Pallone d'oro, Messi vince il settimo:
Jorginho sul podio, Ronaldo sesto

Martedì 30 Novembre 2021 di Benedetto Saccà
Pallone d'oro, Messi vince il settimo, Jorginho sul podio

Indétrônable. Si dice così a Parigi, specie dalle parti del theatre du Chatelet, tra le eleganze del premiere arrondissement. Indétrônable. Irremovibile, potremmo dire noi – certo con meno poesia. Eppure. Eppure Leo Messi del Psg, il solito Leo Messi ha conquistato il Pallone d’oro per la settima (sic: la settima) volta nella carriera, la seconda consecutiva, e davvero si è meritato la fama di inamovibile e intramontabile. Vince sempre lui. «Un onore aver lottato con Lewandowski e penso che France Football debba ricompensarlo perché merita il trofeo», ha sussurrato Leo sul palco, appunto, del theatre du Chatelet.

Secondo d’altronde si è classificato il polacco Lewa, autore della spaventosa cifra di 53 gol nell’anno Domini 2021 e a lungo accreditato come il possibile vincitore; mentre al terzo posto si è posizionato il nostro Jorginho, trionfatore agli Europei e in Champions. Quanto agli altri azzurri, possiamo ritenerci soddisfatti: perché Donnarumma è arrivato decimo e ha ottenuto il premio Yashin, Chiellini ha chiuso 13esimo, Bonucci 14esimo e Barella 26esimo. Ronaldo è atterrato nella sesta piazza. Deludenti invece Mbappé e Neymar, soltanto nono e 16esimo.

E non basta. Bisogna sapere che ieri mattina nelle stanze dei colonnelli di France Football, alias gli organizzatori della notte di gala, si è intrufolato il dubbio di ritrovarsi davanti a un quadro serale piuttosto seccante. Ovvero. Dover spiegare al tribunale del mondo che il premio lo avrebbe meritato sì Lewandowski, ma alla fine – vabbè – lo ha vinto Messi. Come venir via dall’orlo del burrone? Ma è semplicissimo: inventare un premio ad hoc proprio – guarda un po’ – per Lewa; il premio per il miglior marcatore dell’anno – una specie di edizione della Scarpa d’oro aggiornata e ampliata. Tutto meraviglioso, soprattutto la reazione fulminea di FF nello schivare l’uppercut della critica. Il che non impedisce comunque di introdurre non un grande tema ma il grande tema legato al Pallone d’oro. 

Il punto è comprimibile nella sintesi di poche parole. Cioè: il Pallone va assegnato al miglior calciatore del mondo tout court oppure al più bravo della singola stagione? Ancora una volta si è seguita la prima strada fingendo di imboccare la prima, e questo è cristallino: però il solo aver tentato di aggirare gli imbarazzi spiega benissimo che un’ambiguità e una diversione dalla dottrina esistono. Eccome. Nel 2020, per il Covid, il Pallone d’oro non è stato consegnato. E a sollevarlo di sicuro sarebbe stato proprio Lewandowski, dominatore di ogni torneo con il Bayern Monaco. Invece stavolta i giurati, presi dal dubbione, hanno percorso i sentieri più banali e meno coraggiosi. Certo, Messi è sempre Messi e tra l’altro ha collezionato la Copa America con l’Argentina. Però da dieci anni la storia si ripete, se è vero che il Pallone d’oro mai lo hanno ricevuto campionissimi pazzeschi tipo Iniesta (maddài, scandaloso, e uno), Xavi (ari-scandaloso) e Neuer (scandalosissimo, e tre). È un peccato.

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