Lukaku e Grealish, coppia da re in Premier League: gol e promesse di spettacolo

Lunedì 23 Agosto 2021 di Benedetto Saccà
Lukaku e Grealish, coppia da re in Premier League: gol e promessa di spettacolo

Accertato in via definitiva che il calcio(mercato) ormai abbia completamente deragliato sul binario dei soldi – che valgono suppergiù come quelli del Monopoli – è sempre curioso rimettere in prospettiva la striscia a fumetti della realtà. E così, a voler fare un paio conticini, si scopre che due giocatori di 25 e 28 anni, di mestiere centrocampista offensivo e centravanti, costino – uditeudite – quanto sette Frecciarossa 1000. Non uno, non due e nemmeno quattro treni: sette e mezzo. Follie? Follie. I ragazzi che costano in coppia 232,5 milioni di euro vanno famosi nell’universo con i nomi di Jack Peter Grealish e Romelu Menama Lukaku. Tanto per capirsi, Grealish gioca da 18 giorni nel Manchester City dei signori Khaldoon Al Mubarak e di Pep Guardiola e, il 5 agosto dell’anno Domini 2021, si è trasferito dall’Aston Villa al City per lo scandalosamente imbarazzante prezzo di 117,5 milioni. Analogamente, il 12 agosto, Lukaku è decollato dall’Inter ed è tornato al Chelsea dopo otto stagioni per la modica cifretta di 115 milioni. Gli storici ci spiegano che sono gli acquisti più costosi della storia della Premier League. O, almeno, fino a ieri sera, ecco. Ed entrambi hanno indovinato la via della porta nel fine settimana: ieri Lukaku nel derby con l’Arsenal, proprio al debutto; e sabato Grealish contro il piccolo Norwich.

Come tanti giocatori inglesi, giacché assai talentuoso, Grealish è anche incline a sbordare sul versante effervescente della vita. E dunque. È nato a Birmingham nel ‘95, è di origine irlandese per via dei nonni paterni e del nonno materno e ha frequentato le scuole cattoliche. Non solo: tra i 10 e i 14 anni si è pure esibito nel calcio gaelico. Tempo un paio d’anni, però, e si è deciso per il pallone vero ma non per la nazionalità, dal momento che ha vestito le maglie dell’Irlanda Under 17, 18 e 21 per poi abbracciare di colpo i colori dell’Inghilterra Under 21 e della nazionale maggiore. Quanto al club, be’, neppure a dirlo: nel correre dei vent’anni compresi tra il 2001 e il 2021 è diventato un fiore del vivaio dell’Aston Villa – a parte la parentesi di un anno nel Notts County. È entrato nel settore giovanile a cinque anni; ha lasciato la squadra a 25. Intanto si è guadagnato la convocazione inglese per Euro VentiVenti, arrivando a giocare pure la finale con l’Italia. E comunque. Grealish piace ai bimbi, piace alle ragazze e piace anche al popolo dei social, se è vero che ha accumulato 3,8 milioni di follower su Instagram. La cantante Rihanna lo entusiasma particolarmente. Hanno però raccontato i sempre ottimamente informati giornali inglesi che a convincerlo a trasferirsi al City sia stato nientemeno che John Terry.

Ben coccolato da Guardiola, come detto, Grealish ha segnato contro il Norwich e ha esultato lasciando distrattamente scivolare una buona dose di polemica: orecchie chiuse con le dita, a non voler più ascoltare le critiche. Ma dev’essere una piccola peste, Jack. Esempi? Prego. Oltre un anno fa ha violato il lockdown ed è stato sanzionato dall’Aston Villa. Poi gli è stata anche sospesa la patente e comminato un multone da paura (82.500 sterline) per aver semidistrutto, con il suo macchinone, una serie di auto parcheggiate. Alle volte, però, sul suo volto si disegna uno sguardo malinconico – e d’improvviso, in fondo agli occhi, brilla come il filamento incandescente di una lampadina. E allora, chissà, forse la mente torna al 2000, quando il suo fratellino Keelan è volato via a nove mesi. Così, giusto nella primavera del 2018, Jack ha voluto ricordarlo, pubblicando una foto sui social. E ancora oggi, a pensarci, il cuore piange un po’. Ma adesso potrà ripartire verso l’occasione di una vita. Come Lukaku, del resto. Sfrecceranno su binari paralleli, di rado vicini, spesso lontani, magari sovrapposti. Ché i fili del tempo spezzati, poi, si possono riannodare in un attimo. Da ora è tutta discesa, sì: è tutta dritta.
 

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