Insigne, magia decisiva con l'Italia
«Però la mia Napoli mi sia vicina»

Domenica 13 Ottobre 2019 di Roberto Ventre
Si procura il rigore che sblocca la partita vinta 2-0 contro la Grecia, quella che manda l'Italia agli Europei 2020, successo completato da Bernardeschi. Decisivo Insigne contro la Grecia, chiede e ottiene l'uno-due da Verratti e piazza il piatto destro fermato con un braccio dal difensore greco Bouchalakis: perfetta l'esecuzione dal dischetto di Jorginho, ex compagno di squadra di Lorenzo a Napoli. Sfiora il terzo gol azzurro con destro al volo parato dal portiere greco. Qualche lampo anche nel primo tempo nel primo tempo, dove però Insigne ha avuto più difficoltà contro il muro della Grecia, insieme a tutta l'Italia. Maglia numero 10, largo a sinistra nel tridente, come sempre nel 4-3-3 di Mancini, dal suo lato si è sovrapposto spesso Spinazzola. Sua la pennellata su punizione per Bonucci che prolunga di testa verso il centro alla ricerca di un compagno. E sua anche la prima chance vera a inizio ripresa non sfruttata al meglio: perfetto l'aggancio sul lancio di Verratti, sbagliata la conclusione che finisce alta sulla traversa. Un'altra positiva con la maglia dell'Italia e la gioia di aver centrato con tre giornate di anticipo la qualificazione agli Europei: martedì la trasferta con il Liechteinstein e poi il rientro a Castel Volturno per rituffarsi nell'universo Napoli.

IL RAPPORTO CON I NAPOLETANI
Alla vigilia del match contro la Grecia ha parlato del suo rapporto con i tifosi del Napoli e della difficoltà di essere profeta in Patria. «E' un paio di anni che soffro questa cosa, anche se spero che per loro è solo affetto. Finora non mi hanno capito, sono un ragazzo che a volte per il mio carattere passa per essere un presuntuoso: invece chi mi conosce sa che non sono così e che mi piace scherzare con tutti. Spero che i tifosi del Napoli cambino l'opinione e spero che mi stiano vicino, anche se so che c'è chi mi vuole bene e lo apprezzo. Fino a quando indosserò questa maglia e questa fascia mi farò ammazzare perché l'ho sempre sognato e spero di portarla il più a lungo possibile».

 

IL RAPPORTO CON ANCELOTTI
Il capitano del Napoli ha anche parlato del suo rapporto con Ancelotti. «Il mister mi ha sempre detto che sono un giocatore importante. Poi ci sta che in un anno e mezzo ci siano delle incomprensioni, dappertutto esistono queste cose, nel calcio è così. Sappiamo io e il mister il nostro rapporto, io scherzo con lui e lui lo fa con me, ci sentiamo spesso tramite i messaggi. Se a volte è successo qualcosa è stato solo così, niente di particolare. Qualcuno che lo avuto in Nazionale mi chiede come faccio a litigare con lui e io rispondo che non ci litigo, ci sono delle incomprensioni che vanno così. Poi se qualche partita la sbaglio e mi criticano un po' di più, visto che sono tutti i giorni al campo con lui qualche diverbio ci sta. Ma come ha detto il mister non è successo nulla, si va avanti e speriamo di vincere qualcosa insieme».
IL RAPPORTO CON MANCINI
Lorenzo ha parlato anche di Sarri. «Quando parlai di tradimento mi riferivo alla panchina dove oggi siede, nulla dal punto di vista umano. Ho sempre detto che non essendo giovane ha avuto questa occasione e l'ha presa al volo. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto, così come con tutti i miei allenatori. Continuerò a volergli bene perché mi ha dato tanto, così come ai miei compagni». Il napoletano ha ribadito di avvertire grande fiducia da parte di Mancini e il ct azzurro a sua volta ha parlato in termini molto positivi dell'attaccante napoletano. «Avverte la mia fiducia? Ma perché Insigne porta le mozzarelle- ha detto- scherzi a parte, penso che anche Carlo abbia grande fiducia in lui perché è un grande giocatore: mi aspetto da lui quello che si aspetta Ancelotti. Lorenzo è un giocatore di grande qualità, se corre molto per tornare indietro perde quella che è la sua caratteristica principale, l'imprevedibilità vicino la porta».
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