Barcellona, Pedri fenomeno
da 1 miliardo: clausola record

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Andrea Sorrentino
Barcellona, Pedri fenomeno da 1 miliardo: clausola record

Ci vorrebbero mille signor Bonaventura, ognuno col suo milione in mano, e solo così si arriverebbe a comprare il bambino più costoso del mondo. Pedro Gonzalez Lopez, alias Pedri, nato nelle Canarie, pallido come un asceta o come Iniesta, gambe da colibrì e piedino di cipria, 19 anni a novembre, tra poco costerà un miliardo di euro. E’ la cifra a cui ammonterebbe la clausola di rescissione fissata dal Barcellona, nelle more del rinnovo fino al 2026 del giovin fenomeno, che non più tardi di tre mesi fa annebbiò i centrocampisti azzurri nella semifinale degli Europei. È un’enormità che accresce la sensazione di vivere tutti in una bolla surreale, manco fossimo al Truman Show, ma che in fondo ha persino un appiglio logico, in tempi di macronumeri: basti pensare che il debito complessivo del Barcellona, secondo quanto annunciato dal suo presidente Juan Laporta, ammonta a 1,35 miliardi, e crescerà. E se il Paris St Germain versa ai suoi giocatori 600 milioni annui per gli ingaggi, e il City è sui 500 abbondanti, allora venghino siori venghino, tutto è ancora possibile in questo Barnum, eppure ci dicono in continuazione che è sull’orlo del collasso: qualcosa non torna, da qualche parte. 

La clausola precedente di Pedri era già di 400 milioni, ma il miliardo è record, mondiale e intergalattico. Finora il tetto era del Real Madrid con David Alaba: 850 milioni, mentre sempre il Madrid ha fissato clausole sui 700 milioni per Modric, Courtois o Vinicius tra gli altri. Prima c’erano stati gli 800 di Griezmann al Barcellona e persino Messi ne aveva una da 700, ma ciò che poi è accaduto getta una luce reale su questa faccenda della clausola di rescissione, che ha il suo valore relativo: il Barça ha perso Messi a scadenza di contratto e ceduto in prestito Griezmann all’Atletico, con diritto di riscatto a 40 milioni. Ma trattandosi di talenti giovanissimi, la clausola può rappresentare un investimento: hai visto mai che qualcuno bussi davvero, un giorno. E su cosa, se non sui ragazzi di genio, deve affidarsi il Barcellona per risalire dall’abisso in cui è precipitato? 

Ne ha un mucchio, mica solo Pedri, e tutti sotto i 21 anni: l’ultima scoperta è stata Gavi, due partite in nazionale a 17 anni dopo aver giocato appena 363 minuti col Barça tra Liga e Champions; ma dato che è stato fermo per infortunio quasi un anno ci siamo quasi dimenticati di Ansu Fati, che era già esploso a 16 anni e ora va per i 19. Senza dimenticare Eric Garcia, Dest, Demir, Alex Balde, Nico Gonzalez, ognuno con la sua piccola storia di fenomeno potenziale. Una covata preziosa, perché molte clausole, molti investimenti possibili. Intanto partiamo col bambino da un miliardo, poi vedremo gli altri.

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