Scudetto e salvezza,
la corsa ricomincia così

Venerdì 29 Maggio 2020 di Romolo Buffoni
Caputo del Sassuolo: suoi gli ultimi gol prima dello stop
I gol di Ciccio Caputo al Brescia e il cartello “Andrà tutto bene, state a casa” mostrato dall’attaccante del Sassuolo alle telecamere. E’ l’ultima immagine di vita dal pianeta Serie A. Era il 9 marzo scorso e da due giorni l’Italia era andata in lockdown. Si ripartirà da lì, con una corsa scudetto che si era fatta molto interessante: Juventus prima con 63 punti, uno soltanto in più della Lazio. Biancocelesti che avevano assaporato per otto giorni l’ebbrezza del comando, grazie alla vittoria all’Olimpico per 2-0 sul Bologna. Era sabato 29 febbraio, in tribuna c’erano i tifosi che festeggiarono il primo posto di bomber Immobile (in testa alla classifica dei marcatori con 27 gol) e compagni. Domenica 1° marzo fu la volta della macchina da gol Atalanta accomiatarsi con poderoso 7-2 sul campo del Lecce. Ultima gioia per Bergamo, poi piombata più di altri nell’incubo Covid. Per la squadra di Gasperini tre punti e quarto posto-Champions rinsaldato nei confronti della Roma, vittoriosa 4-3 a Cagliari ma rimasta a -3 e con una partita in più. Alle spalle dei giallorossi il Napoli, vincente al San Paolo per 2-1 su un Torino in caduta libera (scivolato a soli 5 punti dalla zona retrocessione). Poi il primo stop, con Juve-Inter, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, Udinese-Fiorentina e Samp-Verona non disputate perché in “zona rossa” e rinviate in un primo momento al 13 maggio. Poi la decisione di finire, ma a porte chiuse, almeno la 26ª giornata. Così l’8 marzo in uno Stadium deserto, Ramsey e Dybala regolavano l’Inter rimettendo la Juventus al comando della classifica e spingendo i nerazzurri a -9 (ma con una partita in meno).
 

La ripresa della corsa non sarà al rallentatore. Le gambe dei giocatori non potranno girare al massimo, evidentemente, ma i punti in palio saranno subito pesanti. Oggi in Lega si deciderà con quale calendario tornare in campo. Precedenza alla Coppa Italia (semifinali di ritorno, Napoli-Inter e Juventus-Milan e il 17 la finale). Quindi dal 20 due ipotesi: via con i quattro recuperi della 25ª di campionato Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Torino-Parma e Inter-Sampdoria; oppure (scelta che appare preferita) far scendere tutte in campo con il programma della 27ª giornata. In questa eventualità il tabellone offre subito il confronto tra le due squadre che giocano il calcio più spettacolare: Atalanta-Lazio. Nessuna delle due può permettersi di andarci piano per non perdere il passo. Ma rischia anche la Juventus, che deve andare a Bologna. Gli emiliani prima dello stop si stavano arrampicando verso la zona Europa League e, oggi, hanno un Mihajlovic decisamente più sereno circa l’evolversi della sua malattia. E chissà se l’Europa continuerà a entrare nei sogni di un’altra squadra rivelazione della stagione, ovvero il Verona di Juric chiamato ad ospitare un Napoli che aveva finalmente digerito la cura Gattuso e che ha un Mertens rasserenato dal rinnovo del contratto. In ogni caso un tour de force per l’Inter che “rischia” di giocare subito quattro partite ravvicinate: due di Coppa, 27ª e recupero 25ª.



​Nella lotta salvezza, Spal e Brescia sono chiamate a giocarsi le residue chance sfidando rispettivamente in casa il Cagliari (del dubuttante Zenga) e andando a Firenze. Entrambe in casa, invece, le duellanti al terzultimo posto: il Genoa aspetta il Parma e il Lecce un Milan che, nel frattempo, ha perso l’infortunato Ibra. La Samp è di scena a Roma contro i giallorossi. Comanda sempre il virus, che può far saltare ancora il banco e che continua a tenere fuori i tifosi. Ma è il calcio dell’era Covid e, per ora, nessuno può farci niente.
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