Amazon sbarca in Champions,
ecco cosa cambia per gli spettatori

Sabato 19 Dicembre 2020 di Emiliano Bernardini
Amazon sbarca in Champions, ecco cosa cambia per gli spettatori

La Champions finisce nel carrello. La rivoluzione è servita. Il grande calcio è sempre più online. Ora anche in Italia. Dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi, ieri è arrivata l’ufficialità. Amazon Prime Video entra tra i player dei diritti tv calcistici. E lo fa dalla porta principale: la Champions League del triennio 2021-2024. Il colosso statunitense ha annunciato l’acquisizione dei diritti per trasmettere in esclusiva in Italia le dirette delle 16 migliori partite del mercoledì sera sulle 137 totali (comprese le 12 dei play-off) della massima competizione continentale. Più la finale di Supercoppa Europea. Una rivoluzione pagata 80 milioni di euro a stagione. Restano da ufficializzare (gennaio 2021) quelli degli altri 121 incontri, che andranno a Sky che dovrebbe avere così la maggior parte delle gare. In campo c’è anche Mediaset. 

«Sappiamo che i tifosi italiani sono tra più passionali d’Europa e daremo il massimo per offrire una fantastica esperienza calcistica capace di portarli ancora più vicino all’azione», si legge nella nota dell’azienda statunitense. La mossa di Amazon va incontro alle esigenze di fruizione del pubblico più giovane, che vive l’evento sportivo come un’esperienza social tra un app e un’altra, una ricerca in tempo reale delle statistiche e un’interazione veloce con gli altri utenti. Ed è per questo che il colosso di Jeff Bezos punta a proporre l’evento sportivo sport in maniera diversa. Il pubblico pretende prodotti digitali nuovi: highlights personalizzati e condivisibili, un accesso facile alle immagini direttamente dai social, magari con una notifica che possa avvisare in tempo reale se e quando succede qualcosa di importante. Se migliora l’offerta, cambia la figura del tifoso. Si trasforma in utente multitasking, che per quanto riguarda la Champions potrà accedere al prodotto (le 16 partite del mercoledì sera in esclusiva appunto) attraverso un altro abbonamento, ad Amazon Prime (sì, quello delle spedizioni), che costa 36 euro all’anno (oppure 3,99 euro al mese). Gli abbonati sono circa 150 milioni. Una platea immensa alla quale l’azienda di Seattle sta dando sempre più servizi. Film e serie tv (anche produzioni originali), documentari e musica on demand. Oltre che lo sport. Un bacino di nuovi utenti e dati preziosi per le ricerche. 

 

Notizia di qualche giorno fa è stata la partnership pluriennale siglata tra Sky e Amazon in Europa. Oltre all’Italia, sono coinvolte Austria, Regno Unito, Irlanda e Germania. Chi possiede un decoder Sky Q (oltre la metà degli abbonati via satellite, quindi una quota del totale di circa cinque milioni) o un abbonamento a Now Tv adesso è in grado di scaricare Prime Video, l’applicazione di video di Amazon agli abbonati a Prime. I contenuti Amazon Original sbarcano così in evidenza sulla home di Q. Non solo. A inizio 2021, chi ha un dispositivo Fire Tv compatibile (la tv di Amazon) potrà scaricare l’applicazione Now Tv di Sky. Attenzione, però. Non c’è alcun pacchetto commerciale congiunto, come è invece accaduto nel caso dell’intesa fra Netflix e Sky del 2019. Quindi, per vedere film, serie tv o partite di calcio di entrambi i servizi sulle due piattaforme bisognerà sottoscrivere altrettanti abbonamenti separati. È fissato a 1,15 miliardi di euro a stagione l’obiettivo della Lega Serie A per la vendita dei diritti tv del campionato sul mercato nazionale per il triennio 2021/24. Bando che sarà pubblicato a gennaio.  

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