Lazio-Roma, derby Nazionale: il ct Mancini all'Olimpico per i suoi azzurri

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Ugo Trani
Pellegrini e Immobile

Domani sera, dentro l’Olimpico gelido e deserto, si presenterà come fosse una serata qualsiasi. E come ha fatto altre volte da quando è sulla panchina azzurra. E sedendosi al suo solito posto, in mezzo alla tribuna centrale. Roberto Mancini, non avendo poi più tante occasioni di girare l’Italia e di vedere dal vivo qualche big match in questo periodo di pandemia, seguirà il derby allo stadio e non in televisione. Il ct, nella stagione che porta dritta all’Europeo, raccoglie ogni settimana dati e valutazioni sui possibili 23 convocati per la manifestazione continentale. Dentro quella lista finiranno sicuramente calciatori della Lazio e della Roma. Saranno chiamati a maggio e faranno parte del gruppo della Nazionale.

ELENCO ABBONDANTE
Il derby, insomma, arricchisce l’Italia di Mancini. Povero sugli spalti, è un inedito che si giochi senza pubblico, non in campo. I protagonisti di Lazio e Roma lo diventeranno della Nazionale proprio all’Olimpico dove, l’11 giugno, è prevista la gara inaugurale del torneo per la prima volta itinerante: gli azzurri affronteranno la Turchia e giocheranno, sempre nello stadio della Capitale, anche le altre 2 partite della prima fase, il 16 contro la Svizzera e 20 contro il Galles. Sono 9 i giocatori biancoceleste/giallorossi chiamati nei 2 anni e mezzo della nuova éra. Solo Mirante non è mai sceso in campo. E sarà out anche domani, proprio come Zaniolo che a settembre si è fatto male ad Amsterdam vestendo d’azzurro. Lui, alla rincorsa dell’Europeo (nemmeno lo specialista che l’ha operato a Innsbruck, al momento, glielo può però garantire), è il simbolo della gestione dell’attuale ct che lo chiamò prima ancora del suo debutto con la Roma. Giovane, spensierato e tecnico, come da impronta del nuovo corso. Anche gli altri sono comunque cresciuti in questo biennio che si è allungato per colpa del lockdown del marzo scorso. Acerbi è diventato il punto fermo della difesa, Pellegrini è stato utilizzato addirittura più di Immobile, Spinazzola è diventato il fluidificante titolare a sinistra, Lazzari è appena ritornato d’attualità anche in Nazionale, Mancini (Giancluca) ha il vantaggio di saper far altro e non solo il centrale e Cristante, bisogna dirlo, gioca nel suo ruolo più in azzurro che in giallorosso.

CONCORRENZA INTERNA
Mancini, dunque, punta forte sugli interpreti del derby. Basta contare il numero di convocazioni dedicate a loro per le 27 partite della sua avventura azzurra: sono 112, contando anche quelle degli indisponibili Mirante (2) e Zaniolo (12 con 7 presenze e 2 reti). Ovviamente c’è Immobile a fare da apripista (21, 10 e 3), subito dietro l’altro biancoceleste Acerbi (17, 7 e 1). Poi i giallorossi Pellegrini (16, 12 e 2), Cristante (16, 7, 1), Mancini (15, 4 e 0) e Spinazzola (9, 5, 0). Chiude Lazzari (4, 2 e 0). Solo un terzo, però, sono già al sicuro: Immobile e Acerbi per la Lazio, Spinazzola per la Roma. In teoria, se non si fosse infortunato, anche Zaniolo sarebbe entrato nella lista. Oggi, invece, è in bilico. Pellegrini e Cristante rischiando di giocarsi il posto tra loro, soprattutto se non ce la facesse a recuperare Zaniolo. Pellegrini, come si è visto nelle ultime partite della Nazionale, ha qualche chance in più: nel 4-3-3 può giocare da mezzala e anche da esterno, destra o sinistra fa lo stesso. Cristante, invece, rischia anche perché non è più titolare nella Roma. Il loro destino dipende pure dalla condizione fisica degli altri centrocampisti, da Barella che è tra i pupilli del ct a Sensi. Stesso discorso per Mancini (Gianluca): andrà valutato Chiellini. Ma per Mancini (Roberto) è utile anche come terzino per la corsia di destra. Dove Lazzari è in corsa come ricambio.

 

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