Juve, quei «campioni» sovrastimati
per sistemare i bilanci dopo Ronaldo

Martedì 12 Febbraio 2019 di Bruno Majorano
In casa Juve sono bravi non solo a fare punti in classifica. Ma anche a rendere virtuosa la propria gestione finanziaria. Dopo aver chiuso in passivo il bilancio della stagione 2017-2018, però, i bianconeri si preparano a chiudere con il segno meno anche l'esercizio 2018-2019. Colpa, ovviamente, delle spese folli dell'estate scorsa per portare a Torino Cristiano Ronaldo (che in parte si è anche auto finanziato con operazioni di marketing). Un'operazione certamente intrigante dal punto di vista sportivo, ma anche molto rischiosa da quello economico. Ecco perché il doppio confronto con l'Atletico Madrid negli ottavi di Champions avrà un peso specifico molto rilevante.
 
Passare il turno vuol dire non solo incassare i 10 milioni della Uefa ma anche aumentare l'appeal per sponsor e botteghino. Ecco perché, per cercare di pareggiare il bilancio, la Juventus si è data molto da fare (tra giugno e gennaio) nelle cessioni di alcuni giovani. Èquesto il caso di Stefano Sturaro, diventato di recente l'acquisto più oneroso della storia del Genoa: 1,5 milioni di euro di prestito e 16,5 milioni di riscatto, esercitato pochi giorni fa dai liguri. 18 milioni nelle casse della Juventus, che in questa stagione non lo aveva utilizzato nemmeno un minuto. Discorso analogo si potrebbe fare per Rolando Mandragora che in estate era diventato invece il giocatore più pagato della storia dell'Udinese: 20 milioni di euro, (con diritto di riscatto dei bianconeri fissato a 24). L'elenco di operazioni di questo tipo in casa bianconera inizia ad essere rilevante. Romagna e Cerri a Cagliari, Lirola e Cassata al Sassuolo, Favilli sempre al Genoa, Audero alla Sampdoria. Tutte cessioni che garantiscono alla Juve ottime plusvalenze.

Andando a fare due calcoli: Sturaro 18, Audero 20, Mandragora 20. Sono già 58 milioni di euro, ai quali tra qualche mese si aggiungeranno quelli di Favilli (12 milioni, includendo il riscatto). Diventeranno dunque 70 milioni di euro di cartellini e circa 50 milioni di euro di plusvalenze nette. Un tesoretto che permetterà al club bianconero di limare l'enorme esborso economico per Cristiano Ronaldo.

Da alcuni anni, in realtà, la società bianconera crea legami a lunga scadenza con altre squadre di serie A. Favilli e Sturaro verranno pagati dal Genoa, ma hanno al tempo stesso messo le basi per la cessione di Romero alla Juve. Con il Cagliari il rapporto è solido sin dai tempi di Isla e Padoin. Prima di Lirola e Cassata, la Juventus con il Sassuolo aveva già messo in piedi gli affari Zaza, Peluso e Marrone. In estate poi c'è stato Magnani e a gennaio si era provato anche a chiudere l'operazione Rogerio, che però non è andata a buon fine. La Juventus, ovviamente, non è né il primo né l'ultimo club italiano a generare ricavi da plusvalenze di giovani calciatori. In serie A nel 2016-17 si sono registrati 693 milioni di plusvalenze (+109% rispetto al 2015). C'è poi chi fa plusvalenze vendendo i propri gioielli come Pogba, Alisson, Jorginho. Ma questa è un'altra storia.

Il club campione d'Italia è sempre attivo anche sul fronte acquisti. È stato ufficializzato l'accordo con Aaron Ramsey che vestirà la maglia bianconera dal 2019-2010. Il contratto ha durato 4 anni: il centrocampista gallese guadagnerà 7 milioni di euro a stagione. Il club ha ufficializzato solo i dati relativi agli oneri accessori, pari a 3,7 milioni di euro, pagabili entro il 10 luglio. Ramsey, 28 anni, è legato da un contratto con l'Arsenal fino al 30 giugno. Ultimo aggiornamento: 07:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA