Mancini prova Zaniolo mezz’ala,
ipotesi 3-4-1-2 con Insigne fantasista

Venerdì 28 Gennaio 2022
Mancini prova Zaniolo mezz’ala, ipotesi 3-4-1-2 con Insigne fantasista

Prove tattiche a Coverciano, in attesa di oggi, ultimo giorno di stage che si concluderà con una partitella in famiglia. Mancini ha schierato tre formazioni diverse, con il 4-3-3. Poi ha sperimentato il 3-4-1-2. Nella prima i quattro difensori, da destra a sinistra erano De Sciglio, Gianluca Mancini, Chiellini e Di Lorenzo, in mezzo Zaniolo, Sensi e Barella, davanti Berardi, Immobile e Insigne. Nella seconda, Toloi a destra, Luca Pellegrini a sinistra, al centro Cristante e Romagnoli, a centrocampo Pessina, Barella e Tonali, davanti Zaniolo, Balotelli e Raspadori. Nella terza, il quartetto difensivo era composto da Calabria, Ferrari, Okoli e De Sciglio, poi Frattesi, Locatelli e Fagioli, quindi Zaccagni, Scamacca e Joao Pedro. La novità nel modulo con tre difensori è Insigne dietro le punte, che al momento sono Immobile e Scamacca. Zaniolo, come annunciato da Mancini, mercoledì è stato provato come mezz’ala e come attaccante esterno (da vice Chiesa). L’unico a non aver svolto la sessione è stato Luiz Felipe che è tornato nella Capitale in quanto infortunato. Anche Lorenzo Pellegrini e Bonucci, già infortunati, hanno lasciato lo stage. Così come Cragno. 

Da risolvere, per il futuro, il dilemma della fascia sinistra, orfana dal 2 luglio scorso di Spinazzola. L’Italia, senza Leo, ha perso il sorriso, la spinta offensiva e i gol, e di conseguenza ha mancato la qualificazione diretta al Mondiale. Il vice di Spina in Nazionale attualmente è Emerson Palmieri. E proprio lui, a meno di sorprese, sarà il titolare contro la Macedonia il 24 marzo a Palermo, la semifinale del playoff. Non c’è nel parco esterni uno con le caratteristiche di Spinazzola, capace di essere difensore e ala allo stesso tempo, abile nella corsa e nell’uno contro uno. E Mancio, come detto, sta provando soluzioni alternative, non a caso tra i convocati per lo stage c’è anche Mattia De Sciglio, che era sparito dai radar azzurri e che solo ora, con Allegri alla Juventus, sta tornando ai suoi livelli, quelli di Euro 2016. Il bianconero è spendibile su entrambe le fasce, come Di Lorenzo, Florenzi e Calabria. Anche Gianluca Mancini e Toloi sono saltati schierati come terzini, ma a destra e non a sinistra. Sulla sinistra è rimasto, tra i più esperti del ruolo, il solo Cristiano Biraghi, che ha abbandonato il ritiro azzurro perché febbricitante (ma non è risultato positivo al tampone). Oltre a De Sciglio, Mancini ha portato a Coverciano anche Luca Pellegrini, che nella Juve ha totalizzato appena nove presenze in campionato. Un’alternativa in prospettiva più che per l’immediato. Quella spinta di Spina, lo dicono i numeri, è svanita nella notte di Monaco di Baviera. Da quel giorno, l’Italia all’Europeo è riuscita a vincere solo ai calci di rigore, la semifinale con la Spagna e la finale con l’Inghilterra, segnando due gol. E nella Nations League e nelle gare di qualificazione, ha sempre faticato a trovare la via della porta (tranne la gara contro la Lituania, finita 5-0 a Reggio Emilia). Tornano alla mente gli 0-0 contro Svizzera e Irlanda del Nord, i due pareggi che hanno determinato la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar. E ora servono gli spareggi. Sempre senza Spinazzola. 

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