Sampdoria, quinta vittoria in 8 gare,
Parma sempre più in crisi

Domenica 24 Gennaio 2021 di Vanni Zagnoli
Sampdoria, quinta vittoria in 8 gare, Parma sempre più in crisi

E’ una buona Sampdoria, alla terza vittoria in 4 gare, alla 5^ in 8, passa a Parma per 2-0, fuori casa aveva già vinto a Firenze, a Bergamo e a Verona. Due errori individuali sono all’origine delle reti, Claudio Ranieri ne approfitta, non ha problemi a lasciare l’iniziativa agli avversari, ha la squadra dal minore possesso palla dalla serie A, prevale sulla formazione che calcia meno in porta. I doriani sono a 4 punti dall’ottavo posto, da Verona e Sassuolo, ma l’Europa è lontano 8 punti, Napoli e Lazio, e difficilmente sarà agguantabile. A Ranieri vorrebbe far meglio di Giampaolo, che a Genova ottenne due decimi e un 9° posto, prima di inabissarsi, al Milan e al Torino. L’anno scorso da subentrato a Di Francesco chiuse 15°, con questo successo è già a +12 sulla terzultima, dunque quasi salvo con un girone d’anticipo.

Il Parma è penultimo, la salvezza però resta alla portata, perchè perdono anche Cagliari e Crotone, mentre il Torino venerdì ha preso un punto. Avrebbe bisogno di uno sprint simil Ranieri, quando nel 2005-06 subentrò a Pioli, sulla panchina gialloblù, e con 22 punti in 16 giornate si salvò. Il tecnico di Trastevere può giocare spensierato, con un bel 4-3-2-1 offensivo, Ramirez e Keita alle spalle di Quagliarella e Candreva appena dietro, fa la mezzala, a destra. Nel Parma debutta discretamente Conti, che si rivelò nel Lanciano dove debuttò il D’Aversa allenatore, meritando il passaggio all’Atalanta.

Il primo squillo è crociato, sull’errore di Yoshida Gervinho serve Kucka che calcia a colpo sicuro, Colley salva sulla linea. L’arbitro Manganiello risparmia l’ammonizione a Kurtic che si aggrappa ad Augello. Su cross di Candreva, Quagliarella manca l’impatto di poco. Il match gira a metà primo tempo, Gervinho va in contropiede, perde l’attimo per l’imbucata a Cornelius e calcia a giro da 20 metri cogliendo il palo. Passa la Sampdoria con traversone di Candreva, sbaglia la deviazione Cornelius e confeziona l’assist involontario per Yoshida e il capitano del Giappone infila.

La reazione parmigiana è con Kucka, serve Gervinho, su cui esce Audero sulla trequarti, allontanando con i piedi senza toccarla con le mani. Il raddoppio è su ulteriore errore, Ramirez ruba palla a Hernani, serve Keita che dribbla Iacoponi e trova un diagonale mancino imparabile. A Parma aveva segnato il primo gol in serie A, nella Lazio, era il 2013-14, e con questa azione ha ricordato i momenti migliori. Un attimo prima era stato ammonito, con Kucka: “Quagliarella - spiegherà all’intervallo - mi dice di restare calmo, evitando di rischiare un altro cartellino, mi fido molto del capitano”. Su cross di Augello, da sinistra, Keita in acrobazia manda alto. Infine Kucka coglie la traversa con una parabola a spiovere, da fuori: era la traversa cambiata dagli inservienti prima del match.

Nella ripresa, il Parma sa di dover trovare un gol presto, per riaprire il match, per giocarselo negli ultimi istanti, Gervinho però da sinistra non trova la porta. La Sampdoria fa girare la palla, mira a far trascorrere il tempo, punge dalla fascia destra, con l’ex Candreva, che innesta il destro da fuori di Damsgaard, appena entrato, tenuto a fatica da Sepe. Più prendibile il sinistro di Kucka da fuori.

Per l’ultimo quarto di gara, D’Aversa mette il regista Brugman per Grassi, la manovra non migliora, i blucerchiati restano in controllo e possono anzi cambiare il resto del tridente, innestando Torregrossa, a segno con l’Udinese. Il secondo tempo legittima il successo doriano.

“Ce la giocheremo anche con la Juve - riflette Claudio Ranieri - magari si può perdere, l’importante è provarci. Audero? Veniva da una stagione così così, anni fa mi piaceva di più, può essere la stagione della consacrazione”.

Ranieri vede nell’Atalanta la sorpresa. “Non aveva mai fatto tanti punti, nel girone d’andata, in generale nel ritorno si scatena”.

Il tecnico compirà 70 anni a ottobre, li può festeggiare in panchina. Del resto Reja a 75 allena l’Albania, mentre il compianto Cesare Maldini fu dt del Milan a 69 anni. “Non ho fretta di rinnovare il contratto, a Genova mi trovo bene”.

D’Aversa, invece, è a un punto in 4 gare, fra campionato e coppa Italia, da subentrato a Liverani. “Non ho mai avuto stagioni facili, in questi 3 anni e mezzo - spiega -. Le due salvezze in A arrivano con gironi d’andata eccellenti, stavolta può avvenire il contrario, possiamo farcela nel girone. E neanche da calciatore ho mai avuto campionati agevoli”. 

Senza Kulusevski è più dura. “In panchina non avevo un’alternativa a Cornelius, come centravanti”. Inglese ha perso il padre, la scorsa settimana, tornerà per contribuire all’inseguimento del quartultimo posto. Comunque, la crisi del Parma non era solo colpa di Liverani. 

Ultimo aggiornamento: 23:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA