Inter-Pif, la trattativa da un miliardo di euro: cosa sta succedendo

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Salvatore Riggio
Inter-Pif, la trattativa da un miliardo di euro: cosa sta succedendo

La gara di Champions tra InterReal Madrid (giocata il 15 settembre e vinta 1-0 a San Siro dai Blancos) sarebbe stata l’occasione giusta per un incontro, avvenuto a Milano, tra i rappresentanti della famiglia Zhang e il fondo saudita Pif (Public Investment Found) per trovare un accordo per la cessione dell’Inter. Il club nerazzurro sarebbe valutato un miliardo di euro da Suning. Notizia trapelata da ambienti finanziari, ma che non trova conferma nei corridoi del club di viale Liberazione. Anche perché nel frattempo i sauditi hanno acquistato il Newcastle per 350 milioni di euro. Allora, come spesso accade in questi casi, la verità sta nel mezzo e coinvolge appieno la gestione dell’Inter da parte del giovane presidente Steven Zhang. Economicamente parlando, l’Inter naviga in cattive acque. La proprietà cinese è in seria difficoltà e per diversi motivi (imposizioni governative e mancanza di fondi) non riesce a concedere liquidità al club.

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Tanto che gli addii di Hakimi al Psg e di Lukaku al Chelsea sono serviti per abbattere il tetto ingaggio e incassare denaro sonante utile per la sopravvivenza della società. Tanto che già nei mesi scorsi, intorno a febbraio, si parlava di un accordo trovato tra Suning e Bc Partners per la cessione delle quote di maggioranza del club nerazzurro per 800 milioni di euro. Offerta poi rifiutata dalla proprietà cinese che, nel frattempo, si era concentrata sullo scudetto, conquistato grazie all’ottimo lavoro svolto in panchina da Antonio Conte. Che, appena intuì i reali problemi finanziari, decise di salutare tutti e andare via. Intanto, in aiuto a Suning arrivò il fondo californiano Oaktree, che garantì all’Inter 275 milioni di euro sotto forma di finanziamento attraverso Great Horizon, la controllata di Suning tramite cui il gruppo cinese possiede la maggioranza del club con il 68,55% delle azioni: quote utilizzate come pegno per il prestito, con Suning che ha tre anni per ripagarlo al 10%. Soldi necessari al club nerazzurro per saldare le pendenze relative alla stagione 2020-21. Adesso, invece, è rispuntato il fondo saudita, Pif, braccio finanziario del principe di Ryad Mohamed Bin Salman. La richiesta sarebbe un miliardo di euro.

Da qui le perplessità saudite. Sui debiti nerazzurri (375 milioni di euro il bond, 275 milioni il prestito di Oaktree e 246 milioni il bilancio in rosso: totale 896 milioni) e su uno stadio, San Siro, non di proprietà. E su questo fronte la situazione è complessa. È atteso l’incontro tra Milan, Inter e Beppe Sala, fresco di riconferma a sindaco di Milano. E in passato c’era già stato qualche screzio tra il primo cittadino e il club nerazzurro. La situazione, come si può intuire, è più intricata del previsto. Anche perché secondo quanto risulta, infatti, l’opzione Inter per i sauditi non sarebbe più sul tavolo. L’acquisto di un’altra squadra creerebbe problemi sotto il profilo delle regole Uefa che non permettono a due squadre della stessa proprietà di competere nelle coppe europee (norma non rigida, a dire il vero: vale, ad esempio, per il legame tra Lipsia e Salisburgo, entrambe riconducibili alla Red Bull. E in passato, per un breve periodo, per Psg e Malaga, appartenenti a rami diversi della famiglia qatariota Al-Thani). Certo, da qui a giugno 2022 qualcosa dovrà muoversi nell’assetto proprietario dell’Inter, in fortissima perdita di bilancio che Suning non è più in grado di ripianare.

Ultimo aggiornamento: 18:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA