Lazio al bivio d'Europa:
ottavi subito o spareggi

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Alberto Abbate
Lazio al bivio d'Europa: ottavi subito o spareggi

L’impero ottomano non ha mai conquistato l’Italia nel calcio. Il Galasataray in questa edizione dell’Europa League non ha mai perso all’estero, eppure la storia dice che nel nostro Paese non ha mai vinto: su 12 trasferte, 5 pareggi e 7 ko. Fra questi, anche le due sconfitte (1-0 e 3-1) contro la Lazio all’Olimpico. Ben venga dunque che Fatih Terim sia stato dimesso dall’ospedale e abbia raggiunto ieri Roma dopo lo spavento. Sarri stasera lo attende al varco: «È una gara importante, ci sono in ballo gli ottavi di finale. Già ci siamo qualificati, ma una vittoria ci consentirebbe di passare come primi del girone più difficile della competizione e di avere poi un paio di settimane libere per allenarci, cosa che non riusciamo a fare da agosto». Insomma, con un calendario un po’ più snello, c’è parecchia differenza fra un gradino e un altro. Se i biancocelesti dovessero qualificarsi da primi, accederebbero direttamente agli ottavi con un bonus di 1,1 milioni e 1,2 per il passaggio del turno. Se invece finissero al secondo posto, il premio si dimezzerebbe (1,5 milioni totali) e la squadra di Sarri se la dovrebbe vedere poi ai sedicesimi (ora si chiamano spareggi) con una delle terze qualificate nei gironi di Champions. «E andare avanti diventerebbe più complicato, anche se la fortuna in questi confronti incide parecchio», chiosa il tecnico.  

Non c’è insomma solo il prestigio in palio, questo è un vero e proprio bivio europeo. Questa Coppa può portare un mini-tesoretto, non certo dal botteghino alla luce dei 10mila biglietti staccati anche per questo appuntamento. Con due pari (210mila euro ognuno) e due vittorie (630mila euro ciascuna), la Lazio ha già incassato oltre 5,3 milioni, compresi i 3,63 della quota di partecipazione al torneo. Lotito ha chiesto a Sarri il massimo sforzo, anche in vista del prossimo mercato. Ieri avevamo svelato l’incontro, il mister in conferenza lo ha confermato: «In settimana ho già visto il presidente per programmare le mosse per il futuro». Sotto l’albero non solo c’è la firma sul rinnovo sino al 2025 del tecnico, ma anche i rinforzi promessi per gennaio. Serve denaro fresco, da aggiungere alle uscite, per centrare almeno due colpi: da decifrare il terzino sinistro; dopo Botheim del Bodo, spunta pure Kalinic per l’attacco. Muriqi è stato bocciato da tempo, col Galatasaray non ha mai vinto e può tornare proprio in Turchia (al Fenerbahce) già in inverno.  

Ogni volta che Immobile è in bilico, non è possibile che la Lazio vada nel panico come successo a Marassi domenica. Da due anni e mezzo, ogni assenza di Ciro dal primo minuto è poi una sentenza di sconfitta. Come poterci rinunciare contro il Galatasaray in una sfida così delicata? Sotto la Lanterna, Immobile segna una doppietta, poi esce e la Lazio si schiaccia, crolla. E pensare che nel primo tempo a Sarri brillavano finalmente gli occhi per la sua filosofia applicata in ogni sfumatura. Difesa alta, pressing, trame, palleggio e recuperi palla a cento all’ora: «L’obiettivo è far diventare l’ordine una costante, così è aumentata la qualità. E contro il Galatasaray va mantenuta». Terim però promette battaglia: «Stimo Sarri e ora la Lazio ha acquisito la sua mentalità, ma io voglio una vittoria. Sarebbe la cura perfetta per me, che sono stato molto male e sono qui col permesso dei medici, sotto sorveglianza. Tuttavia, ci basterebbe anche un pareggio per mantenere il primo posto in classifica». La differenza reti è identica (7 gol fatti e 3 subiti), dunque non conta.  

Si svolgerà martedì prossimo, il 14 dicembre in un hotel del centro, la cena di Natale della Lazio, che torna dopo l’anno di stop causa Covid. Rispetto agli anni passati però, quando partecipavano circa 400 persone, gli invitati saranno appena 180 fra giocatori, staff tecnico e dipendenti oltre ad un paio di sponsor biancocelesti. 

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