CORONAVIRUS

Fattore campo, orari e il caldo:
i rischi della nuova normalità

Sabato 30 Maggio 2020 di Alessandro Angeloni
Questo calcio che riparte è zoppo, ma piace a tutti. La sua stranezza, il suo essere imperfetto, il suo dover/voler, per forza, riscrivere le regole. Lo sta dimostrando anche la Germania, che ha ripreso, ma ci racconta un gioco diverso, con nuovi presupposti. Tanto per cominciare, la questione tifosi. Che oggi non sono previsti. Le porte chiuse sono un dogma, anche se qualcuno (Danimarca, Polonia, Spagna e Inghilterra) parla di imminenti riaperture. Negli stadi per ora solo palliativi, facce e suoni esterni a compensare il vuoto. Non ci sono cori veri, ma voci filtrate, a volte musica, oppure, il nuovo trend, il tifoso smart, che si collega con zoom, come in una video conferenza. Allo stadio senza andare allo stadio, questo il senso. Riparte il tutto anche in Italia, che probabilmente prenderà queste nuove regole, alle quali ci si dovrà abituare per forza di cose. 

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Poi, l’assenza di pubblico annulla una vecchia abitudine e spazza via dalle squadre quel vantaggio il poter giocare in casa. Oggi o domani, dentro e fuori sarà più o meno la stessa cosa. Vedi la Coppa Italia: il povero Napoli dovrà difendere, nella semifinale di ritorno, lo 0-1 conquistato a San Siro, in un San Paolo vuoto. L’Inter, dunque, non subirà le antiche pressione nel suo tentativo di rimonta. Pensiamo al campionato, invece. La Lazio deve vincere lo scudetto e abbattere la Juve, impresa già riuscita all’Olimpico. Lo scontro diretto sarà allo Stadium, che solitamente ha fatto la differenza e ha portato punti in più ai bianconeri. Quel giorno, tra il 18 e il 19 luglio, sarà quasi una sfida alla pari a Torino. 
 

Avrà un sapore strano anche Atalanta-Lazio, perché la squadra di Gasperini utilizza il suo pubblico come un’arma impropria e stavolta non c’è. Non era facile giocare al Gewiss Stadium, lo sarà di più tra qualche settimana. Anche la Roma avrà alcuni sui vantaggi per prendersi i punti Champions, come quello di fare visita al Napoli e al Milan, squadra che è sempre meglio affrontare in casa. Così come la Juve, che i giallorossi dovranno affrontare allo Stadium all’ultima giornata (e la Lazio quel giorno sarà impegnata al San Paolo). Il fronte, come detto, è stato aperto dalla Bundesliga, campionato nel quale si registrano pochissime vittorie casalinghe. Dopo tre giornate post lockdown, le 27 partite disputate nel nuovo corso, sono appena 5 le vittorie della formazione di casa con una percentuale del 18,51%. Sarà un calcio nuovo, per via del periodo, nel quale di solito i calciatori sono sotto preparazione e abituati a noiose amichevoli porta soldi. La Bundesliga insegna anche che nelle prime tre giornate, è aumentato il numero degli infortunati. I rischi sono all’orizzonte anche dalle nostre parti, ma la voglia di ricominciare ci fa guardare oltre. Si gioca per il piacere (dei tifosi) e soprattutto per la sopravvivenza (dei club). E si accetta tutto. Anche guardare il calcio al contrario.  Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA