Belgio-Italia, azzurri si inginocchiano
​ma «non condividono» la campagna

Lunedì 28 Giugno 2021
Matteo Pessina e Marco Verratti

Con il Galles alcuni, con l'Austria nessuno e con il Belgio tutti. Sulla questione 'inginocchiamento', che è un gesto simbolico nella lotta contro il razzismo, gli azzurri di Roberto Mancini, impegnati ora ai quarti di finale di Euro 2020, non hanno ancora trovato un punto di accordo. O meglio: «La squadra si inginocchierà per solidarietà con gli avversari e non per la campagna in sé, che non condividiamo». Questa è la presa di posizione ufficiale della Federcalcio.

Cristiano Ronaldo e Lukaku, cosa si sono detti all'orecchio? L'abbraccio dopo Belgio-Portogallo scatena i social

L'Italia si inginocchia, ma solo per solidarietà

«I giocatori austriaci non si sono inginocchiati e i nostri sono rimasti in piedi. Se quelli del Belgio lo faranno, anche i nostri saranno solidali con loro», continuano ancora dalla Nazionale italiana. E il messaggio, quindi, sembra chiaro.

Belgio ai quarti, come può cambiare l'Italia

Oppure no, perché in conferenza stampa prima della gara contro la squadra di Romelu Lukaku ha parlato Matteo Pessina, uno dei man of the match di sabato a Wembley. «Non ne avevamo parlato, col Galles siamo stati colti un po' alla sprovvista - ha detto il centrocampista dell'Atalanta che proprio nell'ultima partita del girone si era inginocchiato - Ma la linea è quella, la pensiamo tutti uguale». 

La nota ufficiale della Figc

Travolti dalla bufera mediatica per il contenuto dell'ultimo messaggio, la Figc, si legge nella nota, offre il suo assist agli uomini di Mancini: «La Federazione Italiano Giuoco Calcio, nel ribadire il suo impegno incondizionato e quello di tutti gli azzurri contro il razzismo e ogni discriminazione, ha ritenuto opportuno lasciare alla squadra la libertà di aderire alla campagna 'Black Lives Matter'».

Nella comunicazione ufficiale si continua precisando che «come già affermato dal presidente Gabriele Gravina non più tardi una settimana fa, la Figc ritiene che l'imposizione di qualsivoglia comportamente rappresenti in sé una forma di prevaricazione e sostiene la scelta della squadra in occasione delle gare di Uefa Euro 2020, compresa quella con il Belgio di venerdì prossimo». Ma non solo: «Il giudizio sulla sensibilità di tutti i membri della Nazionale italiana in difesa dei diritti della persona umana è nel dna azzurro - concludono dalla federazione -, come provano molteplici iniziative e dichiarazioni in tal senso, e non può essere subordinato all'adesione ad una, non l'unica, manifestazione di sostegno alla lotta anti-razzista»

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA