CORONAVIRUS

Stop ai pagamenti in Premier
​e Ligue1, è allarme per i diritti tv

Giovedì 2 Aprile 2020
Il taglio degli stipendi per contenere le perdite sì, ma ora sono gli eventuali mancati introiti dei diritti tv a far tremare il sistema calcio. Lo stop forzato dei campionati causa pandemia da coronavirus e quindi la mancata trasmissione delle partite rischia di far fare un passo indietro alle emittenti che detengono i diritti: al momento l'allarme è scattato in alcune delle principali leghe europee, in particolare Premier e Ligue 1 francese in cui i tagli delle tv ai club sarebbero già arrivati. In Francia il numero uno di Canal Plus ha fatto sapere alla lega calcio transalpina che non verrà pagata la rata dei diritti per le due serie (Ligue 1 e Ligue 2) da 110 milioni di euro in scadenza il prossimo 5 aprile. L'altra tv che trasmette le partite è BeIN Sport, e anche l'emittente del proprietario del PSg Al Kelhaifi ha annunciato alla Lega francese che blocherà il prossimo pagamento, 42 milioni. I club francesi devono incassare ancora in tutto 280 milioni dei 759 previsti. Senza partite le tv non vogliono pagare. Stesso in Premier, il campionato più ricco, in cui Sky Uk e Bt Sport hanno sborsato oltre 5 miliardi di euro per il 2019-2022, cifre che consentono a un club di media classifica come l'Everton di intascare più soldi di Barcellona, Real e Juventus.

Nel Regno Unito le due emittenti avrebbero già congelato i pagamenti in attesa di sapere che ne sarà della stagione: alla fine del campionato mancano dieci giornate (92 partite), ed è per evitare di non intascare l'ultima tranche dei soldi che i club inglesi premono per tornare in campo. La perdita, in caso contrario, sarebbe enorme. In Italia al momento la situazione appare sotto controllo, nonostante i timori vista l'incertezza e il prolungato stop. Il bando non prevede penali in caso di mancato gioco (in questo caso la forza maggiore è più che acclarata) e l'ultima rata (sono sei divise a bimestri per un totale di 973 mln a stagione tra Sky, che ne versa 780 per 266 partite, e Dazn, 193 per 114 gare) è stata versata regolarmente lo scorso 1 marzo. Il primo maggio c'è la prossima scadenza e dovrebbe coprire proprio i due mesi di fermo del campionato. Finora sono state giocate 257 partite, le restanti 124 valgono oltre 300 milioni di euro.

La Lega serie A e le emittenti che detengono i diritti in Italia sono in contatto costante, seguendo l'evolversi della situazione sanitaria del Paese che resta comunque il primo punto di riferimento. Sky sta aspettando che la Lega comunichi quale sarà il futuro del campionato per capire cosa succederà e in base a questo si muoverà. Stesso discorso per Dazn che si dice «alla finestra» per capire quale sarà il futuro della stagione e se ci sarà la possibilità di concludere il campionato anche in estate. Che è l'ipotesi su cui lavorano club e federazione (il presidente della Figc, Gravina, ha messo il 20 maggio come possibile data di ripresa). Intanto sul fronte utenti le due emittenti stanno cercando di sopperire all'assenza in palinsesto dello sport live. Dazn proprio in queste ore sta mandando ai suoi abbonati ma anche a quelli che hanno abbandonato la piattaforma dopo l'8 marzo una mail con l'offerta di un mese gratuito da poter utilizzare fino ad aprile del prossimo anno. «Un piccolo gesto» dicono da Dazn perché la situazione è di emergenza peer tutti. Sky dal canto suo a tutti gli abbonati ha dato accesso ad alcuni pacchetti aggiuntivi e ha lanciato due canali cinema aperti a tutti. Oltre naturalmente, e vale per Dazn e Sky, a riempire la programmazione con approfondimenti, interviste e spazi dedicati live con i campioni. Nella speranza di vedere - a epidemia rientrata - di nuovo il calcio giocato: sarebbe stagione salva e tsunami diritti tv evitato.
Ultimo aggiornamento: 20:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA