Benevento tra Lapadula e Sau:
ecco il grande dubbio di Inzaghi

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Luigi Trusio

All'Olimpico il Benevento non snaturerà la sua identità. Nonostante la caratura dell'avversario, Inzaghi resta fedele al suo credo e non apporterà modifiche al sistema di gioco, prediligendo la costruzione e il fraseggio e confermando il 4-3-2-1 contro la Roma. Restano solo da individuare gli interpreti, visto che al momento SuperPippo è in attesa di capire tra i vari elementi a sua disposizione chi sarà nelle condizioni di scendere in campo dall'inizio e chi, invece, non potrà andare oltre un minutaggio ridotto. Dall'infermeria buone notizie relativamente a coloro che il tecnico, di comune accordo con lo staff medico, aveva tenuto precauzionalmente a riposo in occasione del test di sabato con la Primavera. Schiattarella, Letizia, Caprari e Lapadula hanno smaltito i vari acciacchi e sono a posto, allenandosi regolarmente nella seduta di ieri pomeriggio condita da esercitazioni tecniche e lavoro a intermittenza, conclusa con una partitella a superficie ridotta. L'unico che ha effettuato lavoro differenziato è stato Caldirola, che risente di un lieve affaticamento, ma anche nel suo caso non ci dovrebbero essere problemi a rientrare nell'elenco degli arruolabili per domenica.

Niente da fare, come prevedibile, per gli altri infortunati. Tello, Moncini, Barba e Viola sono sicuramente out per la trasferta nella capitale. Il centrocampista di Taurianova, reduce dall'intervento al menisco di fine agosto, è comunque vicino al ritorno in gruppo: ha fatto registrare sensibili progressi e, per quanto ha potuto, ha lavorato sodo per mantenersi a posto sul piano fisico e recuperare il tono muscolare al ginocchio. Ovviamente per vederlo in campo occorre aspettare ancora qualche settimana, perché ha bisogno di ritrovare il ritmo-partita dopo il lungo periodo di forzata inattività. Tello e Barba potrebbero essere pronti per il derby col Napoli, mentre Moncini probabilmente dovrà proiettarsi alla settimana successiva. A tenere sulle spine Inzaghi è stato soprattutto Lapadula, fermato da un fastidio alla caviglia che lo assilla da tempo. Il centravanti italo-peruviano si è ripreso, ieri ha fatto le stesse cose dei compagni e sta cercando di aumentare il suo livello di tenuta atletica spalmandolo sull'intera gara, ma nel complesso gli manca ancora una mezzora nelle gambe. Ora Inzaghi dovrà decidere se schierarlo dall'inizio oppure a gara in corso, magari dando fiducia nel ruolo di prima punta a un brevilineo come Marco Sau, che ormai è entrato in fase di carburazione. Il ballottaggio per domenica è aperto. Il tamburino sardo di solito entra in forma dopo le prime giornate e sembra ormai pronto per essere lanciato dal primo minuto. L'ultima sua gara da titolare in A risale a circa due anni fa, ovvero al 2 dicembre del 2018 (Frosinone-Cagliari 1-1) dove rimase in campo per 62 minuti. L'ultima rete in massima serie, invece, alla settimana seguente, quando fece gol proprio alla Roma all'Olimpico, realizzando il definitivo 2-2 allo scadere su assist di Ionita, dopo essere entrato un quarto d'ora prima al posto di Farias. Proprio il moldavo Ionita aveva siglato l'1-2 avviando la rimonta ai danni dei giallorossi di Eusebio Di Francesco. Corsi e ricorsi storici: per uno strano scherzo del destino, i due con la maglia del Benevento ritrovano quella Roma che hanno già impallinato due anni fa. La scelta tra Lapadula e Sau, tuttavia, non dovrebbe basarsi unicamente su valutazioni di ordine fisico: Inzaghi potrebbe anche immaginare di non offrire punti di riferimento al pacchetto difensivo dei padroni di casa, con lo sgusciante Sau schierato da falso nove per mettere in difficoltà Mancini, Smalling e Kumbulla, i tre centrali di Fonseca prestanti ma non esattamente fulmini contro calciatori abili negli spazi stretti. Allo stesso tempo, il tecnico piacentino sarebbe comunque orientato a impiegare un centravanti più adatto all'area di rigore come Lapadula, dotato di un istinto da rapace (come già dimostrato in occasione del gol contro il Bologna) e lesto a sfruttare qualche indecisione o a rubare il tempo agli avversari nei sedici metri. Lo stesso Lapadula, inoltre, sfondando centralmente e tenendo in apprensione i marcatori, consentirebbe ai trequartisti di inserirsi da dietro sorprendendo i dirimpettai e favorire anche le galoppate degli esterni a cercare il fondo. Due opzioni entrambe valide, su cui Inzaghi ha tutto il tempo di ragionare, confrontatosi con il suo staff, dal secondo D'Angelo ai preparatori Alimonta e Cenci, fino ad arrivare ai tattici Baggio e Bonomi.

Intanto spunta un retroscena riguardo al mercato. In un'intervista a Radio Crc, il diesse Pasquale Foggia, dopo le varie smentite, ha ammesso che il Benevento ha inseguito a lungo Llorente nella fase finale della finestra estiva. «La trattativa è caduta per colpa delle liste» ha spiegato, confermando di fatto le indiscrezioni già riportate.

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