Portogallo-Francia, nello scontro stellare CR7 rischia l'eclissi

Mercoledì 23 Giugno 2021 di Romolo Buffoni
Cristiano Ronaldo

Girone F, come ferro. Così è stato battezzato dopo il sorteggio: Francia, Germania, Portogallo. Con l’Ungheria a fare da tappezzeria (ma non ditelo al presidente Orbàn, non apprezzerebbe). Girone F, come fado. Così andrebbe ribattezzato osservando la questione dal punto di vista portoghese. La musica triste, melodrammatica, che risuona in riva all’Atlantico ha tantissime varianti, proprio come il fato, il destino. Stasera la nazionale di CR7 si troverà di fronte la Francia in un remake della finale di Parigi del 2016, che Cristiano vinse guardandola dalla panchina, tifando come un indemoniato con il ginocchio colpito duro dopo 25 minuti e fasciato con la cura con cui si imballa un diamante. La vinse quella finale il Portogallo, con un gol segnato da Eder al minuto numero 109, eroe per caso l’attaccante allora dello Swansea e oggi del Lokomotiv Mosca ormai avviato verso le 34 primavere e solo telespettatore di Euro2020. Lo vinse, quel titolo il Portogallo, qualificandosi agli ottavi di finale grazie ai ripescaggi: tre pareggi con Islanda, Austria e Ungheria e terzo posto... nel girone F.
QUESTIONE DI FADO
Il fado potrebbe ripetersi, ma anche no: Ronaldo intorno alle undici meno dieci di questa sera potrebbe infatti ritrovarsi su un volo diretto a Lisbona e non a Bucarest, Siviglia o Londra dove le qualificate del girone F giocheranno l’ottavo di finale. L’eliminazione dei campioni in carica è, per la verità, un evento di difficile realizzazione: dovrebbero perdere e l’Ungheria battere a Monaco di Baviera la Germania. Terzi e ripescati Ronaldo e compagni lo sarebbero anche con una sconfitta con due gol di scarto e la non vittoria degli ungheresi: tre punti, con differenza reti a -1 ma con più gol segnati rispetto a quelli dell’Ucraina.
VENDETTA
Mbappè e soci, che sono già sicuri di un posto agli ottavi di finale, per togliersi di torno i portoghesi hanno solo una possibilità: batterli di goleada. Impresa chiaramente non facile sia per il valore dei rivali, sia per le inaspettate difficoltà che Le Bleu stanno incontrando nell’andare in rete: un gol alla Germania grazie all’harakiri di Hummels e uno di Griezmann per spegnere il fuoco ungherese. Problemi acuiti dal ko di Dembelè: il suo Europeo è già finito, si dovrà operare per la lesione al bicipite femorale destro che lo terrà fuori per 4 mesi. Dalla loro i galletti avranno il tifo dei 60mila della Ferenc Puskas Arena, pronta a diventare incandescente se dalla Bayern Arena arrivassero notizie di epiche prodezze della selezione allestita da Marco Rossi. «Dipende tutto da noi, non sappiamo cosa accadrà tra Germania e Ungheria quindi niente calcoli: dobbiamo fare bene il nostro lavoro», l’analisi della vigilia del ct portoghese Fernando Santos. «Contro la Germania non eravamo noi. Quando subisci quattro gol, qualcosa non va. Dobbiamo migliorare il nostro livello di concentrazione e intensità, è così che possiamo vincere». Sulla formazione Santos non si sbilancia: «Se ho intenzione di fare molti cambiamenti? Forse li sostituirò tutti», ha detto ridendo. Anche Deschamps promette di non fare calcoli e di scendere in campo «per ottenere il miglior risultato possibile». «Vendicarci del Portogallo? Onestamente no. La nostra ambizione è quella di fare del nostro meglio. Dobbiamo pensare a noi». Ma la Francia è già agli ottavi, logico che il pensiero già sia alla gara a eliminazione diretta: «Sarà una competizione nuova - dice Deschamps - con le carte rimescolate». E nel mazzo un jolly chiamato Ronaldo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA