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Ancelotti in trionfo a Madrid
dopo le tante ombre azzurre

Venerdì 6 Maggio 2022 di Bruno Majorano
Ancelotti in trionfo a Madrid dopo le tante ombre azzurre

Dal 10 dicembre 2019 al 4 maggio 2022 sono trascorsi 815 giorni. Dall'esonero da allenatore del Napoli a primo tecnico nella storia a conquistare cinque finali di Champions League (2003, 2005, 2007, 2014 e 2022). In mezzo l'esperienza (flop) alla guida dell'Everton, il ritorno al Real Madrid e la conquista della Liga con ulteriore record: primo allenatore a vincere il titolo nazionale nei 5 maggiori campionati europei. Per sapere se la già affollatissima bacheca di Carlo Ancelotti si arricchirà di un altro prestigioso trofeo, però, bisognerà pazientare ancora un poì, ma non troppo. L'appuntamento con la storia, infatti, ha già una data ed è quella di sabato 28 maggio, dove il Parco dei Principi di Parigi potrebbe incoronare un nuovo re: Carletto. Dall'altra parte l'istrionico Kloppo che con il suo Liverpool ha tutte le intenzioni di rovinare la festa ad Ancelotti e impedirgli il bis della foto con il sigaro, diventata virale durante i festeggiamenti per la vittoria della Liga. 

Per gli amanti delle date, il 2009 diventa l'anno profetico di Ancelotti, perché è quello della pubblicazione del suo primo libro: «Preferisco la coppa», una vera e propria dichiarazione di intenti, più che una profezia. Di Champions ne aveva già vinte due (entrambe con il Milan nel 2003 e 2007), ma aveva anche già subito la terrificante e amarissima rimonta - sempre alla guida dei rossoneri - nel 2005, nella notte di Istanbul, contro il Liverpool. Ma una cosa è certa: quella di Parigi sarà più una rivincita per i Reds che per Carletto, visto che Salah e compagni hanno una voglia matta di rifarsi dalla delusione del 2018, quando il Real allenato da Zidane si prese la Champions (anche) grazie alle papere del portiere Karius. Ma stavolta sarà un'altra storia, perché in panchina c'è Carletto, l'allenatore capace di portare a Madrid la Decima (nel 2014). E il cammino di quest'anno verso la finale non è stata la classica passeggiata di salute: Psg, Chelsea, Manchester City. Con le due clamorose rimonte agli ottavi contro i francesi e in semifinale contro Guardiola. Ma c'è tutto Ancelotti in questo Real Madrid: un allenatore che ha saputo gestire il gruppo come uno sciamano. Un allenatore che non ha avuto paura di tirare fuori le sue stelle nel concitato finale contro il City per dare spazio a ragazzi e poi concedersi al lunghissimo abbraccio di staff (dal figlio Davide in giù) e giocatori. «Grazie per avermi portato qui», si è poi lasciato andare rivolgendosi a Florentino Perez, presidentissimo della Casa Blanca, ringraziandolo per la seconda chance dopo il divorzio nel 2015.

Già, lo spogliatoio, i giocatori: ovvero tutto quello che non ha funzionato a Napoli in quell'anno e 4 mesi (dal 23 maggio 2018 al 10 dicembre 2019) che hanno finito per trasformarsi in un flop quasi totale. Dalle foto trionfali con il presidente De Laurentiis il giorno della presentazione ufficiale, alle liti con i giocatori per il ritiro, all'ammutinamento dopo la partita con il Salisburgo in Champions League. Insomma, un rapporto burrascoso che si è concluso nella maniera più drastica: l'esonero arrivato nella notte tra il 10 e l'11 dicembre del 2019, dopo una vittoria rotonda (4-0) contro il Genk, proprio in Champions League, «la sua coppa». Durante la sua permanenza a Napoli il feeling con lo spogliatoio non è mai esploso e in particolare quello tra suo figlio Davide (vice allenatore) e i giocatori che non ne hanno mai riconosciuto la vera leadership. È andato via da Napoli dalla porta principale e dopo appena 11 giorni dal suo esonero è stato annunciato dall'Everton come nuovo manager della squadra. Anche nell'arco della sua gestione napoletana, Ancelotti ha dimostrato una grande propensione alle gare europee. Ha battuto il Liverpool (che lo eliminò per differenza reti) e il Psg, sfiorando anche l'impresa al Parco dei Principi, lo stadio dove arriverà il prossimo 28 maggio per la resa dei conti. Dopo la vittoria di mercoledì sera contro il Manchester City, i giocatori del Real Madrid hanno sfilato sul prato del Bernabeu con delle magliette celebrative: «A por la 14», il prossimo obiettivo dei Blancos. E siccome si tratta di una coppa, c'è da scommettere che Carlo Ancelotti avrà una voglia immensa di farla sua. 

Ultimo aggiornamento: 15:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA