Coppa d'Africa, l'altolà dei club:
l'Europa minaccia il boicottaggio

Giovedì 16 Dicembre 2021 di Pino Taormina
Coppa d'Africa, l'altolà dei club: l'Europa minaccia il boicottaggio

Mal d'Africa. L'Europa minaccia il boicottaggio. E fa sul serio. Poco importa se dalla sede egiziana della Caf rispondono assicurando che tutte le nazionali vivranno in bolla in Camerun, senza alcuna possibilità di contatti esterni. E dunque di contagio. Esattamente come fatto dall'Uefa durante l'ultimo Europeo itinerante. No, l'Eca non ci sta. Alza un muro. Scrive alla Fifa e non vuole sentir ragioni. «A nostra conoscenza, la Confederazione calcistica africana non ha ancora reso pubblico un protocollo medico e operativo adeguato per il torneo, in assenza del quale i club non potranno liberare i propri giocatori», scrive l'European Club Association che rappresenta 200 squadre in Europa e di cui è a capo il presidente del Psg, Al Khelaifi, fa sul serio. C'è lo zampino di De Laurentiis che è assai preoccupato per i pericoli (sanitari) a cui vanno incontro i suoi quattro gioielli, Koulibaly, Osimhen, Anguissa e Ounas che, subito dopo Natale, dovranno rispondere alla convocazione di Senegal, Nigeria, Camerun e Algeria. Il countdown sul sito della federazione africana è inesorabile. E non si ferma: da oggi mancano 23 giorni alla gara di esordio della coppa delle nazioni africane. Fermare il conto alla rovescia non sarà semplice.

Il Camerun ha da mesi chiuso le frontiere per proteggersi dalla pandemia. Le restrizioni sono tante e gli organizzatori avvertono che nel corso dell'evento, che inizia il 9 gennaio, le condizioni possono pure cambiare. In realtà, tra le squadre che prendono parte alla manifestazione, solo Malawi e Zimbabwe sono inserite nella lista rossa della Farnesina. Il Sudafrica, da dove è partita la temuta variante Omicron, non è tra le nazionali che si sono qualificate. In Camerun, in realtà, in queste ore più che dal Coronavirus, sono preoccupati per i ritardi abissali della consegna dello stadio di Olembé che deve ospitare la partita di apertura e la finale del campionato. Ma l'organizzazione non teme il boicottaggio ventilato. «Per la 33a edizione del più grande evento in terra africana, la Can torna nel Paese di leggende come Roger Milla, Samuel Eto'o e Patrick Mboma per la prima volta dal 1972». Yaoundé, Douala, Limbe, Bafoussam e Garoua saranno sedi delle partite. Il segretario generale della Caf Veron Mosengo-Omba è in queste ore in Camerun e si prepara con il ministro dello sport, Narcise Mouelle Kombi e il ministro della sanità pubblica Manaouda Malachie, per dare alla Fifa e all'Eca le risposte alle loro preoccupazioni. In Italia c'è anche il Milan che punta a trattenere Bennecer (Algeria), Kessié (Costa d'Avorio) e Touré (Malì) il Sassuolo Boga (Costa d'Avorio), Traoré (Costa d'Avorio), Obiang (Guinea Equatoriale), la Salernitana Coulibaly (Mali) e Kechrida (Tunisia). Ma è come sempre la Premier la prima federazione nazionale a battere i pugni sul tavolo: vuole garanzie sanitarie, sennò fermerà la partenza del duo del Liverpool Mohamed Salah e Sadio Mane e di Riyad Mahrez del Manchester City. L'Africa ha la quota più bassa della popolazione completamente vaccinata di qualsiasi continente, al 7%, rispetto al 28% nei paesi a reddito medio-basso. Solo 1 operatore sanitario su 4 in Africa è stato completamente vaccinato. Da qui le preoccupazioni dei club europei. I vaccini stanno arrivando ma in Camerun, per esempio, solo il 23% delle dosi di vaccino inviate sono state somministrate. L'Eca sottolinea anche il rischio di un'assenza dei giocatori più lunga del periodo di disponibilità previsto, a causa delle «quarantene e restrizioni di viaggio» legate in particolare l'emergere della variante Omicron del coronavirus. Secondo le regole per lo svincolo dei nazionali, i club possono trattenere i propri giocatori se «è obbligatoria una quarantena di almeno cinque giorni dall'arrivo» nel luogo «dove si dovrebbe giocare la partita, o presso la sede del club al suo ritorno». Per chi dall'Italia arriva dal Camerun (lista E del ministero della Salute), la quarantena è attualmente di 10 giorni. Insomma, il boicottaggio incombe. Anche perché sullo sfondo resta la guerra tra Gianni Infantino e Aleksander Ceferin. 

Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA