Inter e Icardi alla guerra:
annullato il vertice con Wanda Nara

Mercoledì 12 Giugno 2019 di Angelo Rossi
C'è un bel caos nell'Inter e si chiama Icardi. L'argentino e il club sono ai ferri corti da mesi, da quando venne degradato e costretto a cedere la fascia di capitano. Spalletti lo fece fuori e il cambio di guardia in panchina ha prodotto più o meno lo stesso effetto, perché Conte non vuol proprio saperne. Da capocannoniere a riserva, da icona del popolo interista a separato in casa: perché adesso anche la tifoseria ha le scatole piene di Maurito e della moglie-procuratrice Wanda Nara.
 
Il bomber era convinto di rientrare, certo che l'esonero di Spalletti gli avrebbe spalancato nuovamente le porte della prima squadra. Mentre lui giurava nuovamente fedeltà alla maglia, Conte lo metteva freddamente alla porta. Senza un'apparente spiegazione, senza volerlo nemmeno incontrare. E allora è partita la controffensiva: si resta all'Inter, sia pure per dispetto. Almeno per il momento. Perché marito e moglie sanno bene che il mercato in entrata e in uscita ruota tutto intorno a lui: per settanta milioni va via e con quella somma, Zhang metterà a disposizione del nuovo allenatore le tre pedine che gli sono state espressamente richieste: Barella su tutti. Dispiace dirlo ma le ragioni sono extracalcistiche: Conte, un sergente di ferro che privilegia prima di ogni altra cosa la disciplina in campo e fuori, non vuole avere a che fare con la signora Wanda, musa ispiratrice del bomber caduto in disgrazia. Ha provato fino a ieri ad avere un contatto con i dirigenti e pareva in effetti che nell'agenda di Marotta fosse stato inserito un appuntamento del genere. Invece niente, e allora la famigliola Icardi ha caricato i bagagli ed è partita per le vacanze. Meritate e sacrosante, non c'è dubbio, ma di fatto bloccando ancor di più le operazioni di mercato.

È evidente che l'Inter abbia necessità di monetizzare, così come è abbastanza chiaro e giusto che non voglia cedere l'attaccante alla Juventus. L'Inter spinge per una soluzione all'estero, in Italia al massimo Napoli poteva essere una scelta fattibile ma da queste parti De Laurentiis ha risposto picche: ora non lo compro, lo volevo tre anni fa. Già, tre stagioni fa, quando davvero don Aurelio gli prospettò ponti d'oro pur di fargli indossare la casacca azzurra. Semplice: era, anzi è, un pallino di Sarri che voleva a tutti i costi l'argentino per riempire la casella lasciata vuota dal tradimento di Higuain. È questo il punto: i coniugi Icardi se ne fregano delle storiche rivalità e dei voltafaccia (tutto il mondo è paese), vogliono soltanto la Juventus perché adesso più che mai c'è Sarri che spinge in tale direzione. La solita ombra juventina, i cui tentacoli di mercato non conoscono limiti.

Diciannove reti nella stagione che si è appena conclusa, coppe comprese. Undici appena in campionato, non è stata un'annata indimenticabile per Maurito la cui oscillazione di mercato tende inevitabilmente al ribasso. Se fino a gennaio scorso non sarebbe partito per meno di centro milioni, adesso con 60-70 lo porti via. Il Napoli aveva fatto un pensierino sul serio ma poi la chiacchierata non è decollata di fronte alla richiesta nerazzurra di inserire Zielinski e Fabian Ruiz nell'affare. Roma giallorossa non è una piazza gradita, altrimenti sarebbe già andato in porto lo scambio con Dzeko. E' una storia paradossale, perché da Marotta a Conte, dallo spogliatoio alla proprietà, nessuno vuole Icardi. Il quale, a parole, dice di volere l'Inter. In pratica sogna la Juve e fa melina. E' muro contro muro e qualcuno prima o poi dovrà fare un passo indietro. © RIPRODUZIONE RISERVATA