Belgio-Italia, attacchi da panico:
Lukaku-Hazard vs Immobile-Insigne

Lunedì 28 Giugno 2021 di Benedetto Saccà
Belgio-Italia, Lukaku e Hazard contro Immobile e Insigne: scontro tra attacchi da panico

Pronti all’impatto. L’appuntamento con la gloria, o con la storia, certo non con la noia, è fissato per venerdì sera all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Quattro giorni ancora: e poi lo scontro interstellare tra il Belgio e l’Italia svelerà il destino che attende gli azzurri lungo i sentieri di Euro VentiVenti. Come si sarà saputo in giro, il Belgio è davvero molto forte. Anzi. Più che forte: potente, si direbbe. Una specie treno merci in corsa lanciato «con forza cieca di baleno», tipo la Locomotiva di Guccini. Tanto che il peso medio dei Diavolacci rossi è di 78 chili per giocatore, mentre l’Italia si ferma a quota 76.

E così. E così molto dipenderà dalle difese, ma quasi tutto dagli attacchi. Da un lato il nostro tecnico Roberto Mancini schiererà probabilmente Chiesa (o Berardi), Immobile e Insigne; dall’altro al ct del Belgio, Roberto Martínez, catalano di Balaguer e di rito guardioliano, verrà naturale affidarsi a De Bruyne, Eden Hazard e, soprattutto, a Romelu Lukaku, decollato ormai a sorta di mitologica e gigantesca divinità greca. Certo, è il caso di annotare che, ieri sera a Siviglia contro il Portogallo, De Bruyne ha rimediato una distorsione alla caviglia sinistra, mentre Hazard un risentimento muscolare alla coscia destra. Si valuterà, si capirà nelle prossime 90 ore: però di sicuro entrambi percorreranno ogni possibile strada pur di recuperare. 

 

 

Rapidi e piuttosto guizzanti, gli attaccanti italiani, specie Chiesa e Insigne, potranno senz’altro annebbiare la vista di Alderweireld e Vertonghen. Quanto a Immobile, be’, dovrà combattere con un tipetto come Vermaelen, l’ex romanista, esatto, alto un metro e 83 e pesante non meno di 80 chilogrammi. Battaglia fra titani.

 

Belgio-Italia, il focus sui Diavoli

Sul versante opposto, come detto, il 3-4-2-1 di Roberto Martinez raggiunge temperature da vento solare (roba di qualche milione di gradi, non di più...) quando apre tutta la farfalla del motore. Lukaku? Lukaku gioca letteralmente da solo. Prende (la palla), parte centrale e ciao proprio: non lo ferma più nessuno – tutt’al più può entrare in collisione con un ostacolo che casualmente si frapponga tra lui e il destino. Altrimenti vola in porta e scarica tiri di immane potenza. 

Il suo amico De Bruyne sfreccia sulla destra ed è un folletto imprendibile, dotato di una nobiltà tecnica francamente poco rintracciabile nelle altre liste dei convocati del torneo. Intelligente tatticamente, maledettamente furbo, immensamente preciso nell’arte del fraseggio. Talore, non fosse già abbastanza per le coronarie altrui, dà vita a scambi di posizione con Lukaku. E, allora, lì, allo sfortunato difensore, compresa la nefasta circostanza, conviene simulare un malore improvviso. Aiuto.

Pirotecnico è Hazard, sulla sinistra. O meglio. Sono gli Hazard. Nonnò: non è un caso di diplopia. Sulla sinistra provocano cataclismi sia Thorgan che Eden Hazard, i due fratellini che ormai da anni incantano (e fanno felici) Bruxelles e dintorni. In particolare: Eden, dipendente dal 2019 del Real Madrid Club de Fútbol, da tempo ha il curioso vezzo di stregare, affascinare, meravigliare e puntualmente stordire le difese di trequarti del continente. Un giorno cubista, l’altro impressionista, e comunque sempre artista del pallone. Fa paura? Nooo: molto di più.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA