Roma, Pedro fissa l'obiettivo:
«Possiamo qualificarci in Champions»

Venerdì 25 Settembre 2020 di Gianluca Lengua
A due giorni dalla partita contro la Juventus, Pedro è stato presentato a Trigoria. Potrebbe essere nella lista dei titolari di domenica sera perché è stato scelto per dare esperienza e personalità alla squadra: «Creeremo una mentalità forte e vincente per raggiungere l’obiettivo minimo che è qualificarsi in Champions. Abbiamo una rosa che può qualificarsi tra le prime quattro». Ecco le sue parole in conferenza stampa.

Il ruolo nel sistema di gioco di Fonseca. «In questi sistema di gioco il ruolo migliore è quello alle spalle della punta una posizione che possono occupare anche altri giocatori. Mi trovo bene lì, sono comodo, posso entrare e fare gli inserimenti, creare gli spazi per la punta. Posso giocare anche a destra o sinistra. Io mi adatterò e giocherò dove il mister lo riterrà opportuno. Il mio obiettivo è aiutare la squadra». 

Il livello della Roma. «Siamo una squadra buona con tanti giovani e un progetto a medio e lungo termine. Ci sono giocatori di esperienza come Edin e Miky, voglio aiutare a creare una mentalità vincente. Vogliamo tornare a giocare la Champions e costruire una squadra più forte per tornare ai livelli di qualche anno come quando la Roma arrivata in semifinale di Champions». 

La Juventus. «Ogni volta che si affronta a squadra campione in carica che viene da una striscia lunghissima di campionati vinti, c’è aspettativa e livello di esigenza personale alto. Siamo consapevoli di affrontare un avversario difficile da battere, adesso si tratta di tradurlo e metterlo in campo domenica». 

La finale di Champions vinta a Roma. «Non posso che conservare che bei ricordi di quella data. È stata la mia prima finale di Champions vinta, era il mio primo anno da professionista del Barcellona e far parte di una finale di Champions è stata una realizzazione di un sogno. Oggi sono qui come calciatore della Roma e tornerò a giocare in questo stadio».

Perché ha scelto la Roma. «Ho una forte voglia interiore di vincere e raggiungere gli obiettivi. Sarà difficile, ma lavoriamo su questa strada. Creeremo una mentalità forte e vincente per raggiungere l’obiettivo minimo che è qualificarsi in Champions. Abbiamo una rosa che può qualificarsi tra le prime quattro».

Dzeko. «È felice, è il nostro capitano ed è un giocatore di livello internazionale. Ha un peso importante nello spogliatoio e siamo tutti contenti che resti con noi. Fa la differenza, fa gol e ti aiuta a vincere, la sua presenza unita ad altri calciatori ci può aiutare a raggiungere i nostri obiettivi. È motivato e concentrato in allenamento e spero che domenica possa giocare». 

Fonseca. «Sappiamo che affrontiamo un avversario complicato. Dovremo essere solidi in attacco e in difesa, senza ascoltare voci che ci possono distrarre. Dobbiamo fare una grande partita per poter ambire a vincere. Servirà commettere meno errori possibili».

Giocatori di esperienza nella Roma. «È molto importante questo aspetto. Sia Edin che Mkhitaryan sono giocatori di livello ed esperienza, come altri che compongono la rosa. E’ una squadra giovane con elementi di esperienza, un fattore importante quando un calciatore sceglie una squadra perché si sa che solo i grandi giocatori ti permettono di ambire ai grandi risultati. Mi hanno accolto in maniera incredibile nello spogliatoio e devo ringraziare anche i tifosi per l’affetto che mi hanno dimostrato dal momento che sono arrivato. Spero di ricambiare». 

La Roma in Champions. «L’obiettivo deve essere quello di vincere. Ogni volta che scendo in campo lo faccio con l’intenzione di vincere. Ogni volta che pareggio o esco sconfitto, anche in allenamento, sono sempre arrabbiato. Dobbiamo ambire al massimo: cercare di vincere campionato, Europa League e tutte competizioni a cui partecipiamo. È difficile ma l’asticella deve essere portata a questo livello. Se si comincia la stagione dichiarando che l’obiettivo è il quarto posto si finisce per arrivare al settimo». 

Le difese italiane. «Già conoscevo il calcio italiano, anche se non avevo avuto modo di vederlo così da vicino. Un calcio in cui è difficile trovare spazio, un calcio molto tattico con tanti giocatori dietro la linea della palla. E’ importante l’intelligenza, essere mobili e creare occasioni. Il campionato inglese è totalmente l’opposto e per questo potrei avere delle difficoltà. Sto lavorando tanto in allenamento e sto vedendo tante partite per riuscire a imparare in fretta questo calcio». 

La città e i tifosi. «Roma è una città bellissima, spettacolare con una storia incredibile. Ho passeggiato per il centro e un po’ l’ho conosciuta. Sono contento del rapporto con i tifosi, ho ricevuto un’accoglienza affettuosa e sono contento del mio arrivo nella capitale. Ora tocca a me fare del mio meglio in campo per ricambiare l’affetto dei tifosi». 

Come far crescere il gruppo. «Personalmente cercherò di dare il mio contributo in termini di gioco e di esperienza per far si che questo mix possa essere vincente. Dobbiamo essere compatti, uniti, perché è estremamente improbabili che un calciatore da solo possa vincere dei titoli».




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