento di forma di alcuni singoli: «Pastina se non ha smaltito gli errori dopo una settimana vuol dire che ha problemi. Queste cose si devono cancellare già in campo, non si può perdere un tempo a pensare ciò che è stato. Bisogna azzerare subito. Schiattarella e Viviani possono giocare insieme. Sono abituati a stare nella stessa posizione, ma quando un calciatore è intelligente penso che alla fine tutti possano giocare insieme. El Kaouakibi può giocare in vari ruoli. Dobbiamo metterlo in condizione di crescere. C'è da lavorare con lui, è un ragazzo sempre molto sereno e positivo. Non possiamo pensare di buttarlo in campo e fargli fare novanta minuti. Forte sta vivendo un momento un po’ così, gli ho detto che può capitare e che può passare. Per La Gumina è una partita speciale, ma deve ricordarsi che gioca nel Benevento e che dovrà dare tutto. Dopo i novanta minuti potranno esserci baci e abbracci. Karic si stava portando la diffida da un bel po’. È sicuramente un calciatore che ci dava degli equilibri. Gli ho chiesto di fare qualche gol in più, ma soprattutto in casa ha faticato a tirare in porta. Ci sono delle situazioni che valuterò bene, in base a quello deciderò sul sostituto. I ragazzi si sono allenati bene i ragazzi, quindi sceglierò con serenità. A Farias manca la continuità nell'intensità. Gli chiedo di essere più partecipe perché solo così si evidenziano le sue qualità. E’ l'unico che riesce a creare per avere l'ultimo passaggio che fa la differenza. È in crescita, lo vedo ogni giorno che lavora per migliorare. Come tutti gli attaccanti ha bisogno di gol». 

Nel secondo tempo di Reggio Calabria il Benevento è passato alla difesa a quattro, una variante tattica che, a detta di Cannavaro, la squadra può sostenere: «Eravamo tre difensori per un attaccante, quindi mi sembrava eccessivo. Dovevamo recuperare. Il 3-5-2 ti obbliga a recuperare la palla nella tua metà campo. Con altri sistemi puoi avere una pressione più alta e situazioni diverse. Se uno è concentrato e attento può giocare in qualsiasi sistema di gioco, sono i calciatori che vanno in campo e che devono trovare la scelta giusta».

Il tecnico si è anche soffermato sullo stato mentale della squadra: «La squadra è in crescita. Chiunque sta rientrando ha capito ciò che gli interessa e che voglio. I giocatori stanno assimilando le mie idee e di questo ne sono molto contento. La disponibilità me l'hanno sempre data e il lavoro ne sta venendo fuori. Io li coccolo tanto, ma è fondamentale responsabilizzarli. Alla fine devono sapere che lavorano in un gruppo e che le regole valgono per tutti. Solo se camminiamo tutti nella stessa direzione possiamo fare qualcosa di importante. A me tocca dare le regole, chi non le accetta va in società. A Reggio dopo il gol ci siamo disuniti. Dopo trenta minuti eravamo sotto di 2-0 senza capire il perché, questo ci ha fatto perdere lucidità. Avevo visto delle situazioni sbagliate al momento sbagliato, questo vuol dire che stai pensando all'errore di prima. Allora bisogna intervenire e cercare di sistemare la situazione, facendogli capire che il calcio è uno sport di squadra e non individuale. Per me l'ambiente è fondamentale, per questo chiedevo serenità. Mi rendo conto che ho visto degli sbalzi d'umore tra sconfitta e vittoria. Gli ho chiesto di essere equilibrati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA