Report squarcia il velo
sul mondo dei procuratori

Martedì 7 Dicembre 2021 di Bruno Majorano
Report squarcia il velo sul mondo dei procuratori

Si parte sempre dalle plusvalenze. Ma l'inchiesta di Report è a 360 gradi. Perché il mondo del calcio non è solo gol, assist e rovesciate. Basta un soffio e la patina di magia vola via. Le plusvalenze, prima di tutto, ma poi a cascata c'è il ruolo dei procuratori sempre più potenti e influenti.

Dai dati raccolti da Report (in onda ieri sera su Rai 3) uno dei problemi principali è relativo ai pagamenti di stipendi e tasse. Al 31 agosto 2021, infatti, ben 8 società di serie B non pagavano l'Irpef da febbraio, mentre in serie A solo il Genoa era indietro con i pagamenti. Mentre per la questione stipendi la situazione è diversa. Innanzitutto ogni società (come ad esempio il Napoli) ha accordi diversi con i propri tesserati circa i termini di pagamento, e infatti dai dati raccolti al 31 agosto scorso 9 società di serie A avevano pagato l'ultima mensilità a luglio, una a giugno e 10 a maggio (tra queste anche il Napoli). Tra i documenti utilizzati per raccontare della grande bolla del calcio italiano, anche una lettera che la Covisoc ha inviato al presidente della Figc Gravina a giugno 2021. Al suo interno si metteva in allerta il numero uno della Federazione sulla sostenibilità del campionato, facendo presente il grosso rischio per alcune società ad un passo dal fallimento. Proprio su questo argomento, tra i protagonisti che hanno preso voce durante l'inchiesta c'è anche l'ex presidente del Chievo Luca Campedelli, che ha visto sparire la sua squadra lo scorso anno proprio per il mancato versamento degli stipendi ai propri calciatori. 

Quando si parla di plusvalenze e di grande bolla del calcio, non si può fare a meno di parlare dei procuratori. Queste eminenze grige sono sempre più presenti nelle operazioni di ogni singolo club e direttamente o indirettamente indirizzano il mercato. Tra i principali agenti coinvolti in questa valanga c'è il nome di Jorge Mendes che tra le altre cose è stato apparentemente decisivo per la rottura prematura dell'accordo tra Gattuso e la Fiorentina. Ai microfoni di Report è intervenuto proprio l'ex allenatore del Napoli che ha voluto chiarire in maniera precisa la propria posizione. «Non ho mai fatto pressioni per far acquistare giocatori di gestiti da Mendes», si difende Gattuso. «Per altro non mi interessa nulla dei soldi e ho rifiutato un contratto milionario», precisa ancora l'ex centrocampista del Milan. Tra gli altri casi affrontati, quello legato al pagamento di Manolas al momento del suo trasferimento dalla Roma al Napoli nel 2019. Tra i documenti raccolti da Report c'è anche il mandato a vendere firmato da Mino Raiola e Aurelio De Laurentiis per Manolas che è stato pagato 36 milioni di euro alla Roma e le commissioni a Raiola sono state versate presso una società a Malta con la quale il potentissimo agente italiano ha sempre rinnegato ogni genere di relazione. 

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A proposito di procure sospette e di grandi operazioni, salta all'occhio quella legata alla gestione di Dusan Vlahovic. Il gioiellino classe 2000 della Fiorentina non ha alcuna intenzione di prolungare il suo accordo con il club dell'italo-americano Commisso e per questo è già diventato l'oggetto del desiderio dei top club europei e italiani. Sulle sue tracce c'è anche la Juventus, ma il problema fondamentale sarà capire con chi parlare per trattare il nuovo contratto del serbo. Dalle indagini effettuate da Report, infatti, c'è un filo sottilissimo che lega l'agenzia che cura gli interessi di Vlahovic (la International sports office) e il governo serbo. Tra gli agenti che fanno parte del gruppo ci sarebbe anche Danilo Vucic, figlio di Aleksandar Vucic, presidente della Repubblica serba. Il portavoce di Vucic ha smentito questa connessione, ma alcuni documenti raccolti da Report attestano questo stretto collegamento e attestano anche questo strettissimo legame tra l'attaccante della Fiorentina le più alte sfere della politica in Serbia. Questo spiegherebbe anche la scelta del giocatore di non accettare l'offerta (seppur lauta) di rinnovo da parte della Fiorentina e la volontà di cercare una nuova sfida e un contratto ancora più ricco.

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