Gol di Yanga-Mbiwa o di Mutarelli: quando il Carneade diventa un eroe

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Alberto Abbate
Foto Fraioli

L’ultimo è stato Acerbi. Chiamateli pure i Carneadi dei derby, protagonisti per caso delle gara più sentita dell’anno. O addirittura della storia: lo sconosciuto Lulic l’ha fatta in un giorno, è diventato eroe per sempre al settantunesimo del 26 maggio 2013. Un minuto eterno, come eterno è il ritorno di questa tradizione dei goleador inaspettati: da Giovannelli e Piacentini negli anni 80 e 90 a Gottardi (2-1 nella Coppa Italia del 1998), passando per Mutarelli e Balzaretti (2-0 nel 2013). Senza dimenticare quei sogni romanisti all’improvviso riposti in Cassetti (1-0 nel 2009). L’elenco è lungo e forse pure incompleto. La domanda già alla vigilia sembra retorica: segna Dzeko o Immobile? E se alla fine, a gonfiare la rete, fosse ancora un outsider? Oggi, per esempio, sembra pura utopia fissare Muriqi alzarsi dalla panchina e far centro. Eppure potrebbe ripercorrere la storia di Djordjevic che, il 25 maggio 2015 segnò il momentaneo pari in un derby valido per la Champions, conquistata all’85’ niente di meno che da Yanga-Mbiwa. Non solo: ad aprire le danze in quella stracittadina al 73’ era stato il secondo gol giallorosso di uno strapagato Iturbe. Oppure, narrazione più recente, basti pensare al 2 marzo 2019, quando sbloccò il match Caicedo, sino a quel giorno non certo il bomber d’adesso. In gol anche Cataldi in quel 3 a 0. All’andata aveva invece chiuso la vittoria giallorossa Fazio. L’effetto sorpresa, insomma, rimane dietro l’angolo. Anzi, forse dal 2000 a oggi è diventato ancora di più un vero vizio capitale. A memoria basta tornare al 29 aprile 2001, con la vittoria strappata alla Roma al 94’ dal 2-2 di Castroman sotto la Nord. In Sud invece ricordano il primo tacco di Mancini, il 9 novembre 2003, su punizione di Cassano. Tre anni dopo il missile all’incrocio dell’ex capitan Ledesma nel 3-0 biancoceleste chiuso da Mutarelli. Non certo un killer sotto porta, Cristian, eppure a rete contro la Roma anche nel 2008. Anche se, di quell’anno, a Formello preferiscono ricordare il ritorno del 19 marzo, quando al 92’ Behrami (appena 4 firme) si spogliò sotto la balaustra. Talvolta ecco pure l’illusione di un centro nel derby: Julio Baptista, arrivato pochi mesi prima dal Real, segna di testa a novembre del 2008 e regala una delle poche gioie a una Roma, che terminerà l’anno in sesta posizione. Così come la Lazio che, al ritorno l’11 aprile, si scatenò con un 4-2 sulle fasce grazie ai terzini Kolarov e Lichtsteiner: decimo posto in campionato, ma una Coppa Italia quell’anno grazie a Zarate. Epilogo diverso la stagione seguente per i giallorossi: tutta colpa di un Pazzo’, sogni di scudetto rimasti rinchiusi dentro Cassetti. A volte nemmeno i gol gregari’ nei derby sono benedetti. Non ditelo ad Acerbi: nonostante lo scorso 26 gennaio finì pari, era il momento pre-Covid dei seri desideri tricolori poi infranti. 

 

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