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Dazn, i prezzi del nuovo abbonamento:
i tifosi protestano, fioccano le disdette

Venerdì 10 Giugno 2022 di Salvatore Riggio
Dazn, i prezzi del nuovo abbonamento: i tifosi protestano, fioccano le disdette

Prezzi nuovi per la serie A 2022-23, che prenderà il via il weekend del 13-14 agosto. Dazn ha annunciato ai suoi abbonati le variazioni delle tariffe per vedere il calcio in streaming (sette gare in esclusiva, tre in coesclusiva con Sky). Due tipi di abbonamento: uno «premium» a 39,99 al mese, uno «standard» a 29,99 al mese. Con il primo la visione dei contenuti sportivi sarà possibile in contemporanea anche da due dispositivi diversi che si trovano a distanza (non sulla stessa «rete domestica»); con il secondo sarà possibile su un dispositivo alla volta o anche in contemporanea su due dispositivi diversi, ma con la stessa rete. Dazn affronta così l'ormai noto problema della «concurrency», ovvero la possibilità di concedere a diverse utenze collegate allo stesso abbonamento di accedere ai contenuti contemporaneamente da due device che si trovano a distanza l'uno dall'altro. Da ricordare che fino a questo momento il costo mensile era di 29,99 euro, senza limiti di dispositivi abbinati e con l'unica soglia di due visioni in contemporanea. In realtà, però, molti utenti avevano aderito a una promozione di lancio a 10 euro in meno. 

Questi cambiamenti hanno scatenato l'ira degli abbonati, soprattutto quelli vecchi che pagavano 19,99 euro e che si vedono rincarare del 50% l'abbonamento con condizioni più restrittive o sono costretti a pagare il doppio se vogliono continuare a fare quanto facevano prima. «Si tratta di una pessima notizia per i consumatori italiani, che dopo i rincari delle bollette e dei prezzi al dettaglio subiranno anche gli aumenti dell'abbonamento per vedere in tv le partite di calcio», il comunicato della Codacons. E ancora: «Si tratta di rincari abnormi che danneggeranno in particolare i tifosi e di uno squilibrio evidente nel mondo del calcio, con Dazn che da un lato si aggiudica i diritti per la trasmissione delle partite di serie A, dall'altro sceglie in totale autonomia come modificare le offerte commerciali, applicando aumenti esagerati che peseranno come un macigno sulle tasche degli utenti». 

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La decisione di Dazn nasce dal cosiddetto problema della «doppia utenza o concurrency». Fino a settembre l'abbonato di Dazn potrà godere ancora non solo di un'unica tariffa, ma anche della «concurrency» appunto, ovvero quella di poter vedere i contenuti della app in streaming in contemporanea anche su due device a grande distanza l'uno dall'altro (tenuto conto, però, che le condizioni di utilizzo previste da Dazn stabilivano e stabiliscono che l'abbonamento è sempre personale e non cedibile). Una pratica che se utilizzata scorrettamente, o meglio, illegalmente, permetteva addirittura ad alcuni di rivendersi la propria password e di generare un certo numero di spettatori non paganti. Ma cosa accadrà a settembre? Per l'abbonamento standard, vecchi e nuovi abbonati pagheranno 29,99 euro al mese per la visione di Dazn, ma il possessore potrà registrare al massimo due device su cui guardare la app. Inoltre, se li vorrà utilizzare contemporaneamente dovrà accertarsi che «poggino» al momento del loro utilizzo sulla stessa rete casalinga o di lavoro (via cavo o wi-fi non importa). Se vorrà, invece, usare un dispositivo mobile (collegato anche a una rete cellulare), potrà usarne solo uno alla volta. Altrimenti, per il pacchetto premium, l'utente potrà registrare fino a 6 device diversi. «I due diversi piani di abbonamento presentati da Dazn consentono all'utente di scegliere la formula più adatta alle proprie esigenze, in linea con quanto già avviene negli altri paesi europei e nel solco di quanto fatto dagli altri grandi OTT», le parole di Luigi De Siervo, ad della Lega serie A.

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