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Ecuador, scatta l'indagine della Fifa:
il Mondiale è a rischio, l'Italia spera

Giovedì 12 Maggio 2022
Ecuador, scatta l'indagine della Fifa: il Mondiale è a rischio, l'Italia spera

Aggrappati a qualsiasi cosa pur di non restare a casa. Visto che i gol non sono arrivati contro Macedonia del Nord, Irlanda e Bulgaria, ecco che la speranza (si fa per dire) arriva da altro. Sì, perché la Fifa ha aperto un procedimento che - in un'ultima istanza - potrebbe portare l'Ecuador dall'esclusione al prossimo mondiale. E poiché i ripescaggi non sono automatici (se va fuori una sudamericana non è detto che venga presa la nazionale piazzata dopo), ecco che l'Italia presa a schiaffi negli ultimi mesi ha qualcosa a cui appigliarsi. Una suggestione? Chissà. Certo, se la palla da un certo momento in poi dovesse passare alla Fifa, ecco che l'Italia, visto anche il ranking, sarebbe la prima della lista nei ripescaggi per il Qatar. Tutto dipende dall'eventuale sanzione Fifa: la sottrazione dei punti ottenuti oppure l'espulsione definitiva.

Come sempre, giustamente, la Figc se ne sta per conto suo in questa faccenda. D'altronde, già un paio di mesi fa era stata l'Iran sull'orlo del precipizio per il comportamento della polizia che aveva vietato l'ingresso a 2mila donne allo stadio. E nulla è successo. In queste ore è stato aperto ufficialmente un'indagine sull'Ecuador: la commissione disciplinare ha deciso di aprire un fascicolo dopo la denuncia presentata la scorsa settimana dal Cile per la presunta falsa nazionalità ecuadoriana del giocatore Byron Castillo (ma ci sarebbe un altro coinvolto: il portiere Alexander Domínguez). Il 23enne ha infatti giocato ben otto partite valide per la qualificazione ai Mondiali nel girone sudamericano, gare che hanno portato all'Ecuador ben 14 punti. Un bottino che, secondo la denuncia del Cile, andrebbe sottratto in modo tale da dare alla Roja il quarto posto e l'accesso a Qatar 2022. Il Cile ha infatti chiuso il girone unico di qualificazione sudamericano a 19 punti e ha affrontato due volte l'Ecuador con Castillo in campo.

«Secondo i vertici della Roja Castillo non sarebbe ecuadoregno, bensì colombiano e dunque non avrebbe avuto le carte in regola per disputare 8 partite del girone di qualificazione a Qatar 2022». Il ricorso cileno dice che «Castillo è nato in Colombia, nella città di Tumaco, il 25 luglio del 1995 e non il 10 novembre del 1998 nella città ecuadoregna di Playas». Se il Cile avesse ragione, naturalmente, ci sarebbero ripercussioni anche sugli altri match disputati dal calciatore del Barcelona Guayaquil e porterebbe all'inevitabile esclusione dell'Ecuador dai Mondiali, stravolgendo il quadro delle nazionali partecipanti. L'Ecuador ridimensiona: pure se venisse provata l'accusa, a rischiare sarebbe solo il calciatore e non certo la qualificazione al Mondiale. In Cile però c'è fiducia, anche grazie a un precedente: quattro anni fa i legali della Roja vinsero infatti in una situazione analoga.



Nessuna decisione è stata ancora presa sull'Iran che da un mese e mezzo è sotto indagine perché nella gara del 29 marzo contro il Libano a Mashhad non sarebbe stato permesso l'ingresso allo stadio a duemila donne. Secondo alcuni media, addirittura sarebbero state allontanate con dello spray al peperoncino. Una follia che rischia di costar cara: «Ci arrivano voci preoccupanti dalla Fifa e dalla confederazione asiatica», ha detto un membro del consiglio della federcalcio iraniana. In caso di esclusione, allora, cosa succederebbe? Il regolamento della Fifa lascia aperto lo spiraglio, all'articolo 6: «Se una qualsiasi associazione si ritira o viene esclusa dalla competizione, la Fifa deciderà sulla questione a sua esclusiva discrezione e intraprenderà qualsiasi azione si ritenga necessario». Tradotto: sarebbe la Fifa a scegliere. E l'Italia ha il coefficiente più alto.

Ultimo aggiornamento: 16:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA