Juventus, plusvalenze e sospetti:
nel mirino il contratto di Ronaldo

Domenica 28 Novembre 2021 di Pino Taormina
Juventus, plusvalenze e sospetti: nel mirino il contratto di Ronaldo

Magliette sudate e gol in rovesciata. Macché. Ora il calcio è un susseguirsi di perquisizioni, di intercettazioni, inchieste, informazioni di garanzie e finanzieri che indagano su presunti illeciti, su ipotesi di false fatturazioni, di plusvalenze gonfiate ad arte e così via. La procura di Torino ha iniziato ieri pomeriggio, con la convocazione di Federico Cherubini, come persona informata sui fatti, il dg successore di Fabio Paratici, il valzer di interrogatori per l'inchiesta denominata Prisma e che tira in ballo Andrea Agnelli, Pavel Nedved e l'ex dg Paratici, praticamente l'intero vertice della Juventus. Benvenuti all'ennesima pagina di calcio che di calcio non ha nulla. Campo di gioco: Torino. Protagonisti il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i magistrati Ciro Santoriello e Mario Bendoni che da maggio hanno messo nel mirino le operazioni di mercato della Juventus dal 2018 al 2021. Una bufera, certo. Preannunciata qualche settimana fa dall'apertura di un fascicolo della procura Figc. In serata il club bianconero ha diffuso una nota: «Come doveroso, Juventus sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie». 

Le perquisizioni sono cominciate venerdì dopo la chiusura delle contrattazioni in Borsa, «a tutela del mercato finanziario», ha puntualizzato la Procura. Fascicolo aperto con ipotesi di reato come falso in bilancio e false fatturazioni. Nel mirino degli inquirenti quella che definiscono la «gestione malsana delle plusvalenze» e «tutta la mer.. che sta sotto che non si può dire». Da questa e altre intercettazioni telefoniche emerge una società paragonata a una «macchina ingolfata» a causa di investimenti oltre le previsioni di budget e di altre operazioni poco accurate, tra cui gli stipendi eccessivi. Parole raccolte durante l'ultimo calciomercato. Durante l'assemblea degli azionisti, quella che lo scorso 29 ottobre ha approvato il bilancio 20/21 con una perdita di 209,9 milioni e l'aumento di capitale di 400 milioni, Andrea Agnelli si diceva «sereno». Dalle intercettazioni emerge uno scenario che - secondo la procura - ha bisogno di approfondimenti, perché qualche dubbio (più di uno) lo lascia agli inquirenti. Il primo sospetto è che i vertici della Juventus fossero «ben consapevoli» del ricorso a questo strumento «salva bilanci». «Che almeno Fabio (Paratici, ndr), dovevi fa' le plusvalenze e facevi le plusvalenze», è una delle intercettazioni finita nell'inchiesta. Sempre secondo l'accusa, i vertici bianconeri erano consapevoli anche delle «conseguenze estremamente negative sotto il profilo finanziario» delle plusvalenze. Tanto da attribuire a queste i problemi di bilancio del club, come sembra emergere da un'altra intercettazione: «Si ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene!». Alla base dell'inchiesta ci sono plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni «connotate da valori fraudolentemente maggiorati», secondo la Procura.

I finanzieri hanno ricevuto dai magistrati l'incarico di cercare «documenti e scritture private» relative al contratto e alle retribuzioni arretrate, con riferimento a una «carta famosa che non deve esistere teoricamente», di Cristiano Ronaldo (il calciatore portoghese non è indagato). Si cerca anche una scrittura attestante un «obbligo non federale» a carico dell'Atalanta, nell'ambito - si legge nel decreto di perquisizione - della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Merih Demiral e Christian Romero. Non solo: una delle operazioni più controverse contabilizzate tra le plusvalenze è stata la cessione di Miralem Pjanic al Barcellona nel giugno 2020. Il giocatore è stato valutato circa 63 milioni ma contestualmente la Juve ha comprato dalla squadra catalana il centrocampista Arthur, valutato 72 milioni, più un possibile bonus di 10 milioni. Di fatto uno scambio e le plusvalenze sono quasi tutte di carta. 

L'indagine della Procura riguarda anche scambi di giocatori di importo minore, operazioni in cui non girano soldi, dette «a specchio», ovvero senza movimento finanziario e con effetto positivo sui bilanci. Sotto la lente di ingrandimento pure numerose cessioni di giovani dell'under 23 «con corrispettivi rilevanti e fuori range». Nel mirino degli inquirenti anche cessioni e acquisizioni fatte in prossimità della scadenza contrattuale, come nel caso di Rovella dal Genoa, con contestuale cessione alla stessa società di Portanova e di Petrelli. Il decreto di perquisizione chiarisce che sono indagati anche tre dirigenti che si sono succeduti alla guida dell'area finanza: Marco Re, Stefano Bertola e Stefano Cerrato. 

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