Serie A, aumentano rigori e rossi:
il calcio scopre caldo e fatica

Martedì 7 Luglio 2020 di Roberto Avantaggiato
​Serie A, aumentano i minuti di recupero, rigori e rossi: il calcio scopre caldo e fatica
Rigori a go-go (record assoluto di tutti i tempi), cartellini rossi più facili (spesso chiamati dal Var) e recuperi fiume, come quello di Lecce-Lazio (sette minuti alla fine, altrettanti nel primo tempo). Effetto estate, forse, ma anche effetto condizione fisica che latita. Sia da parte dei calciatori (piu' goffi negli interventi) che degl arbitri, anche loro in ciondizioni non ottimali.

Per questo il Var interviene di più, facendo impennare il numero totale dei calci di rigore concessi, già superiore di tanto rispetto al record assoluto precedente, fissato nella stagione 1940-50, quando, a fine stagione, il numero dei penalty arrivò a quota 140. Prima dell’avvento del Var, il record aveva vacillato soltanto nella stagione 2016-17, quando il totale di fine stagione si fermò a 137 rigori.

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L’introduzione dela Video Tecnology Reefere ha spostato l’asticella verso l’alto perché, com’è successo ieri, non sono pochi gli arbitri che una volta che sono chiamati all’on field review, tornano sui propri passi (o si accorgono del fallo sfuggito) fischiando il rigore. 

Nell’ultima giornata ne sono stati assegnati nove, di cui tre nella sola Parma-Fiorentina (Abisso sfiora il record assoluto per gli arbitri di A, che è di 4 rigori in una partita), mentre due ne sono stati assegnati in Sassuolo-Lecce da Massa. Un arbitro, quello di Imperia, che conferma la sua tendenza all’intransigenza per il falli commessi dentro l’area. Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA